la riconosci a pelle, come un deodorante che si spruzza da solo. la differenza è che non nebulizza gocce di sodium laureth sulfate, ma onde sonore. non è una minaccia per l’inquinamento ambientale, ma per l’equilibrio psicovitale di chi le abita vicino.
immaginate di vivere di fronte a una radio umana che non si scarica mai. una talk radio che rinnova il suo palinsesto in modalità random: a seconda di come si sveglia la mattina, e suppongo di cosa ingerisce la sera (e non deve essere una che sta seguendo una dieta), lei gorgheggia gli eventi salienti della sua vita. a tutti. la sua premura mattiniera è spalancare le finestre, sipario!, e riferire tutto lo scibile di famiglia. e vai!: contro il marito, il figli, il caldo, il gatto, l’euro, la cognata, la suocera, la suocera della cognata.
il suo naturopata, o chi per lui, deve averle ordinato di fare dei gargarismi di routine. lei non ha capito come funziona. pensa che significhi blaterare in mezzo ai denti, a diecimila decibel, gli stramazzi suoi. povera vocalist, tutta colpa dell’omeopatia.
una volta,ammetto, ho abusato della mia impotenza. nascosta dietro le tende, ho detto nel mio massimo di alta voce, che suppongo sia il suo parlare sottovoce, il nome di un tizio che in quel momento mi amareggiava le mattine (un brutto pensiero, di prima mattina, è decisamente più devastante del richiamo di mezzo litro di tequila). dopo pochi minuti, la vocalist ha iniziato a maledire il tizio, affrancandomi dal fastidioso omaggio. evidentemente abbiamo uno stronzo con lo stesso nome, oppure le si deve essere inceppata la sua valvola di sfogo e ha usato la mia.
non è un caso che io non veda l’ora che venga l’inverno. non perché ho troppo caldo, non perché mi piace la neve, non perché voglio un cappotto nuovo ma perché potrò chiudere la finestra che nel mio caso equivale a chiudere, in maniera surrettizia certo, la bocca da bertuccia malandata della vocalist.
per questo vi prego di adottarla. se avete un balcone, o meglio una terrazza, ma anche una seconda casa dove vi trasferite per le ferie: adottate la nerd n. 28.
la vocalist è indispensabile. quando siete a corto di argomenti, a differenza dell’amica che vi ha chiamato e ha deciso di recuperare i vostri tre mesi di silenzio in una telefonata, la vocalist può suggerirvi qualsiasi chiacchiera a buon mercato. basta aprire la finestra e sporgere leggermente il cellulare.
la vocalist è anche un ottimo sintetizzatore energetico. se abitate di fronte a lei non serve accendere stereo, tv o radio per stare in compagnia, c'è la vocalist. una nenia a prova di black out.
cp
come mi sono ridotta a così tanto silenzio, non è un mistero. ho sistemato un paio di insolvenze, per indorare la pillola, che alcuni laidi traffichini di questo mondo patinato di rancore mi dovevano. non è stato semplice rivendicare un diritto in quanto persona priva di diritti. questo è e questo sono. le questioni non si sono affatto concluse. ma ora non ci voglio più pensare. ho troppo caldo, come si dice quando si gioca all’indiano di provincia.
nel frattempo ho scoperto che c’è una fetta di trentenni che non ha nessuna intenzione di restare a bagnomaria e che ha trovato la soluzione e la soluzione consiste nel sfanculare questo e l’altro mondo e mettersi in proprio. a costi, alle volte, inverosimili.
io non so se credere nella proprietà privata. o forse sì, ma solo se trovo il modo di renderla un po’ una res pubblica. per dirla alla latina che ha un vocabolario ormai quasi dieci volte inferiore a quello attuale. (ma quanto è più concreto!)
nel frattempo ho scoperto che largo ai giovani significa: fate largo arrivano i giovani, scappiamo! senza nemmeno avere l’accortezza di nascondere questo pensiero nel polveroso sgabuzzino dei retropensieri.
è così che la pensano, non tutti, i famigerati quarantenni, wasp tormentati. quelli che hanno il caos calmo dentro perché vivono di rendita, quelli che praticano il fondamentalismo del come eravamo (che vuoi capire tu? sei troppo giovane), quelli che la ricerca della felicità se la trovano fuori, quelli che: avanti popolo, la cosa è nostra.
se è questo il target dei cuori inquieti da stipendio fisso, quasi quasi resto precaria per sempre.
almeno avrò un punto di riferimento.
cp
.jpg)
l’avanscoperta nelle possibili risposte che la vita può dare alla mia vita, prosegue.
da oggi a qualunque richiesta o domanda che mi pongono rispondo: altro.
metto in pratica un insegnamento che ho imparato dieci anni fa. lo diceva sempre la signora che mi vendeva il pane a siena. tu ordinavi una schiacciata al rosmarino, un pezzo di pizza bianca, un tomo farinaceo qualsiasi e lei chiedeva: altro? e tutti rispondevano: altro. mai nessuno che rispondesse no, oppure niente grazie o ancora va bene così. altro.
all’inizio pensavo che fosse un tipo di pane. il pane altro, una specialità del luogo. quando poi ho smesso di rispondere alla mia maniera e ho risposto alla maniera di tutti, ho capito che altro significa niente, da niente altro. un linguaggio tronco e condiviso che ha sollecitato non pochi complessi di inferiorità in me. perché non bastava dire “altro”. ma era di gran lunga importante anche il modo in cui dirlo. bisogna essere credibili anche quando non si vuole niente. era evidente che io non avevo il giusto tono liquido per convincere le persone che non volevo altro, niente altro. e l’unica volta che ho risposto altro, l’ho detto con un pudore esasperante che ha indispettito la signora del pane. pensava che la stessi prendendo in giro, o che mimassi il loro gergo al quale io non potevo accedere.
cambiai panificio. scelta che giovò non poco al mio girovita, considerato che nel panificio sostituto non facevano la metà dei carboidrati lussuriosi che faceva il mio ex fornaio, ormai. insieme alle schiacciate al rosmarino, abbandonai la possibilità di rispondere altro quando il panettiere o chiunque mi chiedeva cosa altro desiderassi.
fino a ieri.
stai bene? altro
vai in vacanza? altro
ti piace scrivere? altro
cosa fai nella vita? altro
ti è piaciuto? altro.
secondo me è una risposta che va bene in tutte le occasioni.
meno risposte dai, più ti vogliono bene.