mrs robinson: ciao cp, come stai?
cp: precaria, come al solito.
mrs robinson: davvero? mi dispiace much much. anche io mi sono tolta due pre-carie da poco. il mio dentista ha lo studio a new york, quindi devo approfittare dei suoi jumps in italia. in fondo non è così bad togliersi le carie prima che si manifestino. poi lui è tanto lovely.
cp: certo. il tuo discorso non fa una carie. o quantomeno sai nasconderla bene.
mrs robinson: e il lavoro come va?
cp: (ritenta, sarai più fortunata!?) una favola. guarda non ci credevo ma va veramente una favola.
mrs robinson: c’è una vena comica in te o sbaglio?
cp: no no. guarda è veramente una favola. devo solo resistere alla tentazione di arrivare alla parola fine. sai quando arriva il lavoro azzurro sul cavallo bianco…
mrs robinson: smettila. quando fai così sei peggio del cibo per gatti.
cp: (tosse imbarazzata) hai assaggiato il cibo del tuo gatto?
mrs robinson: certo che sì. di cosa ti meravigli? voglio sapere cosa mangia la mia gatta, è una donna. e poi mi sembra il minimo, con tutto quello che pago per quei patè di salmone norvegese su scaglie di parmigiano su letto di barolo barricato.
cp: tu vaneggi. nel letto di barolo deve esserci qualche scheggia di foglia di coca innaffiata nel fiume.
mrs robinson: tu sei troppo letterale. ogni tanto nella vita, bisogna mettere un punto al posto di una virgola, andare a capo prima di iniziare la frase…insomma, sgrammaticarsi.
cp: senti mrs robinson, posso farti una lista di recenti episodi sgrammaticati. primo tra tutti, la settimana scorsa il mio drugo del cuore (scusa, se ti chiamo merda) mi ha chiuso la saracinesca in faccia. alle 5 del mattino. e non è una metafora. quindi: dimmi cosa vuoi perché oggi, guarda, le virgole e i punti non so dove li infilo.
mrs robinson: ma la saracinesca era già mezza abbassata o proprio tutta tutta dall’inizio te l’ha sbattuta in faccia?
cp: sto per chiudere il telefono…
mrs robinson: ok, non infierisco. per questa volta. piuttosto ascolta un po’: (cantando sulle note di falling in love) i have a lovely brief for you!!!
cp: cos’è stai facendo un gargarismo con l’antibiotico per i denti?
mrs robinson: cippìììì. mi è esploso un job tra le mani. un brief al volo. ho pensato subito a te. te lo lancio?
cp: fammi sedere. dovesse arrivarmi tra capo e collo. spiegami.
mrs robinson: lo sai. solito lavoro a domicilio. consegna in 48 ore, don't forget di dimenticare il tuo nome e firmarti cp, come al solito. and god bless me.
cp: quanto?
mrs robinson: il solito.
cp: il doppio. devo pagarmi lo psicanalista.
mrs robinson: non vendono un corso di psicanalisi in edicola? hai provato con moccia?
cp: il triplo?
mrs robinson: niente, non ti si può dare un help. il doppio. hai vinto. mandami il job back domani sera.
cp: 48 ore, hai detto. quindi ti back dopodomani. take it easy, mrs robinson.
una città deserta alle 5 del mattino racconta tutto quanto si può imparare su questa terra. il coraggio, che nasce dalle delusioni e le delusioni che quando sono immense diventano una svolta.
cp
ci sono poche certezze nella vita. una di queste è l’amico diletto.
ci sono poche relazioni stabili che resistono alle intemperie ormonali. una di queste è la mia relazione con l’amico diletto.
l’amico diletto non ha bisogno di presentazioni. è sempre lì, spalmato sul suo letto che aspetta di ricapitolare i discorsi interrotti tra le lenzuola. non chiede mai perchè sei sparita. piuttosto ti ringrazia per essere tornata. non cerca conferme per la sua virilità egotica. basta sorridergli e la forza di gravità farà da sé.
il nerd n. 14 è perfetto se siete condannate a spostarvi da una città a un’altra per inseguire opportunità di lavoro precarie quanto le stagioni.
in ogni città c’è una casa, con una stanza, con un letto dove il vostro amico vi aspetta per restituirvi un legame con il passato, per quanto cronometrato.
l’amico diletto è molto meglio di un dildo. non vi mette in imbarazzo se dovete svuotare la borsa al check in di un aeroporto. non vibra all’improvviso nei mezzi pubblici. non necessita di batterie aggiuntive. si ricarica da solo.
l’amico diletto vi accoglie sempre come una guest star. probabilmente perché sa che vi rivedrete non prima di un altro mese. probabilmente in un'altra vita era il maggiordomo, quello che nei gialli viene accusato per primo dell’omicidio della vecchia signora, ma poi si scopre che è innocente. e l’unica cosa che nasconde è una relazione diletta.
adottare l’amico diletto, non implica addossarsi nessun caso umano. al contrario, è la dolce euchessina delle pene d’amor perdute. basta rivederlo, passare qualche ora con lui per espellere dal vostro cuore qualsiasi pena d’amore.
adottate il nerd n. 14, l’amico diletto.
è il miglior spaventapasseri per le passere solitarie.
sdogana il luogo comune, la stanza da letto, rendendola un luna park in cui un giro doppio, comprese le montagne russe, non costa nulla.
l’amico diletto non vi tradisce, è il più fedele dei nerd.
e soprattutto non vi chiede mai, mai mai, di rifare il letto. ma solo di disfarlo.
cp
Sono stata in bilico finora.
Durante il percorso ho buttato giù le seguenti ossessioni.
L’amore imperituro per il mio drugo, che si è ufficialmente legato alla mupa (vd nerd nerdato in passato) e che presto sarà nerdato come l’ex drugo – un nerd all’infinito.
La devozione incondizionata per la mia precaria professione.
La pazienza dignitosa che mi rendeva pericolosamente remissiva di fronte alle richieste di applausi e lodi personali dei miei colleghi precari.
La paura di arrivare fino alla fine di una strada. Qualunque essa sia.
Il risentimento verso tutto quello che possedevo e che ora non possiedo più.
La paura dei fiumi che non fanno risalire le verità a galla.
Sono arrivati con me fino alla fine del percorso precario.
La mia faccia tosta.
Il mio modo border line di accettare le prediche degli altri.
Un certo disordine digestivo dovuto alla mancanza della cucina di mamma per 15 giorni.
Il mio indisciplinato rigore nel fare gaffes a fior di pelle.
La consapevolezza che se una cosa non accade, è meglio così.
L’amore per il mare che riporta tutto a riva, anche se poi emerge sulla sponda opposta.
E naturalmente.
Il mio blog, che aggiornerò non appena i miei neuroni smetteranno di ripetermi tutto quello che devo fare prima.
cp

cp