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sabato, 28 aprile 2007

cp feat. la signorina ricca che lavora (part 4)


from: lasignorinariccachelavora@tzètze.nerd

to: casalingaprecaria@primaopost.cp


carissima cp,

scusa se sono sparita.

dire che ho la testa da un’altra parte è dire poco e niente.

help help, ciccina! non ho pace da pasqua.

io e fiacchetti dovevamo andare in india, ma il viaggio è saltato all’ultimo momento.  il mio uomo è allergico alla cacca di elefante. non si finisce mai di conoscere la persona che ami.

bon secondo te,  a goa ci sono gli elefanti indiani? fiacchetti dice di sì. secondo me no. bon, ormai è fatta.

anche se ha insistito tanto per farmi andare da sola, sa che ci tenevo,(ma quanto mi ama? non ci posso pensare!) alla fine abbiamo cambiato rotta. niente isole indiane per pasqua, ma un volgarissimo tour nordafricano: marocco e un tuffo a sharm. ma davvero solo un tuffo. cosa vuoi fare di più in una settimana? uno stress.

comunque, l’importante è godersi le vacanze. altrimenti perché si lavora?

anche se per un momento abbiamo temuto il peggio. pensavo che fiacchetti fosse allergico anche alla cacca di cammello, perchè non faceva che restare in albergo ogni volta che io volevo uscire. è stato più tempo sotto la luna da solo che sotto le lenzuola con me. sta diventando un tale romanticone!, deve essere l'età. che non mi venga il diabete a stare con un uomo così dolce.

cp tesorina, ma tu come stai? se non ti conoscessi, mi sentirei in colpa per essere sparita. ma so che hai lo spirito di pandora. (è così che si dice, vero?) dal tuo cilindro esce sempre qualcosa di bello.

no??

sì, lo so. potevo chiamarti dopo pasqua. ma appena tornata in ufficio, non puoi capire il delirio. sono stata incasinatissima. praticamente non ho avuto un attimo di pace. non ti immagini che nervi. dovevano andare tutti in scandinavia per il ponte del 25 aprile? guarda è stata un’impresa trovare due posti per me e fiacchetti per la crociera sui fiordi.

ma ce l’ho fatta. un sogno. vacci quanto prima.

e tu che hai fatto per le vacanze? dove sei stata di bello?

ah, grazie. non so come avrei fatto a partire per il primo maggio. in kenia era tutto pieno. alla fine ho seguito il tuo consiglio e mi sono data alla parisienne. giovedì siamo arrivati a parigi e da oggi fino al primo maggio ci giriamo la costa azzurra.  ti sto scrivendo dalla stanza d’albergo a Marsiglia. di fronte a me c’è il mare e un panorama che, avevi ragione!, è meraviglioso. la città è un gioiello ci sono fiori dappertutto e un sacco di persone innamorate che si danno i baci agli angoli delle vie. è tutto proprio come immaginavi tu.

cp, sei insostituibile. (certo, a parte in ufficio!)

scusa ma ti lascio. sono appena arrivate le ostriche in camera.

a presto. tanti bacetti.

                         la signorina ricca che lavora

p.s. bon, come festeggi il primo maggio?

 

postato da: casalinprecaria alle ore aprile 28, 2007 19:53 | link | commenti (38)
categorie: lavora con noi
mercoledì, 25 aprile 2007

la fuorisede nerd n. 20

se nemo profeta in patria, figuriamoci un nerd.

in primavera si verificano due fenomeni, sostanzialmente correlati. un attacco e un rientro. il primo riguarda l’invasione della processionaria, un insetto lepidottero che in questo periodo attacca le radici degli alberi, come un parassita.

il rientro è invece a carico della  fuorisede, un nerd che vive in una città altra rispetto a quella di origine per tutto l’anno, eccetto le feste comandate, i ponti di primavera e l’estate.

quando torna a casa è sempre smagrita, incazzata e assonnata. tutte cose che rinfaccerà a chi passa per la sua mulattiera  durante il soggiorno casalingo.

è smagrita perché, a differenza delle sue coetanee che rimangono a casa loro e che hanno la prima seria crisi di nervi davanti a una buccetta di mandarino sul sedere o una rughetta d’espressione posticcia, la fuorisede ha la sua prima crisi di nervi al discount. quando si accorge di giocare ad ok il prezzo è giusto davanti al frigo dei surgelati. meglio 4 pezzi di stoccafisso a 3 euro e 48 o 6 pezzi di persico a 5 euro e 30? scossa dalla sindrome da  massaia precox, la fuorisede non si destreggia più al discount e deride la vita e l’unica cosa in cui fa sconti: il pesce surgelato. per questo, i giorni che la separano dal rientro casereccio diminuiscono insieme ai chili.

da quando mette piede in patria fino all’ultimo secondo prima di partire, chiunque la incontri le chiede: sei tornata? quando riparti? come se davanti a loro ci fosse un ologramma prossimo alla scadenza. poi dici perché è sempre incazzata.

per fortuna che il suo kit karmico prevede una settimana di notti bradipe che andranno tutte a vantaggio del suo rientro in famiglia quando lei, soprattutto, dormirà. alcuni esperti dicono che i soggetti costretti a lunghe trasferte fuori di casa subiscono una sorta di effetto serra fisiologico. il suolo materno irradia raggi infrarossi e ossidanti che intorpidiscono l’indole della fuorisede fino a renderla assuefatta. ogni tentativo di farla rianimare con famigliari pietanze e frasifatte fallisce.

con la processionaria ha in comune il disseccamento e la defogliazione a carico di terzi. dopo che ti racconta per la centesima volta di quanto è bella la sua vita lontano da qui, cioè dal luogo in cui chi la ascolta normalmente vive, non la ascolta più nessuno. la maggior parte non la capiscono, la parte restante evita così di rimuoverla con la forza dalle proprie radici, come si fa con le processionarie, appunto.

nessuno ha il coraggio di dirle: perché torni dove sei nata se dove sei nata non è bello come dove per te è il posto in cui sei ri-nata? in effetti, la risposta è sulla bocca di tutti, o quantomeno su quella della fuorisede: per mangiare. quando non dorme, la fuorisede rimpatriata mangia di tutto. quello che non le ingozza, lo ripone nelle borse, che restano sempre pret a porter per ribadire alla famiglia: io da qui me ne vado quanto prima.  il comportamento psicotico coinvolge oggetti, cibi e persone che si ritrovano nella valigia della nerd n. 20, convinti che al massimo lei avrebbe chiesto loro un passaggio in stazione.

molti esperti sostengono che le persone costrette a vivere fuori sede negli anni possono essere colpite dalla sindrome di pantagruel. affastellano di tutto e di più nelle valige e nelle borse, in previsione di tempi peggiori e cioè di tempi fuorisede.

(stanno per inaugurare una mostra composta dal contenuto delle valige dei nerd n. 20 di tutta italia. la mostra si terrà in concomitanza con quella del contenuto sequestrato al check in degli aeroporti e si chiamerà: paranoie svaligiate).

la fuorisede si comporta da straniera in casa propria e, appunto essendo in casa propria, non gode del vantaggio che si dà agli stranieri: tanto non è di qui, non capisce. subisce invece il benestare che si dà agli esauriti: deve essere colpa del lexotan, le dicono alle spalle. invece no, la fuorisede è sveglia e razionale, solo che soffre di dismorfismo corporeo. sta bene a casa propria, deve solo capire quale è.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore aprile 25, 2007 01:09 | link | commenti (51)
categorie: adotta un nerd
mercoledì, 18 aprile 2007

teen - idol nerd n. 19

sono andata al cinema.

per sentirmi meno muta nella socializzazione tra pari, ho visto “ho voglia di te”. la storia è questa. c'è una ragazza ribelle perchè veste in modo mascolino e si spreca nei provini da valletta perché il sistema mondo apprezza solo il di lei culo a mandolino e le tette a pompelmo e non il suo talento (che poi si scopre essere la fotografia, tra parentesi a soggetto unico: il teen - idol ovunque). la ragazza è una tosta, infatti fa kickboxing,  è bionda, ma dentro ha un’anima mora o quantomeno mesciata. un giorno incontra il teen - idol, uno tosto pure lui. uno che non ha bisogno di parlare (per fortuna). i due prima fanno finta di non piacersi, ma si vede a occhi chiusi che si stanno concupendo con lo sguardo e dopo 15 fotogrammi cedono alla passione che occuperà  i restanti 75 fotogrammi.
lui nel film le fa le corna con la sua ex che nel frattempo è diventata una stronzetta d’alto bordo. la tipa tosta lo perdona perché lui, badate bene, le scrive ho voglia di te a caratteri cubitali su un muro e non si becca nemmeno una contravvenzione.

alla prima apparizione del teen-idol ho pensato che dovevo adottarlo  per forza. è l’ideale per i pomeriggi precari che trascorro spammando di pensieri il mio pc, in attesa che arrivi una mail una o una telefonata una che dica: tana per casalinga precaria. ti liberiamo noi, da domani ti aspettiamo in ufficio.

nel frattempo, lo sguardo in primo piano del teen- idol  mi rassicura. mi dice che forse la vita non è vero che ti sbatte la porta in faccia. basta avere la faccia tosta, come il nerd n. 19.

ci sono anche altri motivi che mi hanno convinta ad adottare il teen-idol.

primo perché voglio chiedergli come fa a curare la psoriasi che lo dico  al mio amico diletto(http://casalingaprecaria.splinder.com/post/11048217#comment) così la prossima volta evita di farsi trovare con la maschera alla cera d’api. e di conseguenza, vorrei sapere, come fa a  distrarre le sue fans dalle pustole al viso che gli sporgono, specie quando sorride.

secondo perché la maggior parte dei nerd che ho adottato, sono un mutuo pagato per avere in cambio un take away. il teen-idol è invece un’assicurazione prepagata sulla autostima. lui dice sempre: va bene. perché ce l’ha scritto per contratto e soprattutto, l’ho visto fare davvero, per lui tutte sono bellissime purchè vadano a vedere i suoi film.

terzo, adotto il teen – idol perché così le mie amiche mi vengono a trovare. loro dicono che non capiscono i miei gusti,secondo loro mi caccio nei guai. invece, sono sicura che ora che le presenterò il teen-idol le mie amiche mi verranno a trovare ogni giorno e adotteranno pezzi del teen-idol come nel 1989 i turisti portavano via da berlino pezzi del muro.

il nerd n. 19  non è affatto la locusta che sembra. non è vero che approfitta del suo fascino per fare l’attore. sono i registi e gli sceneggiatori che approfittano di lui, confezionandogli addosso ruoli che gli stanno come un perizoma taglia unica di intimissimi.

il teen-idol ha uno spessore che non merita costrizioni. ama la libertà di espressione e per questo si prende la libertà di non muovere la faccia quando recita. la sua è una forma di interazione con il pubblico che diventa libero di immaginare l’espressione migliore per quella scena.

è una grande cattiveria quella di chi dice che il teen-idol non ha carattere perché deve subire il personaggio che interpreta. io sono sicura che il teen-idol ha un gran carattere, ma lo dimostra solo quando dorme. mica tutti sono capaci a dormire con carisma.
recitiamo tutti ruoli diversi, ma dormiamo nello stesso modo. bè, il teen – idol fa esattamente il contrario. e se non è arte quella di saper dormire meglio di tutti. ditemi voi cos’è.

vi sfido anche a non riconoscere il talento del nerd n. 19.  quanto è bravo a mascherare l’accento, lo stesso del controllore del treno che prendo per andare su al nort? il teen-idol nasconde l’inflessione delle murge pugliche con il silenzio - assenso. è una grande comodità anche perché risparmia un mucchio di euro sui corsi di dizione e può spenderli per comprarsi in patch per la psoriasi.

il teen-idol ha un futuro davanti. quando finirà di fare l’attore, e spero che non smetta di fare il nerd così da poterlo adottare ancora, lavorerà in un casinò. la sua mansione sarà lo spacca-fiches. il croupier gli passerà le fiches e lui addenterà quelle buone e scarterà quelle false.

adottate il teen-idol.  è un ottimo scrub da spalmare sul corpo per idratare le cellule morte. 

cp

(il nerd n. 19 fa parte della campagna precaria  ADOTTA UN NERD casalingaprecaria.splinder.com/post/9967580#comment)


postato da: casalinprecaria alle ore aprile 18, 2007 18:59 | link | commenti (83)
categorie: adotta un nerd
domenica, 15 aprile 2007

nerdissage n. 4

sei in solo se sei out. è il piano diabolico del sabato sera.

fai il patto con il diavolo, indossi la maschera defatigante per il viso e acceleri l’umore. la città ti aspetta.

la città si fa sempre trovare con la permanente fatta, per il sabato sera e non ha mai un pelo fuori posto. la città di sabato è talmente arrogante che ti viene voglia di calpestarla più forte, che non ha mica la stessa tracotanza quando in settimana le invochi: amore, lavoro, competenza, idee. in quel caso, la cresta cittadina affonda nell’amianto e tace.

avere la macchina è una gran comodità il sabato sera, ma quando arriva il momento del parcheggio la mangeresti piuttosto che litigare con il mandrillo di turno che ha smesso di fare il galantuomo non appena si è accorto che nella lancia y ci sono quattro ragazze.

il sabato sera sei disposto a parcheggiare su un’altra macchina, pur di lasciare quella scatola di latta a quattro ruote che può portarti ovunque, a parte dove vorresti veramente essere.

parcheggi e sei felice. ti senti fortunato. se sei intelligente non hai messo i tacchi perché, se sei giudiziosa, sai che non parcheggerai più vicino dei 5 km che ti separano dalla meta.

mentre la raggiungi, la meta ti sembra sempre più lontana. se non sei ancora sbronza ti chiedi perché? fai tutto questo. perché hai spento il cervello? e hai indossato la cosa più scollata che il tuo armadio contiene, quando l’unica cosa che notano di te è che hai le occhiaie. ma sei furba, e rispondi che sono genetiche. si notano anche sulle foto della nonna negli anni cinquanta, il color seppia della carta fotografica non mente. le foto di famiglia non mentono.

dopo un’ora di ricerca indefessa per il locale migliore, che significa il più affollato, ti chiedi perché devi fare posto a tutti mentre al bancone  ti schiacciano. ti senti un tasto, tra i tanti, di un televisore testardo che non risponde ai comandi e impone di restare sintonizzato sulla stessa bassa frequenza.

le amiche non sono gentili con te perché tu devi capirle. le amiche sono esaurite, depresse, infastidite dal fatto di non poter fare scelte “fast got”.  le opprime la consapevolezza che ci sono altre persone in questa città che condizionano le loro scelte. quando vanno nei negozi è diverso, l’unico condizionamento è la taglia di quello che comprano. se c’è è bene, altrimenti rimedi con un altro indumento. l’importante è svuotare il credito e riempire il debito con se stessi. un debito fatto di solitudini collettive. tranne il sabato sera, dove siamo tutti uguali. sniffiamo la stessa aria artificiale che un giorno ci renderà sniffabili a nostra volta.

il tempo regge e la serata pure. nel locale ci sono tutti. anche se nessuno si saluta. basta esserci.

come è vestita quella? ma la biondina non lo sa che pelle e ossa non è più di moda?  ancora un messaggio di quel nano insistente, ma non capisce che per me ci vuole ben altro? uno ci prova sempre.

mi faccio una dose di capzioso buonismo e le tranquillizzo. voi siete le più belle, meglio mangiare un panino che le pellicine delle dita delle mani, se quel ragazzo che ti chiama è troppo basso per te: diglielo.

le luci sono sempre a neon, nel locale. un  neon che a metà serata sarà viola, livido come il segno che lascia un pugno in un occhio.

la prima, la seconda, la terza consumazione alcolica mi rende sempre più lucida. mentre le mie amiche, con una birra in tre, occhieggiano verso un ragazzo che ha le fessure degli occhi aperte a stento. lui  ha la bocca affusolata, dovrebbe suonare l'armonica, penso. ogni volta che lo guardo si aggiusta il colletto di una giacca sgualcita per la noia. i suoi capelli sono troppo curati per il maledetto che vuole apparire. parla come scamarcio. dice solo: insomma, abbastanza bene, non saprei, per me è lo stesso. somiglia davvero al teenleader del momento(mi segno sul cellulare di nerdare la categoria al più presto),  ha  la sua stessa psoriasi ben curata.

sono passate cinque ore da quando sono uscita di casa, quattro da quando abbiamo parcheggiato, tre da quando mi sono pentita di essere uscita, due da quando ho pensato di fingere il coma etilico e un’ora è passata da quando il finto teenleader si è seduto al nostro tavolo.

pochi minuti mi separano dalla fine di questa serata. per accelerare i tempi, uso il vecchio metodo della volpe e dell’uva (marcia). offro da bere al teenleader, un cicchetto, tutto di un fiato. lui non si fa indietro e propone tempestivamente il bis. la cameriera non fa in tempo a portare i primi due minuscoli mathusalem che le mie amiche si schiodano in coro dalle sedie e, con il fiato sospeso, pronunciano l’amichevole manifesto di buone intenzioni: CP, ANDIAMO? E’ TARDI PER IL CICCHETTO.

non serve essere una volpe per capire quando l’uva si fa acerba. basta conservare un grappolo d’uva marcia  nella borsa e venderlo come uva matura, troppo matura per lasciarla agli altri.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore aprile 15, 2007 22:10 | link | commenti (46)
categorie: adotta un nerd
giovedì, 12 aprile 2007

marchetto nerd n. 18

è un piccolo nerd contemporaneo, di quelli che la vita la vede facile e la vive veloce.

marchetto è un self made nerd, uno che si è costruito da solo la sua nerdaggine.

il nerd n. 18  si proclama  un libero professionista del pensiero che traduce in parole che si traducono in marchette.

marchetto inizia ufficialmente la sua carriera a 12 anni, quando diventa caporedattore del giornalino scolastico. tale carica professionale la mantiene fino al diploma, alternando le testate a seconda del grado di istruzione.

ma mai nessuna testata sarà quella giusta per uno come marchetto che prima di imparare a scrivere, ha imparato a contare i suoi compensi.

durante gli studi universitari inizia a riempire di parole buone i riquadri in basso a destra delle pagine di cronaca cittadina. nessuno lo nota perché scrive più o meno le stesse cose per mesi: immigrato deruba italiano. drogato squarcia nonna. immigrato violenta sua compaesana. compaesana di immigrato si vendica sulla nonna del drogato. ancora un nostro concittadino vince il grande fratello.  olè.

nessuno nota lo stile da tastiera in modalità limitata di marchetto. tanto più che marchetto non può firmare i suoi pezzi. ogni parola gli viene dettata in riunione, la fumosa riunione di redazione, alla quale partecipa solo marchetto e il caporedattore. gli altri ci rinunciano, tanto si fa solo come dice il boss.

e invece.

marchetto un giorno si ribella, le parole buone iniziano a sfuggirgli dalla mente e sulla sua lingua barcollano l’arroganza, la presunzione, la competitività dell’incompetente.

marchetto si ribella molto educatamente, come è solito fare, e decide di fare delle sue parole concime per le grandi aziende.
se il tycoon editoriale non va da marchetto, marchetto andrà dal tycoon.

così si iscrive a un corso di marchettari. diventa il primo della classe, gli rilasciano il patentino per poter fare marchette anche sulle pagine nazionali. dove ci sarà finalmente anche il suo nome e cognome: marchetto la parola.

inizia il periodo più felice della sua vita e proprio in questo periodo ho il disonore di conoscerlo. marchetto ha l’aspetto dinoccolato, come dice lui. gli occhi madidi di felicità, nonostante gli efferati delitti che deve enunciare al tg.  è l’ennesima conferma che il mondo è una ruota che gira sempre dalla parte dei più forti. dice. e ogni tanto fa una pausa per mostrare il nuovo dente d’oro che si è fatto. la sua filosofia non è che racchiusa in un dente dorato perchè il suo lavoro è far credere che tutto quello che luccica è d’oro.

penso a marchetto e mi sembra veramente una persona felice. dice a tutti che sono belli, manda email che sembrano pubblicità anni ottanta della kinder: caro collega, il tuo ultimo pezzo è veramente una delizia. non ricordo di cosa parlasse ma sono convinto che hai la stoffa del marchettaro di parole.

succede a tutti, si chiama deformazione professionale che per il nerd n.18 significa infighettare la sfiga, dire che tutto è bene perché tutto finisce per il mio bene.

marchetto ha bisogno di essere adottato. aiutatelo.

prima che faccia strage di parole convenienti.

imbavagliategli il cuore, prima che ripeta a tutta italia che non importa che gli ospedali fanno schifo, quello che importa è che c’è la salute.

adottate il nerd n. 18, marchetto: l’unico uomo capace di fare di una virtù, saper usare le parole, un vizio.

marchetto in casa vostra non vi darà nessun fastidio.  ditegli che non c’è compenso per ogni parola buona che dirà  e lui starà zitto.

adottate il  nerd n. 18

marchetto:una ne pensa, cento ne dice e 10.000 ne incassa.

cp


(il nerd n. 18  fa parte della campagna precaria  ADOTTA UN NERD casalingaprecaria.splinder.com/post/9967580#comment)



postato da: casalinprecaria alle ore aprile 12, 2007 00:26 | link | commenti (41)
categorie: adotta un nerd
lunedì, 09 aprile 2007

nerdissage n. 3

per non soccombere al logorroico vuoto della mia esistenza da casalinga precaria, accetto di fare quello che fanno gli altri. lo faccio da poco. ma da quando ho iniziato,  accade spesso.
così, mi imbarco per la meta della giornata: la gita fuori porta che a 30 anni significa (soprattutto) abbuffata in masseria.

possibilmente dove mangi fino a scoppiare. altrimenti non ha senso andare a mangiare fuori. ho prenotato in un posto un pò più lontano (60 km di sterrata secondaria per 74 minuti all'andata e 130 al ritorno, a causa del traffico) . ma ne vale la pena. ci sono 3 stanze solo per gli antipasti, una per i primi e due per i secondi. il dessert si mangia direttamente nel laboratorio dolciario della masseria.
ricorda che c'è il self service. quindi metti scarpe comode che ci sarà da saltellare, se vuoi assaggiare tutte le portate.

prima di mangiare ci intratteniamo piacevolemente con gli altri commensali.
sono 15. e sono tutti precari.
parliamo affabilmente di quanto sia piacevole programmare le vacanze con lauto anticipo per chi sa già quando verrà buttato fuori dall'ufficio. ci diamo di gomito a vicenda al pensiero di quanto sia figo e americano cambiare professione ogni tre mesi. ma il punto più alto della nostra  condivisione  amicale lo riaggiungiamo quando uno di noi dice: è proprio vero che san precario esiste. senza di lui, a quest'ora non avremmo neanche 28 euro per il pranzo di pasquetta. certo, potevamo fare cifra tonda per non litigare per gli spicci.dai, ci paghiamo il caffè. quello si sa che è sempre a parte.

quello che per me non è mai a parte è l'autoironia. che mi ripaga (gratis) di una costosa flessibilità esistenziale.


cp

postato da: casalinprecaria alle ore aprile 09, 2007 23:19 | link | commenti (26)
categorie: adotta un nerd, maldicenze
mercoledì, 04 aprile 2007

























in questa pagina ci sono tutte le cose rilevanti che mi sono successe in una settimana.

cp
 

postato da: casalinprecaria alle ore aprile 04, 2007 12:49 | link | commenti (50)
categorie: horror vacui
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