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lunedì, 21 dicembre 2009

nerd n. 85 la FUCKTOTUM

la fucktotum è l'evoluzione della casalinga precaria. dove c'è bisogno, va. vive e lavora dappertutto. spende cioè che guadagna prima di incassarlo. (e anche quello che non guadagna) non è una spendacciona. è che, quando va bene, la pagano a 90 giorni dalla fine dell'impiego. quando va male, a 366 giorni dalla fine dell'inizio. spesso, la fucktotum ha un impiego bisestile.

quando le chiedono: di cosa ti occupi? crolla dentro un greve imbarazzo, come se avesse il reggipetto slacciato o il mento sporco, come se uscisse ogni giorno in pantofole. sempre fuoriluogo, nonostante l'esasperante lucidità che la possiede come un demone.

nell'incertezza, nella incompiutezza cerebrale quotidiana, lei ha deciso che si occupa di tutto che non è proprio una bugia, in quanto la sua poliedrica pazienza e la sua scortata autoironia l'hanno condotta nei più svariati centri occupazionali. a volte si dimentica anche per che e per cosa ha studiato, poi se lo ricorda, di notte e di sfuggita: per se stessa.

ha imparato tutto, prima di ricevere spiegazioni. ha insegnato, prima di imparare. l'unica cosa che non riesce a imparare è poter dire liberamente fuckyou! cosa che invece hanno imparato a fare benissimo i suoi colleghi unisettoriali.

adottate la fucktotum, sa fare tutto. anche quello che non sa spiegare.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 21, 2009 21:51 | link | commenti (9)
categorie: adotta un nerd
lunedì, 14 dicembre 2009

noi siamo convessi quando gli altri sono concavi e concavi quando gli altri sono convessi.


domenica sera, sono tornata da teatro. ho acceso la tv. e non si parlava altro. e allora l'ho spenta. sono andata in camera mia. mi sono collegata ad internet. e non si parlava d'altro. sono andata sul balcone a fumarmi una sigaretta. e sotto il portone non si parlava d'altro. dopo un'ora sono tornati imiei. hanno trascorso tutta la giornata fuori città, tra presepi. non lo sapevano. ed è stata la prima cosa che gli ho detto: l'hanno colpito. sanguina.
e prima mio padre, quel sorriso sincero che non vedevo da quando mi sono laureata. circa sette anni fa.
e poi mia madre, quella smorfia di soddisfazione genuina che non vedevo forse da quando abbiamo fatto l'ultimo viaggio insieme io e loro e mio fratello vegan, circa dieci anni fa.
e allora, ancora una volta, li ho delusi. ho detto: non si è fatto nulla. è vivo.
i miei non si sono scomodati ad accendere la tv per sapere il percome e il percosa e il dove. l'informazione principale, la delusione, gliela avevo già data io.

poi mi hanno fatto tenerezza, nei loro vestiti sinceri e sdruciti di pioggia, e ho regalato loro un sorriso: sapete cosa l'ha colpito? una miniatura (costo: 12 euro) di
questo monumento

e prima mia madre, le lacrime dalle risate, e poi mio padre, più lentamente per la verità perchè lui è ancora una persona che coltiva delle illusioni e degli ideali. ci siamo bevuti un goccio di passito e ci siamo detti, tutti e tre, in silenzio come sarebbe stato bello se....
cp

giovedì, 10 dicembre 2009

postilla della nerd n. 84

quando mi metto a pensare male produco buchi neri

quindi, posso andare a letto soddisfatta.
cp

postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 10, 2009 00:51 | link | commenti (3)
categorie: horror vacui, adotta un nerd
mercoledì, 09 dicembre 2009

nerd n. 84 amica A


quello che state per leggere
QUI è una storia vera. la triste storia di amica A che voleva passare un weekend spensierato e si è ritrovata addosso il peggio del peggio del peggio degli ultimi "spassossimi" tre anni. al post della pregiata amicollega capitolazioni, dovete aggiungere solo questo.
- costo del non viaggio a oslo: mille euro, c.a.
- camera d'albergo last minute: quella per i diversamente abili.
- domanda ricorrente nel weekend: perchè il diversamente water è diversamente alto dal nostro?
- cose dimenticate al diversamente albergo: questo libro che non mi vogliono restituire a meno che io non mandi da loro la bartolini o il diversamente chaffeur citato dalla mia amicollega.

adottate amica A.
o almeno regalate le batterie(senza pentole e con tanti coperchi) chè la nerd n. 84 è davvero scarica.
oltre che senza identità, tra l'altro.
cp

postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 09, 2009 13:17 | link | commenti (6)
categorie: adotta un nerd
lunedì, 30 novembre 2009

nerd n. 83 il bel paese

"Figlio mio, lascia questo Paese"

di PIER LUIGI CELLI

 
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)

postato da: casalinprecaria alle ore novembre 30, 2009 09:42 | link | commenti (19)
categorie: adotta un nerd
mercoledì, 25 novembre 2009

nerd n. 82 l'antichrista


la adotto da anni ormai, anche se solo per mail. la nerd n. 82 è la tipa che ti telefona per dirti che lavora esattamente dove vorresti lavorare tu (all'epoca l'avrei fatto anche gratis) e quando le dici: mi dici a chi posso mandare il cv? lei dice: si si. te lo dico.
e ti accorgi di stare ancora aspettando a chi mandare il cv (anni passati da questa telefonata: quattro)

attesissima come il ciclo di una quindicenne dopo il primo rapporto , l'antichrista è la classica nerd che quando proferisce parola stende tutti. non per il fiato. lei profuma. ma per le sue idee che, data la sua esperienza in campo giornalistico e non solo (e quando intendo giornalisti con cui lei collabora intendo giornalisti con la g maiuscola anche se qui tutto quello che è maiuscolo è vietato, roba da editto bulgaro insomma), tuti si aspettano che siano sorprendenti. e infatti lo sono.

immaginate la vibrante attesa che deve aver percorso le vene dei suoi capi quando hanno trovato, finalmente, dopo un anno, la sua unica proposta per un articolo. nella redazione si saranno materializzate farfalle che ballavano, fiori che sbocciavano, gattini in calore. un immaginario degno della antichrista nel paese delle nerdaviglie....

....quello che invece non riesco a immaginare, e per questo vi chiedo un sostegno, è la faccia che poi i suddetti devono aver fatto dopo aver letto la sua entusiasmante proposta.

apro le virgolette:
un argomento che mi rendo conto quanto possa sembrare imbarazzante da trattare, col rischio di cadere nel pulp. però secondo me è da trattare. è un oggetto d'uso comune per le donne, o meglio che dovrebbe essere d'uso comune ma non lo è, perché non è molto conosciuto, e immagino che farlo conoscere potrebbe rendere la vita difficile a qualcuno. è il mooncup, un semplicissimo oggettino di silicone a forma di coppetta, che potrebbe mandare in rovina l'impero di plastica degli assorbenti contribuendo anche non poco alla riduzione della produzione di rifiuti. io personalmente non li compro più e non li comprerò mai più. e scusate se è poco.
chiudo le virgolette

si accettano iscrizioni per la prossima
mooncup (cit) cliccate su mooncup.
(e scusate se è poco) (cit)
cp


 

postato da: casalinprecaria alle ore novembre 25, 2009 11:58 | link | commenti (8)
categorie: adotta un nerd
martedì, 24 novembre 2009

nerd n. 81 il borghesien (parte seconda)

poi ci sono gli altri, i borghesien del secondo tipo, quelli che sono andati all'estero per l'erasmus o per un concerto o per un master o per un viaggio studio e non ci sono mai tornati, a casa-italia.
i borghesien vol. 2 si distribuiscono in modo uniforme tra londra, parigi, barcellona, praga, la tailandia e new york. che tanto la strada dai quartieri alti italiani ai quartieri più bassi delle capitali mondiali è tutta in discesa. vivere in bivani erosi dall'umido e con un bagno più piccolo dell'ascensore e privo di bidet rende questi nerd inverosilmente felici e appagati. li fa sentire rivoluzionari. la rivoluzione dei cessi.

di solito i borghesien vol. 1 e i borghesien vol. 2 sono fratelli, sorelle, amanti, fidanzati o amici. quando si incontrano a natale, mentre si rimpilzano dei di tutto e di più materni, discutono dei seguenti punti fermi: odio l'italia, odio gli italiani. ma non idiano, mai, mangiare sulle spalle degli altri.
che poi i borghesien esteri abbiano fondato una associazione di italiani all'estero sta a dimostrare quanto sia labile il confine tra forza di volontà e forza di cose. in realtà se esiste una lobby di persone questa è formata dagli italioti all'estero. perchè la maggior parte dei loro neo-concittadini non li può vedere. la scusa ufficiale è: puah, italiano? tu essere del paese più antidemocratico degli ultimi 150 anni. pussa via pussa via.

molti indizi fanno credere che questo snobbismo ci sarebbe stato lo stesso, magari perchè i borghesien all'estero parlano esclusivamente dell'italia di quanto sia bona (da mangiare) e cara (da comprare).

cp


 


postato da: casalinprecaria alle ore novembre 24, 2009 11:39 | link | commenti (5)
categorie: adotta un nerd
lunedì, 23 novembre 2009

nerd n. 81 il borghesien

figli di quelli che benpensano (cit), i borghesien si dividono in italiani che vivono in italia e italiani che vivono all'estero. i due sottogeneri hanno in comune il lavoro patriarcale che significa “statti a cazzeggio quanto vuoi, quando ti stanchi ti cedo il posto (come si fa in autobus con i diversamente abili) by il tuo papi®” e poi abbracciano gli alberi, leggono alejandro jodorowsky, guardano i film di luis buñuel, ascoltano yann tiersen.

il borghesien che vive in italia di mestiere organizza serate per i tipi/tipe con cui cucca, usa proprio questo termine: cuccare. perchè ha un linguaggio narcisistico e induttivo che non lascia spazio alla chiarezza.

i borghesien cuccano perchè cuccare invece che chiavare o tranvare o trombare ha un basso profilo. come se usare una parola dismessa per un'azione che il loro cattocomunismo latente ritiene audace nel 2009 li fa sentire puri e liberi di cuccare al cinema, sotto il paltò, in ascensore, nella mente, nel sonno, in bagno, in tv, su youtube, sul palco, sotto il palco, a occhi chiusi, a occhi aperti. i borghesien cuccano a tempo indeterminato dentro quei vestiti da terremotati in un film di spielberg: finto buco sui jeans, finto mascara sciolto, finto maglione infeltrito. fingersi qualcun altro è la loro specialità. a parte le snikers ultracostose, finte del mercato, il borghesien in pubblico ostenta il seguente mantra: voglio andare a vivere fuori dall'italia, che ci faccio qui? qui nessuno mi capisce, non apprezzano il mio genio in avanti (cit)

continua...

cp


postato da: casalinprecaria alle ore novembre 23, 2009 11:21 | link | commenti (5)
categorie: adotta un nerd
venerdì, 20 novembre 2009

astenersi perditempo



- offresi accompagnatrice di bimbi dal pediatra (mascherina inclusa)

- offresi lettrice edulcorata di quotidiani (astenersi deboli di cuore)

- offresi testimone oculare durante la minzione parlamentare per il test antidroga

- offresi manovalanza intellettuale per mentire a se stessi


cp

 


postato da: casalinprecaria alle ore novembre 20, 2009 18:16 | link | commenti (5)
categorie: horror vacui, lavora con noi
domenica, 15 novembre 2009

nerd n. 80 l'amaruca

l'amaruca ha l'odore di plastica di un giocattolo.

a differenza delle chiocciole che hanno il guscio, le amaruche no. quando hanno freddo o quando piove, si appropriano indebitamente del guscio delle chiocciole morte o se ne stanno per mesi accovacciate nelle fioriere o in mezzo al fogliame (altrui).

 le amaruche sono le regine della sconvenienza e, quando si tratta di strisciare più veloce degli altri, non fanno sconti avendo un unico istinto: arrivare per prima (anche e soprattutto quando gareggia da sola)

le amaruche sono umettose e pigre (non hanno il guscio perchè non hanno voglia di costruirselo) e hanno la testa come la cima di un monte (calva) e gli occhi roteanti (da falco) e invece di adattarsi all'ambiente, adattanto l'ambiente a se stesse. sono ri-vendicative.

l'amaruca conosce tutti e tutti conoscono l'amaruca. conoscerla è un ammortizzatore sociale che fa passare, indenne, da un evento all'altro della città. se non la conosci, in certe situazioni, i suoi perniciosi sostenitori faranno finta di non conoscere te.

la nerd n. 80 si infila ovunque. attira l'attenzione, strisciando pericolosamente tra la flora e la fauna altrui, sbatte le ciglia (quelle poche che le restano) e digrigna i denti. Il che significa: questo è il mio territorio: unto, bisunto, sintetico e ostile.

in questo periodo dell'anno, ho il giardino infestato da amaruche e mi cervello per capire come debellarla:
- se cospargerla di sale e aspettare che il cloruro di sodio la sciolga;
- oppure lasciare in un angolo un bicchiere pieno di birra e aspettare che si avvicini, non resiste, e vi affoghi.

se pensate che l'erba del vicino sia sempre più verde, adottate l'amaruca. non esiterà un attimo a divorare entrambi: l'erba e il vicino.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore novembre 15, 2009 15:43 | link | commenti (3)
categorie: adotta un nerd
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