Chi sono

Utente: casalinprecaria
Nome: casalinga precaria
soffro di autoironia cronica.

Links

gatta randagia
...se lo avessi saputo da piccolo...
a quarantanni è tardi?
abbasso la stipsi
anneheche blog
arduccio
areaditransito
arietta
avantè
batgirl
beppe grillo
bernardo provenzano
bialasfidaallamagia
bloglavoro
blogzob
botteghe oscure
bradipina
budo
caffe...grazie
caliyuga
capitolazioni
casa di vetro
cineblog
ciunga
cochina63
codiceabarre
cosmo-girls
cronomoto
dea walker
dead orchestra
dianalove
erbaviola
falecio contro tutti
fiodor
fotoreportress
gajaC
generazione blog
i dubbi di vitarosa
il cielo su torino
il dolce forno
Il limite umano
ildivanodellaheedellalu
immersioni libridinose
inattuale
incuormio
inquiline
inutileblog
io, macchina
ipsediggy
isabella
jerome jerome
l'ultimo vero bacio
la petruzzelli
la prima booknovelas in rete
la signorina
le lettere di simo
lebisbetikeindomabili
lefty boy
litigi in forma di fauna
lultimocacio
maria strofa
mata63
medicineman
mimancachiunque
missT
mutande, e calze a righe
nazione indiana
nonnacarina
nonsolomamma
occhi da donna
opperbacco
oyrad
paolo ferrucci
parole pensate...
parolibero
penser ensuit
pensiericriminosi
pensierigemelli
pensierofilia
perjulka
personaggi precari
primi amori letterari
pubblivora
rizza le orecchie
rosi bindi
sabrina manca
Sapere Lavoro
scritturacollettiva
selvaggia masca
serendipidità
Sette per Uno
setteparole
sgnapis,
skarbie
so british
steve mcqueen
tantosicambia
thumper
tinca pervinca
tiziano docet
triana
two jumps in a week
ulisse
un posto dove perdere tempo
una frase, un rigo appena
uncoeurenhive
undulant
uno vale l'altro feat. cp
valdellapesca
varia sopravvivenza
ventodalmare
vibrisse bollettino
violacciocca

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 28 giugno 2009

l'unica cosa costante nella mia vita è il cambiamento

non so prendere confidenza con l'abitudine. conosco i passi che bisgna percorrere prima di lanciarsi nel vuoto. sono sempre gli stessi. ne porta memoria il mio corpo. la memoria è nel corpo, è il corpo di una ballerina mentre danza.

conosco a memoria i gradini che mancano per raggiungere il trampolino.

ma ho paura di percorrerli se non smetto di pensare. devo smettere di pensare, per lanciarmi.

 

se niente cambia, tutto cambia.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore giugno 28, 2009 17:19 | link | commenti (5)
categorie: horror vacui, quote rosa
martedì, 16 giugno 2009

certe volte la natura crea dei sogni. certe altre li distrugge.

non sono una appassionata di birdwatching, del resto anche la caccia non la approvo. ultimamente la parte velenosa di me sta pensando di dedicarcisi, alla caccia dei volatili, da quando sul tegolato della casetta di fronte la mia vive felicemente una gazza che mi ruba il sonno e i pensieri. i genitori, o chi per loro, non le hanno insegnato a distinguere il giorno dalla notte. così lei, la gazza rubasonno e rubaidee, appena fa buio, esattamente quando io finisco di lavorare e torno nella mia casetta in affitto troppo cara ma insindacabilmente graziosa, lei si rianima e canticchia. tutta la notte. canticchia è una delicatezza nei suoi confronti. il suono può assomigliare ai gridolini di godimento tra aldo biscardi e una foca monaca. all'alba, stremata, si addormenta. dopo un'ora, io mi sveglio per andare al lavoro.

ora, io la natura la amo molto. quando è silenziosa. diversamente la odio. la detesto. non è un caso che il mio paesaggio ideale resta il mare che sta zitto, anche quando si arrabbia e mi manca, come mi mancano tutti i silenzi che mi  aiutano ad ascoltare.

 

gazza a parte,  altra cosa. sono una icona gay. non ho più dubbi. piaccio solo a loro, o meglio in particolar modo a loro, soprattutto agli uomini. il che mi lusinga, che come dice una mia carissima amica, significa che piaccio alla maggior parte della popolazione mondiale e poi anche loro piacciono a me se soprattutto i maschietti quando mi dicono che ho le sopracciglia perfette, come un arco disegnato da giotto e io penso che vorrei innamorarmi di un uomo che mi dice una cosa del genere, ma un uomo non le ha mai notate le mie sopracciglia che peraltro adesso ho imparato a dire sia in inglese che in francese che in tedesco, ma non lo so scrivere.


cp


postato da: casalinprecaria alle ore giugno 16, 2009 11:11 | link | commenti (10)
categorie: horror vacui, maldicenze
giovedì, 11 giugno 2009

nerd n. 77 la fiatella

la fiatella ha l’aspetto di un cubo di rubrik, non sai mai quale sia la faccia e quale il culo. è tipo sovrapposta, nella postura. è storta, sta sempre di sguincio. quando cammina si guarda le spalle; quando si siede si appoggia appena appena; quando parla si mette la mano davanti alla bocca (per addolcire il retrogusto di una storica fiatella, l'arma a doppio taglio che usa per sfiatare colleghi e amici che non si permettono di contraddirla, mai, pur di vedere la sua bocca, da crostaceo bollito nell'amuchina,chiusa)
 
se certe persone si riconoscono dal passo, altre dal profumo sulla giacca, la fiatella si riconosce dal fiato con cui emette anatemi incrostati.
stamattina l'ho rivista, dopo un anno, ormai alla fiatella mi sono affezionata, non amo certo conversare con lei dal momento che la fiatella discute solo di tariffe telefoniche (e io ho la stessa tariffa da 10 anni e ancora non ho capito quanto pago al minuto, allo scatto, a sms, a squillo) oppure di quali scarpe comprare cosa che rientra nelle mie discussioni a parte quando le scarpe in discussione sono quelle che sembrano doposci estivi di eschimesi pitonati con una grande acca al centro e io la lettera acca non tanto la posso vedere, mi fa un po’ effetto marnie e del resto non amo nemmeno le suddette scarpe scelte dalla cosiddetta “tendenza” che io non indosso, non sopporto, non ammetto. io stessa mi bannerei se facessi tendenza, in qualche parte del mio corpo abbigliato.
 
la fiatella, del resto, ha i suoi vantaggi. in coda al bancone del bar le chiedono all’istante cosa desidera per non sentirsi sbuffare flatulenze di noia. lo stesso vale per le code alle poste, in banca, alla cassa etc etc. diverso è il caso in cui dall’altra parte del bancone incontra una sorella fiatella, una nerd cioè con lo stesso “tono” di voce della fiatella. in quel caso sarà la stessa fiatella amica vostra a dichiararsi assuefatta dall’odorino di fronte a lei, la fiatella è il classico bue che dice cornuto all’asino.
 
come l'aria che si respira accanto a lei, la fiatella è viziata. offensiva. provocatoria. è dotata di imbattibile oralità che spesso la trasforma da segretaria d'ufficio a direttrice dello stesso ufficio, bella sistemata in una camera singola, senza colleghi, libera di sfiatare contro il muro e non più contro il suo (ex)capo.
cp
 

postato da: casalinprecaria alle ore giugno 11, 2009 10:07 | link | commenti (4)
categorie: adotta un nerd
martedì, 09 giugno 2009

f.d.s.

come ferite inesplose si riaprono certe esistenze, e a me le ferite, le crosticine, mi piace scorticarle e mordicchiare il sangue raggrumato per poi sputarlo via. apprezzo le crosticine come certe persone e situazioni che solo quando mi accorgo che ne apprezzerò il ricordo, mi piacciono perchè poi alla fine è quello che resta, il ricordo cicatrizzato.
 
mi piace tutto dei miei colleghi, ma la cosa che mi piace di più sono i loro difetti perchè è a quelli che mi affeziono, i difetti sono le crosticine delle nostre ferite che non vanno via.
 
mi piace quella che ha sempre mal di testa, quella che non parla ma urla, quella che non chiede ma comanda, quella che sono il capo e lasciami perdere, quella che sta sempre zitta e quando dice una frase ti fa piangere, quella che arriva alle 8 la mattina e alle 8 di sera sta facendo esattamente la stessa cosa, che era difficile per questo ha scaricato tutto il resto del lavoro a quell'altra che sono io: la figlia della serva o l'ultima ruota del carro, o solo un pollo di allevamento, che annuisco e poi stringo forte in mezzo alle labbra e sorrido.
 
(sì, siamo tutte donne in ufficio. è un classico dei lavori stagionali. quando avremo, tra 15 giorni, tutte insieme il ciclo porterò una piccola telecamera per registrare quello che ci diremo)
 
in fondo, poi, non essere nessuno significa anche che nessuno è come me, e questa l'ho letta per strada, su un muro, ma non ricordo assolutamente dove, ero piccola e senza macchinetta fotografica a portata di mano, ricordo solo che era una scritta grigia su un muro bianco scorticato.
 
mi piace che questa gente un giorno mi mancherà, mi è già mancata, durante l'anno, come mi mancano le persone che non volevo mi mancassero o forse mi manco io che sto con loro che mi sento proprio le ossa dei polsi che si fanno più rotondi da donna della mia età.
 
(sì lo so, questo post non lo capisco nemmeno io. è un post-post.)
 
cp

postato da: casalinprecaria alle ore giugno 09, 2009 10:04 | link | commenti (11)
categorie: horror vacui, lavora con noi
lunedì, 01 giugno 2009

passando a miglior vita....mi chiedo

perchè: quando passo a miglior vita, alias lavoro, e mi sposto oltre la linea gotica( da roma in su) i miei colleghi prima mi salutano e poi, a turno, fanno le facce che si aspettano:

-         di vedermi accompagnata da chilate di mozzarelle e burratine e scamorze

-         di vedermi fornita di litrate di primitivo rosso di manduria

-         di vedermi abbronzata anche a maggio

-         di vedermi ingrassata, che al sud si mangia bene

-         di vedermi allegra, che al sud ci si diverte

-         di vedermi incinta, che al sud si fanno un sacco di figli

-         di vedermi sposata, che al sud ci si sposa tutti?

 

e perchè:  al sud, quando dico che vado a lavorare fuori, in teatro, mi dicono tutti: buon divertimento!, strizzando l'occhiolino, e non  mi augurano mai buon lavoro!, come si conviene a chi sta per andare al lavoro. anche se lontano, anche se in teatro, anche se sottopagata, anche se felice?

 

cp


postato da: casalinprecaria alle ore giugno 01, 2009 14:27 | link | commenti (11)
categorie: lavora con noi
sabato, 23 maggio 2009

S.C.A.N.D.A.L.O.S.A

è stata una settimana scandalosa. primo, non ho precisato che il lavoro stagionale di cui mi sono fregiata nel post precedente non è nella città in cui risiedo. per me è ovvio, che non sia qui. ma è bene precisare, il lavoro si trova a 600 km circa da dove abito. quindi la prima cosa che ho fatto questa settimana è attaccarmi al telefono per cercare una casa (una camera, per la verità) che finalmente venerdì ho trovato. ovviamente la più cara e la più piccola casa disponibile è toccata a me.

secondo, fare la valigia. così, tra un intervallo e l'altro per delle gare d’asta immobiliare e telefoniche, facevo la conta tra magliette, gonne, pantaloni etc etc.

terzo, volevo salutare un po’ di gente. sembra facile. le amiche,in effetti è stato facile. le chiami e loro ti dicono un orario e un luogo, le vedi, le saluti, le baci, le inviti a fare un salto dove stai per andare e finisce la storia. ma io, che sono scorpione con ascendente scorpione, volevo salutare anche i miei amici, piccoli amici, amici di-letti. perché sono la classica eroina romantica. dispenso romanzi ai miei amici diletti. poi arriva un momento in cui, non potendomi riprendere il tempo che mi hanno fatto perdere, mi riprendo i miei libri.

con capricorno78 è andata bene, ci conosciamo da una vita, cenetta in allegria e ciao ciao.

toro82 è stato facile rintracciarlo, ha inaugurato un locale con la sua pantagruelica fidanzata (ricomparsa come nelle soap opera all’improvviso, visto che lui pensava che fosse deceduta. a quanto mi ha detto quando li ho visti incollarsi le lingue a vicenda, davanti a me)

capricorno66 pure non è sfuggito al mio richiamo, non vedeva l’ora di riabbracciarmi. sicuro di aver trovato una ragazza capace di credere che la donna che vive con lui da 12 anni è solo la sua coinquilina, neanche stabile, che ogni tanto dorme con lui e stende i suoi perizoma  in salotto (peraltro di cattivissimo gusto, sia il salotto che i di lei perizoma) perché non ha la lavatrice. come no, per i liberi professionisti over 40 la lavatrice è un optional. certo.

acquario70 è quello a cui tenevo più di tutti, non fosse altro che gli avevo prestato due dei romanzi che amo di più e che mi raccontano più di qualsiasi contatto. l’ho inseguito un pochino. a lui piace, così. fingersi impegnato. ma ce l’ho fatta, gli ho comunicato che me ne vado  esattamente un attimo dopo che lui, con i suoi occhi da ranocchio flebotomico, ha detto: questo è il soprabito che portavi quella sera che siamo andati e bla bla…. è evidente che prestargli i miei libri non ha prodotto alcun risultato se fa avances da stereotipato antieroe moccioso.

acquario72 è l’unico da cui devo ancora congedarmi. lo faccio qui, dandogli la stessa importanza che ha per me il libro che gli ho prestato. zero.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 23, 2009 13:10 | link | commenti (10)
categorie: horror vacui, lavora con noi, maldicenze
lunedì, 18 maggio 2009

le cose succedono

pomeriggio, int. casa cp, soggiorno


squillo insistente di un cellulare (musica di nino rota, il principe e la gradisca)

dettaglio dello schermo del cellulare: compare la scritta numero privato,

cp risponde, aggrottando le sopracciglia.

cp: pronto?

numero privato: buonas

era, parlo con casalinga precaria?

cp: si

numero privato: sono xxx (quel lavoro che attendevo di replicare da circa un anno)

cp: (alla buonora) ah buonasera, molto piacere di sentirla.

xxx: la chiamo per scusarmi per non averla ancora chiamata…

cp: si figuri…

xxx: sa abbiamo avuto e abbiamo a tutt’oggi notevoli difficoltà di organizzazione soprattutto finanziaria di yyy

cp: capisco.

xxx: lo so che le avevamo detto che l’avremmo confermata anche quest’anno…


cp: e infatti….

xxx: ma lei non può immaginare quanto sia difficile e nello stesso tempo coraggioso portar eavanti cose del genere, in questo paese, lei insomma mi capirà se le dico che….


cp: si, capisco…


xxx: no, mi lasci finire. la prego, ci tengo a scusarmi per il ritardo con cui le confermiamo la sua chiamata alle armi. inizia tra 15 giorni.

cp: …

xxx: sempre se non sta già lavorando ad altre cose, se non è impegnata. ecco. è impegnata?

cp: mah, guardi…(bluffando) ho un po’ di proposte che sto valutando… (faccio la lavatrice o lavo i piatti?)… di cosa dovrei occuparmi? quale sarà sostanzialmente il mio ruolo?

xxx: sarà l’ultima ruota del carro, avrà lo stesso ufficio dell’anno scorso, lo stesso stipendio, lo stesso stress 24 ore su 24….ma se non le va…

cp: ci vediamo tra 15 giorni, ore 9, in ufficio.

(io pure, non ci credo. invece mi sa che è vero. quello che mi hanno sempre detto: “quando meno te l’aspetti…arriva” è arrivato)

cp



postato da: casalinprecaria alle ore maggio 18, 2009 09:26 | link | commenti (15)
categorie: lavora con noi
giovedì, 14 maggio 2009

la famosa bella vita di casalinga precaria

avevo un bel corredino intimo tutto bianco, poi l’ho stinto. in lavatrice. l’ho messo a sessanta gradi con l’accappatoio fucsia, quello che uso in piscina che sembra una cartina gigante e invece è un accappatoio sintetico. ora il mio completino è rosa stinto come il riflesso del cielo sul mare dopo un ensamble di tric e trac e fuochi d’artificio. volevo sentirmi una casalinga realizzata e dunque frustrata. il mio bellissimo corredino intimo bianco l’ho infilato consapevolmente dentro la lavatrice. volevo assistere in diretta alla fusione dei colori e nel frattempo inventare un nome per il nuovo colore che stavo creando, ma poi mi è venuta fame e ho preparato un frullato a base di fragole, mele, nespole e kiwi. anche nel frullato il rosa ha avuto la meglio. adesso ho un completo intimo color rosa frullato. mi piace molto. lo indosserò domani quando andrò a perdere il mio tempo nel nuovo locale con la solita gente. è salutare assistere alla nascita di un nuovo locale in città. un po’ meno salutare è prendere atto che cambia il vento ma noi no e siamo sempre gli stessi che facciamo finta di non conoscerci se ci conosciamo e di conoscerci se non ci conosciamo.

fare la casalinga mi gratifica, quello della lavatrice è il punto più alto delle mie giornate. lavo anche quello che ho appena lavato. mi sento produttiva. molto più di quando faccio le cose che dovrei fare realmente. tipo. ieri mattina mi sono svegliata alle 7.00 per scrivere delle cose al pc e ho infilato la mia chiavetta nel pc, solo che la mia chiavetta era stata cavalcata da un esercito di cavalli di troia e allora finchè ho formattato il pc e la chiavetta e finchè ho estirpato tutti i virus sono arrivate le 10.00 e a quel punto avevo già perso la pazienza. di pazienza ne ho sempre avuta poca, la considero un’ingenuità.

(ora, scusate, ma il dovere mi chiama. scappo a caricare la terza lavatrice della giornata)

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 14, 2009 11:27 | link | commenti (10)
categorie: horror vacui
lunedì, 11 maggio 2009

piange il telefono

volevo chiudere questo blog, ieri sera. avevo anche scritto il post. volevo farlo in questa settimana che se io avessi scelto di nascere lo avrei fatto dal 10 al 16 maggio perchè questa settimana è la più bella dell'anno. qualunque cosa accada, in questa settimana sono sempre di buonumore.
volevo chiudere questo blog perchè la mia casalinghitudine precaria non ha molto altro da dire, disperazione, fame, rabbia, rivincite non hanno  lo stesso sapore a idrogeno di un tempo.
poi stamattina, prima di postare, ricevo la seguente telefonata da un ex collega.

ex collega: ciao cp
cp: ciao ex collega, da quanto tempo..(esattamente da un anno)
ex collega: ti pensavo in questi giorni....come stai?
cp: viva.
ex collega. bene, ti trovo in splendida forma.
cp: grazie (per telefono...)
ex collega: allora dove sei, che fai di bello?
cp: niente.
ex collega: non lavori quest'anno come l'anno scorso nel lavoro più figo della tua vita?
cp: no.
ex collega:ohhhh, mi dispiace tanto....
cp: (non ci credo) anche a me.
ex collega: e come mai?
cp: (non te lo voglio dire, posso?) capita....
ex collega: capisco. senti cp, ti devo chiedere una cortesia
cp: (immaginavo) dimmi pure
ex collega: mica mi daresti il numero del boss del lavoro più figo che hai fatto nella tua vita e che ora pensavi di fare e che invece non farai?
cp: ....posso sapere il perchè?
ex collega: beh, visto che non hanno chiamato te...magari se mi faccio vivo....sai da cosa nasce cosa. capito?
cp: no.
ex collega: voglio chiedere al capo se mi prende.
cp: questo l'ho capito. ma il numero non te lo dò.
ex collega: non ce l'hai?
cp: non più. l'ho cancellato in questo momento.
ex collega: ah. senti se il capo dovesse chiamarti per confermati che non andrai, mica faresti il mio nome......
cp: certo, farò il tuo nome. (per una macumba, però)
ex collega: grazie mille!
cp: prego, quando vuoi.

quindi, resto ancora un pò qui. a quanto pare non c'è limite al peggio e il peggio tutto è tranne che precario.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 11, 2009 19:58 | link | commenti (7)
categorie: lavora con noi
mercoledì, 06 maggio 2009

il mio idolo

non ho mai avuto un idolo. l’ho cercato a scuola, tra i libri sempre troppo pochi a causa dei professori sempre poco idoli. l’ho cercato in strada, tra la gente di cui desideravo fidarmi e diventare amica. l’ho cercato in famiglia, ma dopo l’adolescenza sono caduta nella trappola dell’individualismo materialista e la famiglia non l’ho più idolatrata. l’ho cercato nel mio letto, su una spalla che speravo più sapiente della mia, su una fronte che immaginavo responsabile. l’ho cercato all’università, tra le magnifiche aule che dopo la consegna del pezzo di carta si sono rivelate le solite 4 sordide mura. l’ho cercato tra i miei capi, ma come si fa a considerare un idolo una persona che non ti vuole pagare per il lavoro che fai, una persona che vorrebbe arricchirsi alle tue spalle. l’ho cercata al cinema, e spesso mi è andata bene. l’ho cercato nei romanzi, e sempre mi è andata bene. l’ho cercato nel mio i-pod e ammetto che ci sono andata molto vicina. ma questi non sono idoli in carne e ossa, hanno piuttosto le fattezze di un sogno dentro un arcobaleno. infine, il mio idolo l’ho cercato tra le mie amiche e molto spesso l’ho trovato. nonostante le donne diverse che io e loro siamo diventate.

oggi ho un idolo tutto mio.

colei che è riuscita a liberarsi dell’unico essere umano che io detesto e a cui ho augurato del male in vita mia, sbagliando peraltro perché al diavolo non si può augurare di incontrare un altro diavolo, sarebbe un fake. ma soprattutto, il mio nuovo e immenso idolo, è l’unica cittadina italiana che, a detta del suo futuro ex marito, sarebbe riuscita a trovare del comunismo (quanto? un etto? due kg? una pinta di comunismo?), negli ideali della stampa nazionale al punto da farsi sobillare dai suoi rappresentanti.

io e come me la mia famiglia e come noi tutti i miei mancati idoli sono miliardi di giorni della nostra vita che tentiamo di farci sobillare dai comunisti. lei invece ce l’ha fatta. una vera miracolata, il mio nuovo e eterno idolo. deve essere che quando si sposa il diavolo, non si beve acqua santa.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 06, 2009 10:24 | link | commenti (6)
categorie: horror vacui, lavora con noi
MigliorBlog.it