presidente nota holding italiana: il suo CV è mooolto interessante. complimenti. Brava, signorina
cp: (brava non significa un cazzo): ehm, grazie. lei è troppo gentile.
p.n.h.i.: è un piacere avere a che fare con persone preparate come lei.
cp (si, vabbè. passa al sodo): tutti questi complimenti, mi faranno illudere, presidente.
p.n.h.i.: arguta, oltre che ben formata. intendo dal punto di vista curriculare.
cp: certo, avevo capito
p.n.h.i.: è per questo che vorrei chiudere un occhio su un refuso…
cp: un refuso? quale?
p.n.h.i.: ecco qui. sul suo cv, "dottoressa"
cp: ?
p.n.h.i: qui leggo che lei si chiama Ifigenia Lorusso e lorusso è scritto tutto attaccato.
cp: ma è il mio cognome, si scrive proprio così. se vuole le mostro la carta di identità.
p.n.h.i: dottoressa per trovare un lavoro, oggi come oggi, si fanno carte false. comprese le carte di identità. signorina, non si arrampichi sugli specchi. è evidente che si tratta di un errore di grammatica, dottoressa. Lo – russo si scrive staccato: LO, articolo, staccato da RUSSO, verbo. signorina, mi cade sulle basi. mi dispiace, vorrei ma non posso ignorare la sua ignoranza, dottoressa. la comunicazione è fondamentale per la nostra holding. signorina? signorina, ma dove va?
me l’avevano detto, che cercare lavoro è peggio di cadere in un tombino. ma non avevo capito che, in quel tombino, i rifiuti parlano.
cp
sono nella kapitale
a cambiare i fiori
sulle lapide
dei miei curriculum.
cp
la campagna a favore dell’adozione di un nerd, prosegue con il secondo esemplare: l’artista del sesso.
l’artista del sesso nasce un po’ a caso, in tutte le parti della penisola. ma vive solo nelle grandi città, dove si trasferisce appena compiuto il primo svezzamento genitale da parte di terzi.
l’artista del sesso si può declinare al maschile, al femminile e al neutro.
la maggior parte degli artisti del sesso ha un aspetto piacevole.
a differenza dell’alito che sa di chele di granchio fritte due volte, abbandonate nel frigo nel weekend e ripassate la domenica sera nella padella della carbonara cucinata a pranzo.
sì, vale anche per la versione femminile.
ma, se sa di fare sesso, si nutre di frutta secca, bebitoni probiotici e antiossidanti contro i radicali liberi.
l’artista del sesso si sente un figo/a da paura. soprattutto davanti allo specchio dove ripete a se stesso: il mondo è un bocconcino troppo tenero per duri come noi. di solito, si dà il plurale e fa delle pause ansiogene mentre parla, aspetta che la sua eco gli risponda.
l’artista del sesso esce solo quando c’è sesso da fare. quindi, non va mai a teatro.
in compenso bazzica al cinema, ma solo se in compagnia della sua scorta sessuale da spilucchiare durante e dopo il film. ogni artista del sesso, ha una scorta sessuale.
solitamente, preferisce i locali molto affollati dove è più facile mimetizzarsi con i suoi simili di sesso opposto o parallelo. in tutti i casi, ovunque decide di andare, l’artista del sesso, si fa sempre una preventiva base alcolica casalinga con superalcolici del discount. (l’artista del sesso è anche molto tirchio) dopodiché, verso le sei di ogni sabato pomeriggio, parte da casa avvinazzato con l’unico obiettivo di doppiare i locali degli aperitivi del centro, in cerca di olivette da snocciolare.
abile prestigiatore della vita del prossimo, l’artista del sesso riesce sempre a riagganciare la conversazione in favore di una succosa chicca tratta dalla sua biografia sessuale.
inizia sempre con : ho imparato a parlare, solo per rimorchiare.
o anche: tra fare sesso e immaginare di fare sesso. scelgo entrambe. contemporaneamente.
la sua serata finisce sempre all’ingresso del bagno del locale, dove racimola consensi tra i reduci e occhieggia con le pupe- immagine e i pupi da guardia.
nella versione maschile, l’artista del sesso si divide in: culomani e tettomani.
i primi amano i sapori decisi, il climbing e si incazzano se qualcuno scambia la giarrettiera per la guepiere. i secondi sono più malinconici, amano fellini e non tollerano chi sostiene che tra la coppa b e la c, non c’è molto scarto. la matematica, come il sesso, non è un’opinione.
nella versione femminile, l’artista del sesso non ha mezze misure. basso, alto, biondo, moro o calvo: ogni uomo è una gran canyon da fertilizzare.
l’artista del sesso neutro, non ha mai tempo per fare dichiarazioni.
l’artista del sesso non appartiene all’immaginario collettivo. ma ha un’immaginazione collettiva che non viene saturata nemmeno dalle trasferte stagionali che compie in tutto il mondo.
quando rientra dalle suddette, l’artista del sesso ha il fegato ai minimi storici e il cuore in stand by.
nessuno sa quanto ci sia del vero in quello che l’artista del sesso racconta a proposito delle sue performance, ma questo è il fascino irresistibile del milite ignoto.
adottate un artista del sesso.
non deridetelo.
non fate finta di avere l’i-pod mentre parla per la 100sima volta di quando ha fatto urlare il suo partner tanto da costringere l’inconsapevole tester a sostituire le laringi con quelle di un coyote. o di quella volta in cui l'ha fatto dopo aver scalato (a/r) il santuario di santiago de compostela. per non citare quella in cui ha riscritto il kamasutra con il sudore. o quell'altra in cui ha chiamato il pronto soccorso per farsi fare due lastre miocardiche e, subito dopo, ha ripreso a fare sesso. senza tralasciare la teoria della bassa densità pillifera per ottimizzare tutte le prestazioni.
l'artista del sesso è uno strutturalista inconsapevole: ama sia la forma che il contenuto.
non stigmatizzate un artista che non corrompe la sua arte e non è disposto, mai, a metterla da parte.
l’artista del sesso è una sigaretta che non si spegne mai. ma non nuoce gravemente alla salute.
adottatelo.
cp
Il primo esemplare di nerd, è il nonno giovane. Un classico.
Il nonno giovane (per comodità culturale è declinato al maschile, ma l’esemplare può benissimo traslare nella versione femminile) ha altezza media, corporatura media e età media. Venticinque anni, al massimo ventisei. Ma ne dimostra cinquanta. Non ha rughe, ma sul viso mostra evidenti tracce di piaghe da decubito.
Quando si rivolge a qualcuno chiede prima il permesso. Anche se in bagno non c’è nessuno, lui bussa.
L’esemplare è ben distribuito su tutto il territorio nazionale. Con un indice di penetrazione superiore nelle zone agricole- rurali della penisola.
Di solito ha un’istruzione media: liceo, laurea umanistica e precariato nei servizi sociali o negli apparati statali. Medi.
Non ama viaggiare. Ritiene l’attività troppo defaticante per le sue fattezze fisiche e psicologiche. Quando si sposta, lo fa per cortesia. Il funerale di un vecchio parente, il matrimonio di una cugina metropolitana, la laurea della compagna di banco di cui resta eternamente innamorato e cose del genere. (Ogni nonno giovane ha una musa masturbatrice che gli ricorda quanto sarebbe bella la sua vita, se solo lui fosse un po’ più giovane dentro.)
Negli agglomerati urbani, il nonno giovane si sposta con cautela. Porta sempre doppio portafoglio, con doppio documento di identità. Una delle sue certezze è che nelle grandi città rubano il portafoglio. Anche se prende un taxi, tiene sempre la mano attaccata allo sportello, così se il tassista si rivela un folle criminale, il nonno giovane si gioca la carta del suo telefilm preferito, di solito un poliziesco tedesco, e scappa via al volo.
Il nonno giovane non sa cosa sia uscire con gli amici se non per andare al bowling o a tirare le freccette in un pub irlandese. Il nonno giovane, in quel caso, beve cedrata tassoni o una birra. Media, naturalmente.
Alla sua età ha avuto un rapporto sessuale con una nonna giovane, solitamente sua ex compagna di università, della durata variabile dai due ai tre minuti. A dispetto di una relazione pluriennale, terminata proprio alla fine del suddetto rapporto sessuale perchè ritenuto da entrambi troppo stancante.
Il nonno giovane esige che gli si facciano gli auguri al compleanno, come forma di rispetto ontologico.
Se per caso a qualcuno gli passa di mente, il nonno giovane perdona, ma non dimentica. L’unica esonerata dal suo risentimento è la sua eterna innamorata.
(viceversa, se conoscete un nonno giovane, non c’è verso che non vi chiami al compleanno.)
Il nonno giovane sa cucinare solo tre cose: spaghetti con il pomodoro, spaghetti con il pomodoro e il tonno, spaghetti con il pomodoro, il tonno e i capperi. Ma li cucina molto bene.
Quando viene invitato ad una festa, il nonno giovane si presenta con scatola di cioccolatini e brachetto. Se la festa è alle dieci, lui si presenterà alle nove e via dicendo. Appena entrato in casa, il nonno giovane fa gli auguri al padrone di casa, anche quando non ce ne è motivo, chiede di salutare i genitori e porta volentieri il cane di casa a fare i suoi bisogni in strada. Il resto della serata la trascorre seduto al tavolo del buffet, da solo, a controllare che nessuno faccia il bis delle tartine prima che qualcun altro non abbia ancora preso quella che gli spetta.
Il nonno giovane non ha mai visto un film a parte il film di Natale che va a vedere il giorno di Natale con i pop corn portati da casa, per paura che al cinema siano già finiti.
Il nonno giovane usa acqua di colonia della drogheria sotto casa che, puntualmente, spruzza sempre 30-
Il nonno giovane veste country: giacche di camoscio, camice a quadri e pantaloni di flanella.
Il nonno giovane non va mai al mare, se non costretto dall’eterna innamorata che puntualmente se lo porta a mò di valigia di mary poppins, per andare a caccia di maschietti. (ma questo, il nonno giovane non lo sa. Pensa che sia per amicizia)
Di solito vive con i suoi, con i quali condivide l’agenda quotidiana del telegiornale, la pasta al forno la domenica e la scampagnata di ferragosto in montagna.
Se conoscete un nonno giovane, non discriminatelo. Ha tanto bisogno di affetto, solo che non ha l’era giusta per dimostrarlo. E’ una foca nata per sbaglio in una savana.
Se decidete di adottare un nonno giovane, lui vi ricompenserà facendovi sempre la guardia in casa, vi accompagnerà ovunque purchè voi li diciate che in quel posto ci sarà la sua musa e annuirà a tutte le cose che voi direte per fare colpo sulla sua musa.
Il nonno giovane è un nerd italiano doc. Ma non alza il colesterolo.
Adottatelo.
Ecco,
oggi mi sono chiesta se dietro ogni gesto che compiamo ci debba essere uno scopo a fin di bene.
Specie quando si parla di passatempi. Specie in questo Paese che il lavoro, per molti è un passatempo e se nobilita qualcosa è solo il loro conto in banca.
Ecco, la mia risposta è stata sì.
Non ho chiesto a nessuno dei consigli.
In fondo chi sono io per chiedere dei consigli a qualcuno?
Mi sono fatta una domanda e mi sono data una risposta da sola.
Come il mio peggior alter ego. Ma a volte, bisogna essere molto semplici per prendere delle decisioni molto grandi.
E per me, questa decisione di rendere utile il mio blog, è stata una decisione grande. C’è stato dentro di me tutto un dibattimento truce: sì/no; sì/no; mo vediamo/ ci pensiamo domani. Ma che te ne frega a te, pensa alla salute. Questo emendamento è davvero lungo, lo rileggo sul cesso.
Più o meno, mi sono sentita un piccolo membro in mezzo ai tanti piccoli membri del nostro Senato e Parlamento che, proprio oggi, sta varando o non varando la finanziaria.
E siccome, questo è un giorno di grandi decisioni, alla fine della fiera come direbbe la SimonaVentura, a sua insaputa icona dell’italiano medio (quello che quando lo vedi gli rivolgi il dito medio, giusto per capirci); ecco alla fine della fiera, ho deciso che cp avrà un nobile scopo.
Da oggi parte LA CAMPAGNA DI ADOZIONE A FAVORE DI UN NERD.
Ce ne sono tanti in giro: al bar, in casa, a scuola, all’università, in ufficio, in discoteca, in libreria, dal parrucchiere, in palestra, al cinema, nella metro, al mercato, sui giornali, in tv, al cinema.
Il NERD è ovunque, basta cercarlo.
E non fate i soliti snob che arricciano il naso davanti a un NERD, tanto vi becco e vi dimostro che anche nel vostro piccolo, c’è un po’ di NERD.
(Quando riuscirò a utilizzare la toolbar di questo blog (quando non lo so), ci sarà una categoria ad hoc, in cui posterò tutti i ritratti, le biografie e le back story dei NERD che incontro in giro per i miei giri.)
Ogni NERD postato potrà essere adottato da uno di voi.
Naturalmente siete tutti invitati a collaborare alla campagna: adotta anche tu un piccolo NERD.
Mandatemi consigli, avvistamenti. Mi basta solo una frase, uno schizzo biografico o fisico e io vi posterò il piccolo NERD in cerca di affetto e potrete decidere se adottarlo nel vostro blog o nella vostra casella di posta elettronica.
E ricorda: in ognuno di noi c’è un NERD che ha bisogno di un po’ d’affetto.
NON DISCRIMINARLO.
Adottalo.
cp
Cp feat. precaria al call center:
Pagine gialle, in cosa posso esserle utile? Ha bisogno di prendere aria. Dove abita, in carcere? (ride) Mi scusi, non volevo. Sa, sono sei ore che parlo al telefono con sconosciuti. Sì, lo so che anche lei è uno sconosciuto, ma per una volta. Ho fatto solo una battuta. Ogni tanto me la concedo, sono alla fine della giornata. Sì, dopo di lei vado a casa. Per la verità vado al cinema. Da sola, sì. E’ domenica e i miei amici vanno al cinema alle otto e poi si precipitano in pizzeria. Dopo le undici, non è facile trovare una pizzeria italiana aperta. Io invece, sa che faccio? Vado al secondo spettacolo, che il primo mi inizia proprio quando esco dal lavoro, sì sì vado da sola, e poi mi mangio un kebab alla rosticceria egiziana sotto casa. Tanto al cinema c’è da vedere, non da parlare. In rosticceria si mangia, che vuoi parlare mentre mangi? Non si può, eh eh. Quindi fatte le dovute addizioni e sottrazioni, quella che ci guadagna sono io. Perché c’è sempre qualcuno che ti scrocca i pop corn o il pezzo con le patatine fritte dle kebab. Proprio l’ultimo pezzo, quello che ti lasci nel piatto apposta per gustartelo. Io ogni volta che lo addento, penso che sarà l’ultima volta che mangerò kebab. Non sa quanto è più buono così! Deve provarlo anche lei. Tutte le ultime chance hanno un che di avvincente. Ma a proposito di ultime chance, mi scusi, lei è l’ultima telefonata della giornata e forse la sto trascurando un pò troppo.
E insomma anche noi al call center ogni tanto ci va di pazzeggiare un po’. Non ci possiamo alzare per erogare i nostri bisogni fisiologici, non possiamo fumare una sigaretta, sì lo so è meglio che fumare fa male ma una volta che il vizio resta una sigaretta in più che vuole che sia!
E’ come per le parole. Ne ascolto tante qui al call center, oh ci fosse una volta che qualcuno mi chieda: ehi, come stai? Eh, insomma tanto che devi parlare con me, se elargisci una gentilezza non è che se ne va il fiato. No?
Sì, lo so che nemmeno lei me lo ha chiesto come sto. Sì, lo so che sono pagata per dare informazioni e non per dire i fatti miei. Allora, faccia come se non le avessi detto niente.
Mi scusi. No, non voglio cambiare lavoro. Il call center mi piace, per carità, è tanto un lavoro comodo. Sto sempre seduta. Pensi ai minatori: sempre lì a sfrugulliare sotto terra. Al call center si sta in paradiso al confronto. Ah, lei fa il minatore? Tutto il mio rispetto, appunto. Da dove chiama?
Civitacampomarano? Un attimo, eh. Mi dispiace ma il pc non mi dà nessun posto in cui pigliare aria a Civitacampomarano. Dovrebbe darmi una qualche indicazione in più, non per ignoranza. Ma insomma dove sta? In provincia di Campobasso. Ah, ora è tutto molto più chiaro. Questo è un servizio nazionale. Se vuole le dò il numero di un call center per l’estero. Ah, è in Italia. Ah, è in Molise. Certo, che stupida. Allora le cerco e le trovo un bel posto dove pigliare aria in Molise.
Aspetti un secondo. E’ sicuro che non le serve un’azienda agricola? C’è pieno di posti del genere. Ha solo l’imbarazzo della scelta. Non le piace. Allora che ne dice di una bella area siderurgica? Eh, c’è un sacco di spazio. Non c’è traffico. No, non le piace. Un attimo, eh. Senta, mi tolga una curiosità: ma perché vuole pigliare aria? Si sta tanto bene sottoterra. Guardi è il posto ideale, anche in caso di terremoti. Pronto? Pronto?
(Si alza. Prende le sue cose e si rivolge al boss, proprio alle sue spalle.)
Capo, anche per oggi ho finito. Ho compilato il questionario di gradimento. Sì, i clienti hanno fatto tutti la stessa richiesta. La pizzeria gli eroi de ‘noartri. Deve essere molto in voga in questo momento in Italia, se tutti ma proprio tutti vogliano andare lì. Oppure, sa è domenica. cosa vuole che faccia l'italiano di domenica? Mangia la pizza.
Ora scappo che ho la vescica in iperdilatazione, mi chiude il cinema e va a finire che mi abbassa la sarcinesca pure la rosticceria egiziana.
A domani.
cp
hai ragione, poverina. son tempi così tristanzuoli, hai ragione. ma tu tieni duro.
no, domani non posso accompagnarti a quel colloquio. ho un funerale, una seccatura. un funerale di sabato, fosse stato lunedì avrei iniziato a lavorare martedì, giovedì avevo già finito. sarebbe stata una settimana da sogno. e invece. ma stai ancora cercando lavoro? ma sei proprio sicura? ma perché non ti sposi, non so fai un bel viaggio a colpo sicuro. in un atollo privato di qualche riccone. adesso vanno tanto gli arabi.
no, guarda, non me lo dire. trovare un lavoro di questi tempi, neanche a pagarlo.
è davvero un’impresa. tu pensa che sono due anni che dico mi licenzio, basta. voglio un lavoro diverso, più creativo. voglio esprimermi. niente, non ho trovato niente. sono costretta su questa poltrona di pelle, un caldo d’estate, a fare questo lavoro.
d’altronde, l’uomo che mi accompagna è un tale poveretto. non ha un soldo da parte. è pure divorziato e con prole. guarda, quando si dice la sfiga che ti perseguita.
dovevo sposare un miliardario. ma non ne ho incontrato nessuno. certo, c’è ancora tempo per un quarto matrimonio. ma senza figli, la vedo dura. come faccio a convincerlo a passarmi gli alimenti, se non gli sforno almeno un marmocchio. non ho più trent’anni, stella. che romantica che sei. vedrai, troverai l’uomo della tua vita e il lavoro della tua vita.
perché non provi con il call center? magari telefona qualche ricco industriale divorziato, non devi neanche fare figli. anzi, sai che c’è? se chiama un tipo del genere al call center, dagli pure il mio numero di cellulare. magari…non si sa mai…nella vita devi provarle tutte.
(il venerdì 17 consegna a domicilio le sue vendette)
cp