la fucktotum è l'evoluzione della casalinga precaria. dove c'è bisogno, va. vive e lavora dappertutto. spende cioè che guadagna prima di incassarlo. (e anche quello che non guadagna) non è una spendacciona. è che, quando va bene, la pagano a 90 giorni dalla fine dell'impiego. quando va male, a 366 giorni dalla fine dell'inizio. spesso, la fucktotum ha un impiego bisestile.
quando le chiedono: di cosa ti occupi? crolla dentro un greve imbarazzo, come se avesse il reggipetto slacciato o il mento sporco, come se uscisse ogni giorno in pantofole. sempre fuoriluogo, nonostante l'esasperante lucidità che la possiede come un demone.
nell'incertezza, nella incompiutezza cerebrale quotidiana, lei ha deciso che si occupa di tutto che non è proprio una bugia, in quanto la sua poliedrica pazienza e la sua scortata autoironia l'hanno condotta nei più svariati centri occupazionali. a volte si dimentica anche per che e per cosa ha studiato, poi se lo ricorda, di notte e di sfuggita: per se stessa.
ha imparato tutto, prima di ricevere spiegazioni. ha insegnato, prima di imparare. l'unica cosa che non riesce a imparare è poter dire liberamente fuckyou! cosa che invece hanno imparato a fare benissimo i suoi colleghi unisettoriali.
adottate la fucktotum, sa fare tutto. anche quello che non sa spiegare.
cp
poi ci sono gli altri, i borghesien del secondo tipo, quelli che sono andati all'estero per l'erasmus o per un concerto o per un master o per un viaggio studio e non ci sono mai tornati, a casa-italia.
i borghesien vol. 2 si distribuiscono in modo uniforme tra londra, parigi, barcellona, praga, la tailandia e new york. che tanto la strada dai quartieri alti italiani ai quartieri più bassi delle capitali mondiali è tutta in discesa. vivere in bivani erosi dall'umido e con un bagno più piccolo dell'ascensore e privo di bidet rende questi nerd inverosilmente felici e appagati. li fa sentire rivoluzionari. la rivoluzione dei cessi.
di solito i borghesien vol. 1 e i borghesien vol. 2 sono fratelli, sorelle, amanti, fidanzati o amici. quando si incontrano a natale, mentre si rimpilzano dei di tutto e di più materni, discutono dei seguenti punti fermi: odio l'italia, odio gli italiani. ma non idiano, mai, mangiare sulle spalle degli altri.
che poi i borghesien esteri abbiano fondato una associazione di italiani all'estero sta a dimostrare quanto sia labile il confine tra forza di volontà e forza di cose. in realtà se esiste una lobby di persone questa è formata dagli italioti all'estero. perchè la maggior parte dei loro neo-concittadini non li può vedere. la scusa ufficiale è: puah, italiano? tu essere del paese più antidemocratico degli ultimi 150 anni. pussa via pussa via.
molti indizi fanno credere che questo snobbismo ci sarebbe stato lo stesso, magari perchè i borghesien all'estero parlano esclusivamente dell'italia di quanto sia bona (da mangiare) e cara (da comprare).
cp
figli di quelli che benpensano (cit), i borghesien si dividono in italiani che vivono in italia e italiani che vivono all'estero. i due sottogeneri hanno in comune il lavoro patriarcale che significa “statti a cazzeggio quanto vuoi, quando ti stanchi ti cedo il posto (come si fa in autobus con i diversamente abili) by il tuo papi®” e poi abbracciano gli alberi, leggono alejandro jodorowsky, guardano i film di luis buñuel, ascoltano yann tiersen.
il borghesien che vive in italia di mestiere organizza serate per i tipi/tipe con cui cucca, usa proprio questo termine: cuccare. perchè ha un linguaggio narcisistico e induttivo che non lascia spazio alla chiarezza.
i borghesien cuccano perchè cuccare invece che chiavare o tranvare o trombare ha un basso profilo. come se usare una parola dismessa per un'azione che il loro cattocomunismo latente ritiene audace nel 2009 li fa sentire puri e liberi di cuccare al cinema, sotto il paltò, in ascensore, nella mente, nel sonno, in bagno, in tv, su youtube, sul palco, sotto il palco, a occhi chiusi, a occhi aperti. i borghesien cuccano a tempo indeterminato dentro quei vestiti da terremotati in un film di spielberg: finto buco sui jeans, finto mascara sciolto, finto maglione infeltrito. fingersi qualcun altro è la loro specialità. a parte le snikers ultracostose, finte del mercato, il borghesien in pubblico ostenta il seguente mantra: voglio andare a vivere fuori dall'italia, che ci faccio qui? qui nessuno mi capisce, non apprezzano il mio genio in avanti (cit)
continua...
cp

- offresi accompagnatrice di bimbi dal pediatra (mascherina inclusa)
- offresi lettrice edulcorata di quotidiani (astenersi deboli di cuore)
- offresi testimone oculare durante la minzione parlamentare per il test antidroga
- offresi manovalanza intellettuale per mentire a se stessi
cp
l'amaruca ha l'odore di plastica di un giocattolo.
a differenza delle chiocciole che hanno il guscio, le amaruche no. quando hanno freddo o quando piove, si appropriano indebitamente del guscio delle chiocciole morte o se ne stanno per mesi accovacciate nelle fioriere o in mezzo al fogliame (altrui).
le amaruche sono le regine della sconvenienza e, quando si tratta di strisciare più veloce degli altri, non fanno sconti avendo un unico istinto: arrivare per prima (anche e soprattutto quando gareggia da sola)
le amaruche sono umettose e pigre (non hanno il guscio perchè non hanno voglia di costruirselo) e hanno la testa come la cima di un monte (calva) e gli occhi roteanti (da falco) e invece di adattarsi all'ambiente, adattanto l'ambiente a se stesse. sono ri-vendicative.
l'amaruca conosce tutti e tutti conoscono l'amaruca. conoscerla è un ammortizzatore sociale che fa passare, indenne, da un evento all'altro della città. se non la conosci, in certe situazioni, i suoi perniciosi sostenitori faranno finta di non conoscere te.
la nerd n. 80 si infila ovunque. attira l'attenzione, strisciando pericolosamente tra la flora e la fauna altrui, sbatte le ciglia (quelle poche che le restano) e digrigna i denti. Il che significa: questo è il mio territorio: unto, bisunto, sintetico e ostile.
in questo periodo dell'anno, ho il giardino infestato da amaruche e mi cervello per capire come debellarla:
- se cospargerla di sale e aspettare che il cloruro di sodio la sciolga;
- oppure lasciare in un angolo un bicchiere pieno di birra e aspettare che si avvicini, non resiste, e vi affoghi.
se pensate che l'erba del vicino sia sempre più verde, adottate l'amaruca. non esiterà un attimo a divorare entrambi: l'erba e il vicino.
cp