Chi sono

Utente: casalinprecaria
Nome: casalinga precaria
soffro di autoironia cronica.

Links

gatta randagia
...se lo avessi saputo da piccolo...
a quarantanni è tardi?
abbasso la stipsi
anneheche blog
arduccio
areaditransito
arietta
avantè
batgirl
beppe grillo
bernardo provenzano
bialasfidaallamagia
bloglavoro
blogzob
botteghe oscure
bradipina
budo
caffe...grazie
caliyuga
capitolazioni
casa di vetro
cineblog
ciunga
cochina63
codiceabarre
cosmo-girls
cronomoto
dea walker
dead orchestra
dianalove
donne che viaggiano per il mondo
erbaviola
falecio contro tutti
fiodor
fotoreportress
gajaC
generazione blog
i dubbi di vitarosa
Il blog della Mimi
il cielo su torino
il dolce forno
Il limite umano
ildivanodellaheedellalu
immersioni libridinose
inattuale
incuormio
inquiline
inutileblog
io, macchina
ipsediggy
isabella
jerome jerome
l'ultimo vero bacio
la petruzzelli
la prima booknovelas in rete
la signorina
le lettere di simo
lebisbetikeindomabili
lefty boy
litigi in forma di fauna
lultimocacio
maria strofa
mata63
medicineman
mimancachiunque
missT
mutande, e calze a righe
nazione indiana
nonnacarina
nonsolomamma
occhi da donna
opperbacco
oyrad
paolo ferrucci
parole pensate...
parolibero
penser ensuit
pensiericriminosi
pensierigemelli
pensierofilia
perjulka
personaggi precari
primi amori letterari
pubblivora
rizza le orecchie
rosi bindi
sabrina manca
Sapere Lavoro
scritturacollettiva
selvaggia masca
serendipidità
Sette per Uno
setteparole
sgnapis,
skarbie
so british
steve mcqueen
tantosicambia
thumper
tinca pervinca
tiziano docet
triana
two jumps in a week
ulisse
un posto dove perdere tempo
una frase, un rigo appena
uncoeurenhive
undulant
uno vale l'altro feat. cp
valdellapesca
varia sopravvivenza
ventodalmare
vibrisse bollettino
violacciocca

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 28 luglio 2007

nerd n. 28 la vocalist


la riconosci a pelle, come un deodorante che si spruzza da solo. la differenza è che non nebulizza gocce di sodium laureth sulfate, ma onde sonore. non è una minaccia per l’inquinamento ambientale, ma per l’equilibrio psicovitale di chi le abita vicino.

immaginate di vivere di fronte a una radio umana che non si scarica mai. una talk radio che rinnova il suo palinsesto in modalità random: a seconda di come si sveglia la mattina, e suppongo di cosa ingerisce la sera (e non deve essere una che sta seguendo una dieta), lei gorgheggia gli eventi salienti della sua vita. a tutti. la sua premura mattiniera è spalancare le finestre, sipario!, e riferire tutto lo scibile di famiglia. e vai!: contro il marito, il figli, il caldo, il gatto, l’euro, la cognata, la suocera, la suocera della cognata.

il suo naturopata, o chi per lui, deve averle ordinato di fare dei gargarismi di routine. lei non ha capito come funziona. pensa che significhi blaterare in mezzo ai denti, a diecimila decibel, gli stramazzi suoi. povera vocalist, tutta colpa dell’omeopatia.

una volta,ammetto, ho abusato della mia impotenza. nascosta dietro le tende, ho detto nel mio massimo di alta voce, che suppongo sia il suo parlare sottovoce, il nome di un tizio che in quel momento mi amareggiava le mattine (un brutto pensiero, di prima mattina, è decisamente più devastante del richiamo di mezzo litro di tequila). dopo pochi minuti, la vocalist ha iniziato a maledire il tizio, affrancandomi dal fastidioso omaggio. evidentemente abbiamo uno stronzo con lo stesso nome, oppure le si deve essere inceppata la sua valvola di sfogo e ha usato la mia.

non è un caso che io non veda l’ora che venga l’inverno. non perché ho troppo caldo, non perché mi piace la neve, non perché voglio un cappotto nuovo ma perché potrò chiudere la finestra che nel mio caso equivale a chiudere, in maniera surrettizia certo, la bocca da bertuccia malandata della vocalist.

per questo vi prego di adottarla. se avete un balcone, o meglio una terrazza, ma anche una seconda casa dove vi trasferite per le ferie: adottate la nerd n. 28.

la vocalist è indispensabile. quando siete a corto di argomenti, a differenza dell’amica che vi ha chiamato e ha deciso di recuperare i vostri tre mesi di silenzio in una telefonata, la vocalist può suggerirvi  qualsiasi chiacchiera a buon mercato. basta aprire la finestra e sporgere leggermente il cellulare.

la vocalist è anche un ottimo sintetizzatore energetico. se abitate di fronte a lei non serve accendere stereo, tv o radio per stare in compagnia, c'è la vocalist. una nenia a prova di black out.

cp

 


postato da: casalinprecaria alle ore luglio 28, 2007 00:15 | link | commenti (27)
categorie: adotta un nerd
lunedì, 23 luglio 2007

nessuna perversione, a parte cercare un'occupazione


come mi sono ridotta a così tanto silenzio, non è un mistero. ho sistemato un paio di insolvenze, per indorare la pillola, che alcuni laidi traffichini di questo mondo patinato di rancore mi dovevano. non è stato semplice rivendicare un diritto in quanto persona priva di diritti. questo è e questo sono. le questioni non si sono affatto concluse. ma ora non ci voglio più pensare. ho troppo caldo, come si dice quando si gioca all’indiano di provincia.

nel frattempo ho scoperto che c’è una fetta di trentenni che non ha nessuna intenzione di restare a bagnomaria e che ha trovato la soluzione e la soluzione consiste nel sfanculare questo e l’altro mondo e mettersi in proprio. a costi, alle volte, inverosimili.

io non so se credere nella proprietà privata. o forse sì, ma solo se trovo il modo di renderla un po’ una res pubblica. per dirla alla latina che ha un vocabolario ormai quasi dieci volte inferiore a quello attuale. (ma quanto è più concreto!)

nel frattempo ho scoperto che largo ai giovani significa: fate largo arrivano i giovani, scappiamo! senza nemmeno avere l’accortezza di nascondere questo pensiero nel polveroso sgabuzzino dei retropensieri.

è così che la pensano, non tutti, i famigerati quarantenni, wasp tormentati. quelli che hanno il caos calmo dentro perché vivono di rendita, quelli che praticano il fondamentalismo del come eravamo (che vuoi capire tu? sei troppo giovane), quelli che la ricerca della felicità se la trovano fuori, quelli che: avanti popolo, la cosa è nostra.

se è questo il target dei cuori inquieti da stipendio fisso, quasi quasi resto precaria per sempre.

almeno avrò un punto di riferimento.

cp

 

 


postato da: casalinprecaria alle ore luglio 23, 2007 12:23 | link | commenti (51)
categorie: lavora con noi
giovedì, 19 luglio 2007

finisco di sistemare alcune cose e arrivo













postato da: casalinprecaria alle ore luglio 19, 2007 12:51 | link | commenti (20)
categorie: cicchetti
venerdì, 06 luglio 2007

nella vita c’è sempre dell’altro, anche quando non c’è niente.


l’avanscoperta nelle possibili risposte che la vita può dare alla mia vita, prosegue.

da oggi a qualunque richiesta o domanda che mi pongono rispondo: altro.

metto in pratica un insegnamento che ho imparato dieci anni fa. lo diceva sempre la signora che mi vendeva il pane a siena. tu ordinavi una schiacciata al rosmarino, un pezzo di pizza bianca, un tomo farinaceo qualsiasi e lei chiedeva: altro? e tutti rispondevano: altro. mai nessuno che rispondesse no, oppure niente grazie o ancora va bene così. altro.

all’inizio pensavo che fosse un tipo di pane. il pane altro, una specialità del luogo. quando poi ho smesso di rispondere alla mia maniera e ho risposto alla maniera di tutti, ho capito che altro significa niente, da niente altro. un linguaggio tronco e condiviso che ha sollecitato non pochi complessi di inferiorità in me. perché non bastava dire “altro”. ma era di gran lunga importante anche il modo in cui dirlo. bisogna essere credibili anche quando non si vuole niente. era evidente che io non avevo il giusto tono liquido per convincere le persone che non volevo altro, niente altro. e l’unica volta che ho risposto altro, l’ho detto con un pudore esasperante che ha indispettito la signora del pane. pensava che la stessi prendendo in giro, o che mimassi il loro gergo al quale io non potevo accedere.

cambiai panificio. scelta che giovò non poco al mio girovita, considerato che nel panificio sostituto non facevano la metà dei carboidrati lussuriosi che faceva il mio ex fornaio, ormai. insieme alle schiacciate al rosmarino, abbandonai la possibilità di rispondere altro quando il panettiere o chiunque mi chiedeva cosa altro desiderassi.

fino a ieri. quando ho deciso che:

stai bene? altro

vai in vacanza? altro

ti piace scrivere? altro

cosa fai nella vita? altro

ti è piaciuto? altro.

 

secondo me è una risposta che va bene in tutte le occasioni.
meno risposte dai, più ti vogliono bene.

cp

postato da: casalinprecaria alle ore luglio 06, 2007 18:48 | link | commenti (48)
categorie: horror vacui
MigliorBlog.it