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lunedì, 27 agosto 2007

nerd n. 30 il racchettone


siete in spiaggia. avete superato i lidi, i lettini privati, le spiaggine pay e free. siete certi che tra voi e il mare non ci saranno più ostacoli.

vi sbagliate.

c’è il racchettone. un tipo agile quanto un materassino sgonfio, duttile quanto una bic. normalmente, in inverno, non è più sportivo di una salamandra. ma d’estate, tutto è concesso. siamo in vacanza. anche una salamandra può partecipare alle olimpiadi estive di racchettoni.

il nerd n. 30, si posiziona esattamente una fila dopo la spiaggina e spunta in mezzo ai piedi proprio mentre stai per ingannare il caldo con l’acqua di mare.

il racchettone è la categoria nerdica più democratica, finora. ci trovi un po’ tutti a palleggiare in acqua. non a caso, come si dice, per tutto il giorno le palle volano da una parte all’altra. capita di ritrovarsele in testa, in borsa, nel caffè o, quando il racchettone è al massimo della sua potenza fisica, capita anche di ritrovarsi le formicolanti palline, complice un rovescio, sul cofano della macchina parcheggiata a tremila metri dalla spiaggia.
(inutile cambiare spiaggia e affidarsi alle scogliere. anche in mezzo ai dirupi più aguzzi sul mare, c’è sempre qualcuno che gioca a racchettoni e qualcun altro che si becca la pallina in faccia. è una specie di legge naturale, anche questa)

il vero nerd racchettone, però, lo riconosci dalla malcelata rattusità nei confronti del genere umano femminile. quando tutte le spiaggine sono spalmate sui lettini, lo vedi che si sbraccia, prega giuda, supplica gli amici, gli estranei, i bambini e i cani di giocare a racchettoni con lui. la mena così tanto che, pur di farlo tacere, amici e no (a turno) lo assecondano. in meno di sessanta minuti l’accesso al mare, dopo la soglia spiaggina, è bloccato: è partito il campionato di racchettoni. il match point è dei più banali. ci sono i racchettoni che lanciano mezzo occhio alla palla che vola e l’altro occhio e mezzo al posteriore della nerd n. 29 che, come da copione, esibisce a mò di carta di identità.

è più facile che cambi la marea e non che la nerd n. 29 e il nerd n. 30 si spostino. non a caso, alla fine della giornata, si fidanzano. se va male, escono insieme. non è chiaro se ciò avvenga per una sorta di dress code geneticamente immodificabile o perché dodici ore giornaliere al mare se le fanno solo loro.

meno misteriosa è la fine che fa la loro storia. il day after è fanta-freudiano. solo un termine che in italiano non esiste, riesce a spiegarlo. se per esempio, spiaggina A trova i suoi metri quadri storici, in cui da settimane posa il sedere, occupati e si sposta di soli tre cm più in là, il suo racchettone di fiducia non è che si sforza più di tanto per cercarla. semplicemente quella che gli capita a direzione olimpionica (la zona d’ombra che segna il territorio e divide la zona spiaggina - dove si svolgono le gare di sdraiate al sole - dalla zona racchettone - dove si svolgono le gare di occhio più lungo e bradipo) quella si prende. è una forma di scambismo coatto. la cosa più fanta-freudiana, forse, è che quando spiaggina A rivendica il suo racchettone di fiducia, quello cioè con cui ha flirtato il giorno prima, spiaggina B le risponde: come fai a riconoscerlo? hanno tutti le stesse racchette!

adottate il racchettone, o quanto meno sequestrategli le racchette.

(chi adotta la coppia spiaggina-racchettone, riceverà in omaggio l’ultima perversione del salentoshire. delle racchette da spiaggia double face: da un lato si gioca a racchettoni, dall’altro si tamburella la pizzica per suonare, di santa ragione, una serenata alla spiaggina)

cp


postato da: casalinprecaria alle ore agosto 27, 2007 09:57 | link | commenti (36)
categorie: adotta un nerd
sabato, 18 agosto 2007

nerd n. 29 la spiaggina

il diritto naturale insegna che con il tempo una consuetudine, diventa legge. una legge naturale.

fino allo scorso anno, bastava superare i trecento lidi, le milleecinquecento buche nella sabbia e ogni tanto, negli ultimi tempi sempre più spesso, scansare palle di silicone più sode del supertele anni ottanta, per accedere all’unico quadratino di spiaggia, sempre più piccolino, intonso, senza lido, dove d’estate cerco riparo dalla incivile civiltà.

quest’anno le prove da superare sono molto più tortuose. perché, appunto, la consuetudine (ad essere nerd) inizia a diventare l’insostenibile legge dell’essere.
seppure l’antesignana delle spiaggine è la versione pay, cioè quella che paga (dai dieci ai quindici euro al giorno) un lettino bianco di plastica che il bagnino posiziona sulla cosiddetta secca marina, cioè sulle piccole dune di sabbia che si formano quando c’è la bassa marea, oggi si è diffusa a macchia d’olio la versione free spiaggina.
la free spiaggina si ammara nelle spiagge libere, rendendo assolutamente lato il detto “vado a farmi un tuffo”. perché, in senso pratico, il tuffo non te lo puoi fare se non dopo aver superato la trincea delle spiaggine che si annida sul bagnasciuga.

per “fare il tuffo” devi oltrepassare una fila, nella settimana di ferragosto una doppia fila, di zigzaganti sirene alte un metro e novanta (grazie ai tacchi infilati ai piedi come pinne) parcheggiate sul lettino di plastica. il vero mistero è capire se queste spiaggine nascono sulla sabbia. perchè nessuno ha mai visto una spiaggina umana (alias una nerd n. 29) portare a spalla e sistemare a riva una spiaggina di plastica (alias il suo alter ego estivo). il dubbio è che ci siano dei porta-spiaggine che si palesano in spiaggia solo per posizionare le loro signore e signorine e poi spariscono. che fine fanno i porta-spiaggine d’estate? forse la stessa fine che fanno le anitre d’inverno?
la spiaggina ha una resistenza al sole over centomila. non si sposta dalla sua postazione di plastica nemmeno se la calpesti, nemmeno se la trascini per farti posto, nemmeno se impili una spiaggina sull’altra.

la sua attività principale è infilarsi il bordo del costume nel sedere, mettersi e togliersi il reggiseno a seconda di quello che fa la sua vicina di spiaggina e ungersi il corpo di olio monoi super mega abbronzante. a un certo punto della giornata, percepisci la presenza delle spiaggine anche ad occhi chiusi. basta ascoltare il friccichio della loro pelle unta che al sole, come si dice, si frigge (e trasforma in aria fritta anche il più romantico tramonto sul mare).

di regola la spiaggina non mangia. a parte stuzzicare dalla sua vicina che stuzzica dalla sua vicina che stuzzica dal pranzo di qualche bambino che pur di non aspettare tre ore per farsi il prossimo bagno, imboccherebbe di sua spontanea volontà qualsiasi essere umano o animale disposto a mangiarsi il pranzo al posto suo.

alcune spiaggine, nelle ore più calde, si segnano il volto alla maniera degli indiani d’america o alla maniera, più in voga, delle donne pre-lifting. è questa l’ora migliore per farsi il bagno. non devi nemmeno sforzarti di salutarle, nel caso in cui qualche tua amica o conoscente si sia auto-nerdata in spiaggina. al più, se lei ti chiama per salutarti, puoi dire che non l’avevi riconosciuta. e se proprio insiste, puoi dire che anche adesso che le parli, non la riconosci proprio più.

quando durante le vostre passeggiate in riva al mare, inceppate in una spiaggina, tenetele compagnia e, con la scusa che le vere star non sudano in pubblico, convincetela a tornare a casa. visto che ci siete, ditele anche che così come lei non gradisce l’olio e la frittura per tenersi in forma e potersi scosciare sulla spiaggina di plastica, anche il mare non ha bisogno dei grassi insaturi che colano dalle sue grazie.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore agosto 18, 2007 18:51 | link | commenti (23)
categorie: adotta un nerd
venerdì, 03 agosto 2007

qui c'è sempre il sole


alla radio l’appiccicaticcio dj annuncia la canzone successiva che è trendynamente uguale a quella che l’ha preceduta e sarà identica a quella che la seguirà. cambiano solo il nome della boyband e il titolo.

gli omeri della spalla eternamente scoperti. i capelli in simbiosi con l’elastico.
tremila sms di gente che non sentivo da un pezzo ma che, sai com’è, c’è la summer card: è un peccato sprecarla. (è un peccato anche pretendere, dopo un anno, che io possa dire cose simpatiche in 180 caratteri)

cinema chiusi. piazze sudate di gente, cervelli che traspirano un’aria poco ospitale. ustioni di primo grado sui visi delle ragazze che sono pronte per partecipare al casting de “una cavalla a cavallo dei cavalloni”.

e poi parcheggi. quanti parcheggi liberi per le strade! beati i cani. c’è un sacco di posto in più per le loro deiezioni che rendono vacillante qualsiasi passo si compia in questa giudecca poco letteraria e molto letterale.

l’informazione poi, replica se stessa. una replica delle repliche.
sui quotidiani sventolano, femminee bandiere bianche, le tette di plastica delle comparsine tv. è l’era degli uomini-pareo e le donne-hot pant. ma c’è una buona notizia. oggi tira il perizoma per le donne e il perizoma per gli uomini. viva la parità dell’abnegazione. (a leggere le buone notizie sui giornali, viene da rimpiangere quelle brutte!)

intanto le serate si allungano, al contrario delle mattine. gli orologi dei maschietti (depilati, unti, truccati, paranoici più delle femmine o di quello che resta di loro) sono a grandezza big ben e sono tutti puntati sull’after hour. il tempo del tutto per niente. l’ora delle storie stuzzichino, stabili quanto un pezzo di oliva resiste in mezzo ai denti.

(quale la differenza con le storie brunch, le storie cena a lume di candela, le storie liquide in generale?)

ma(h).

su tutto e tutti regna lui: il sire caldo. un sire generoso che dà di che parlare alla provincia suddita.

(anche se: ogni tanto, nella penombra, alcune creature amorose risalgono a galla come affluenti di un fiume in piena)

ecco,sono arrivate le vacanze. ci si vede in giro presto, o giù di lì.
state bene.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore agosto 03, 2007 00:18 | link | commenti (18)
categorie: horror vacui
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