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lunedì, 31 dicembre 2007

post scriptum



auguro a tutti un 2008 succulento, eccessivamente succulento.
cp

postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 31, 2007 11:45 | link | commenti (23)
categorie: cicchetti
mercoledì, 26 dicembre 2007

pranzo e contropranzo di natale

in spagna si affittano parenti per le feste. le persone sole a natale pagano attori che interpretano i famigliari (estinti o snob o semplicemente laici) durante i pranzi di natale, o tour gastro-laringo-intestinali.

questa idea è molto creativa rispetto alle idee di distrazione di massa italiane dove il passatempo principale a natale, per chi è solo, è farsi di cofanetti video che ormai le case di produzione incofanettano qualsiasi cosa, classico preludio mortis italico, che mi aspetto da un giorno all’altro di vedere in cofanetto anche le persone (la mia proposta è di incofanettare i politici: cofanetto di natale “prodi” a forma di mortadella o cofanetto di natale “berlusconi” a forma di stronzo).

la prima condizione per affittare una famiglia per le feste è di non avere una famiglia o di averci litigato a vita, la seconda è di avere un ottimo conto in banca che in spagna per affittare un nonno proverbiale ci vogliono 350 euro oppure 278 per una zia fissata con l’enciclica.

a parte il fatto che l’anno prossimo ci vado di sicuro e mi faccio ingaggiare come la classica nipote scavezzacollo o la iperstandardizzata procugina affetta da vizi borderline o la single schizofrenica o la casalinga nerd o la nerd precaria, per non sentirmi sola vorrei portare con me la mia affettuosa famiglia con cui ho trascorso piacevolmente la maratona culinaria di questi giorni.

segue elenco di famigliari per le feste.

la casalinga virago laureata in filosofia della preparazione dei pranzi natalizi con un master in scienze delle pulizie multietniche natalizie e di capodanno. inizia a cucinare il 23 dicembre all’alba, quando si siede finalmente a tavola, il 24 a cena, è talmente sazia e impregnata di odori di cucina che gli ospiti per farle gli auguri, invece di baciarla, la mordono. la casalinga virago è ottima per interpretare la madre di famiglia o la zia storica.

la casalinga di servizio di solito è figlia o nipote della prima. non è portata per la carriera casalinga, ma per natale fa un’eccezione. le sue mansioni sono apparecchiare, portare le pietanze a tavola, sparecchiare e lavare i piatti. per compensare la sua inabilità in cucina durante il pranzo commenta il cibo sciorinando storie e backstage alimentari con ineccepibile verve al ralenty. è ottima per interpretare anche il digestivo di fine pasto o l’alcaselzer.

il folletto di natale è l’aspirapolvere di casa. taciturno, ha sempre la bocca chiusa al limite dello straripamento, intenta a mangiare tutto quello che prende forma in cucina. compresi i ravioli crudi con la scusa che altrimenti se non li assaggia crudi, non li apprezza cotti. invece che con i regali, rovina le feste dispensando poesie e aneddoti natalizi che appunta su biglietti multimediali che a un certo punto i babbi natale e le befane rappresentate prendono vita e si siedono a tavola e il folletto di natale li ingoia tutti di un fiato. è ottimo per interpretare il cugino hobbit, il nipote a vita e/o la figlia o la nipote ma solo quando è incinta.

il capitone è il capofamiglia. il suo posto è a capotavola oppure sul divano da cui gestisce le coordinate spaziotemporali in cui si muove la casalinga virago. regista, scenografo, direttore della fotografia e segretario di produzione del cenone, il capitone, a richiesta, si cimenta spesso in arrotino e spazzino di fine pranzo. la sua specialità è ridurre in endecasillabi i menù dei precedenti natali con il sottofondo musicale del carillon del presepe accompagnato dai rigurgiti del folletto di natale.

l’ospite sta sempre rinchiuso in bagno, intimidito dalle pantagrueliche pietanze della famiglia di cui è ospite. quando esce dal bagno ha un alito decotto, le rughe del viso a spina di pesce e con la prima scusa che gli capita a tiro litiga per sempre con chi lo ha condotto lì'.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 26, 2007 12:55 | link | commenti (18)
categorie: horror vacui, adotta un nerd
lunedì, 17 dicembre 2007

nerd n. 35 monsieur l'heureux


etimologicamente è il signor ricco e felice, beato e avido, inane rappresentante dell’evanescenza piccoloborghese.

vanta nobili discendenze letterarie in quello che è, e rimarrà per sempre, il capolavoro nonché cinico inno alle doti femminili di quel misantropo che fu gustave flaubert e che si intitola madame bovary. nella suddetta opera letteraria, monsieur l’heureux è colui che mette a tappeto, più di tutti i suoi amori, la sdilinquita emma. è il bottegaio della piccola bottega dei tesori-orrori a cui la donna non resiste a costo di indebitarsi l’anima.

monsieur l’heureux l’ho adottato credo (anzi ne sono sicura come si è sicuri di voler scappare di fronte alla realtà che supera la fantasia) l’altra sera in un grande negozio di chincaglierie profumate e luccicose.

il nerd n. 35: non più alto del bancone dal quale spadroneggia fingendo di dispensare consigli, pochi capelli e tutti allineati sul lato destro, occhi infossati, naso adulterino e pancia piccoloborghese, ha i modi soffocanti di chi ti prende male e alla sprovvista.

si aggira per il suo negozio come una iena incinta. omaggia con il più affettato dei sorrisi ogni cliente che entra nel suo regno e lo bacchetta se non compra niente lanciandogli con lo sguardo le più feroci maledizioni, incurante del presepe a grandezza naturale che dall’ingresso del negozio multa le sue cattive intenzioni.

monsieur l’heureux non teme rivali, per lui la concorrenza sta nella testa delle persone che manipola a furia di vestirle e rivestirle di coccole materiali.

quando qualcuno gli chiede un prezzo, lui non risponde lo batte sulla piccola calcolatrice che tiene appesa al collo e si sbalordisce da solo: per quanto costa poco, niente, solo 250 euro, non vorrà spendere meno per la sua bella!.

dopo questo peana impreziosito da una serie di affettazioni: chissà quanto sarete felici insieme dopo questa parure di gioielli, il cliente maschio non resiste e compra.

a quel punto, incredibile!, la cassa del nerd n. 35 si blocca e lui non può fare lo scontrino oppure se ha esibito lo stesso numero di illusionismo un secondo prima, il nerd n. 35 rimedia inscenando un improvviso attacco di alzheimer e invece che 400 euro ne batte 100 e liquida il cliente con un appiccicoso buone feste!

adottate monsieur l’heureux, potete usarlo come portamonete da spaccare al momento opportuno.

l’altra sera ha insistito per più di 30 minuti con una ragazzina, madre già di due figli, per farle acquistare gli indispensabili sali minerali per piedi stanchi. la ragazza, che nel cestino aveva già l’occorrente per lavarsi per i prossimi 27 anni, era indecisa se acquistare questo sublime utensile per la fiacchezza podologica. il nerd n. 35 ha chiamato l’assistente per controprovare l’importanza dei sali minerali del mar morto invitandola, con la cortesia di un tirannosauro, a provarli. dopo il foot-test il nerd n. 35 ha battuto il prezzo dei sali, senza battere ciglio. quando la cliente ha pagato 195 euro di sali minerali per piedi avrebbe ucciso il nerd n. 35, la sua assistente, i suoi figli che le decomprimono il libero arbitrio. invece ha solo detto: e meno male che il mare da cui vengono è morto. figuriamoci se fosse ancora vivo.

al che monsieur l’heureux, che ignora cosa sia l’autoironia e l’ironia in generale (non si scherza con chi infiocchetta aria fritta a 195 euro a botta) ha risposto che la confezione dei sali non comprende l’olio senza il quale i sali non funzionano. e se madame bovary avrebbe risposto: lo compro, la ragazzina madre invece ha detto: vuol dire che lo userò per la pasta. senz’olio che ingrassa.

monsieur l’heureux è diventato tutto rosso dalla rabbia, i capelli si sono spostati a sinistra, gli occhi sono volati via e la pancia si è gonfiata più in stile commendatore in pensione. come un meccano ha preso a massaggiare i piedi ancora umidi della sua assistente con l’olio essenziale e tutti i presenti si sono fatti il segno della croce verso il presepe.

adottate monsieur l’heureux, è la mia offerta di natale (esentasse)

cp


postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 17, 2007 20:43 | link | commenti (24)
categorie: adotta un nerd
giovedì, 13 dicembre 2007

il lavoro abbonda, alla faccia degli stolti (trittico)

int. ufficio della signorina ricca che lavora, giorno

casalinga precaria: ciao signorinariccachelavora, posso? ti disturbo?

signorina ricca che lavora: ma certo che non disturbi! figurati, sto lavorando! a proposito, come è andato il colloquio?

cp: bene.

srcl: sono contenta. anzi sono contentissima. no no no: sono arcicontentissimissima per te. benvenuta nel mondo del lavoro! urrà, urrà, urrà: che bello! quando inizi?

cp: veramente ho rifiutato. (che poi secondo me è stato un rifiuto reciproco, tipo come quando ci si lascia e nessuno sa chi è stato e si risponde: è stata una decisione presa in comune. come se ci si possa mettere d’accordo solo quando d’accordo non si va più.)

srcl: come rifiutato?

cp: nel senso che non lavorerò lì. si lavora troppo. devo lasciare tutti i lavoretti che faccio ora, dimenticarmi di tutti, anche di me stessa e adorare tanga reggiseni e reggicalze che per carità sono pure carini, e utili quando stai con un uomo che si accorge che li indossi…ma ecco, tutta la mia vita in mutande no!

srcl (sfiatando): quello che dici è veramente fuori da ogni regola elementare di vita. guarda che quando si lavora, si lavora. non esiste troppo o poco. il lavoro è lavorare.

cp: sì questo lo so. ma poi trasferirmi in un’altra città così, tutto in due giorni…

srcl: embè, non è quello che volevi? ti piace così tanto vivere con i tuoi, con tutte quelle cameriere cilene che con la scusa di togliere la polvere finiscono sempre in mezzo ai piedi, con tutte quelle cuoche francesi che hanno sempre su il muso frustrato per le ore che trascorrono a inventarsi ricette che finiscono per la maggior parte nell’immondizia e solo la metà vanno nel piatto di portata,con quei presuntuosi di maggiordomi inglesi che fumano ancora le canne a 50 anni, per non parlare degli autisti che ti scarrozzano ovunque ma che palle! che stanno sempre a chiedere e perché e per come ogni cosa che vedono? io a 24 anni e 4 mesi mi sono laureata e a 24 anni, 4 mesi e 1 giorno ero già nella residenza cittadina di papi, libera e indipendente. stellina sganciarsi dalla famiglia è importante.

cp: non è esattamente questo il quadro della mia famiglia. (per il quale basta uno stencil metropolitano raffigurante un condominio popolare, 300 antenne tv e 250 tubi multicolor ed elettrici, uno per balcone, a ricordare in questo periodo in cui effettivamente può capitare di dimenticarlo, che sta arrivando il natale)

srcl: quale che sia il tuo regno famigliare, non ti ci puoi arroccare per troppo tempo. lavorare nobilita l’uomo. tu pensa che io discendo da una famiglia che non si è scollata dalla poltrona (d’oro) prima dei 90 anni.

cp: comunque ho delle piccole cose in corso, non posso mollarle, ci sono persone a cui ho dato la parola… e poi la tipa, la boss lì, vuole devozione totale e io non posso garantirla..

srcl: ma dai, solo tu ti fai questi problemi. ma figurati se quando uno lavora, lavora davvero tutto il tempo, tutta la giornata.

cp: io vengo da una famiglia di lavoratori che avrebbero lasciato la poltrona (di compensato) il secondo giorno di lavoro e invece sono ancora lì, non per scelta.

srcl (sfiata, imbarazzata): è evidente che per te sono meglio tanti piccoli bilocali in centro e non una mega villa in campagna, magari non troppo lontana dal mare e con la piscina termale.

cp: ….

srcl: quindi anche questo natale vado in india da sola? oppure questi microlavoretti arrabattati per strada ti producono un reddito sufficiente per 20 giorni in india con me, tra massaggi a 12 mani, pietre, chakra,oli inessenziali?

cp : no. non posso decisamente. che peccato….in tutti i casi, se proprio la vuoi mettere sul piano finanziario, non credo che promuovendo mutande in quell’ufficio sarei arrivata a tanto benessere.

srcl: con lo stipendio magari no, ma pensa tra 4 anni quando lo stipendio sarebbe aumentato e tra 10 anni e tra 20…

cp: io penso al presente, non riesco a pensare in prospettiva. sono apollinea.

srcl: tu sei fuori di testa. senti un pò cp: la vita è tua. fai un po’ come vuoi. c’è sempre il piano b.

cp: quale sarebbe?

srcl: il miliardario che ti sposa.

cp: ah, ecco. allora sì.

srcl (sfiatandosi addosso): senti un pò cp:che ti ha detto la boss dell’ufficio, è ancora libero quel posto?

cp: ha detto che avrebbe fatto altri colloqui…

srlc: ma..senti un pò cp: ti offendi se provo io a fare quel colloquio?

cp: no che non mi offendo. solo che non hai già un lavoro qui?

srcl: certo. ma che c’entra: meglio abbondante che deficiente.

cp






postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 13, 2007 13:51 | link | commenti (19)
categorie: lavora con noi
domenica, 09 dicembre 2007

simulazione professionale (trittico)

era un anno che non facevo un colloquio serio. quei colloqui che devi guardare dritta e fissa negli occhi l’interlocutore, cosa che nel mio caso è sempre al limite del fantapop a causa della congiuntivite congenita di cui soffro che esplode nei momenti di massima tensione nervosa soprattutto se consumati in città gelide come quella dove stavo colloquiando.

 

il boss è una donna, somiglia a uno scooby doo depilato. è alta, magra, occhi filler e gote anestetizzate, capelli alla garcon, vestiti morigerati di maison francese. è una milanese trapiantata a torino che è un po’ come un ulivo pugliese trapiantato in liguria dove cresce benissimo ma splende rispetto agli altri perché si sa che i frutti pugliesi sono i più grossi, a livello nazionale.

 

la stanza del colloquio è bianco paradiso, più bianca del latte, rilassante che sembra di stare nel regno dei cieli e che da un momento all’altro partiranno senza preavviso violini e quartetti d’archi con la nona sinfonia a palla (davanti a un beethoven estasiato dalla sua stessa musica che in vita non riuscì ad ascoltare).

 

la tipa mi fa sedere di fronte a lei.

inizia il colloquio.

scooby doo: lei vuole davvero lavorare qui?

cp: sì.

scooby doo: bene, il colloquio è finito. inizi a lavorare.

 

l’ufficio si occupa di comunicare moda intima, mutande reggiseni e calze. il boss mi consegna tre faldoni dei clienti da leggere “in mezzora”.

dopo esattamente 30 minuti ritorna e mi piazza davanti a un pc dove devo simulare di scrivere (che poi è una bella metafora che già scrivere è una simulazione, simulare di scrivere è tipo sedersi davanti a una tavola imbandita di preziose posate e bicchieri e piatti senza pietanze e fingere di mangiare).

mi lascia sola nella stanza e io inizio a simulare di scrivere mail.

nella stanza vicina, scooby doo mi controlla mentre parla al telefono fisso, parla al telefono cellulare, dà ordini alle sottoposte, legge il giornale, beve il caffè, va in bagno e urla (rivolgendosi a me) “l’intestazione della mail non va bene!”

 

dopo 15 minuti ritorna da me e si compiace perché sono riuscita a simulare ben quattro email in 15 minuti, anche se devo diventare più veloce. sottolinea.

 

finita questa seconda prova, mi sposto nella stanza con le mie future colleghe. due ragazze con l’aspetto esaurito di una chiavetta usb in overload di informazione.

scooby doo mi piazza un telefono portatile in mano, ed è qui che inizia il panico.

il telefono ha talmente tante funzioni che non riesco a capire subito quella che dovrebbe essere la sua funzione istituzionale: telefonare.  mi perdo tra i tremila tasti da pigiare e alla fine, “dopo ben due minuti che sono decisamente troppi!” parto con la prima telefonata in cui devo convincere un giornalista di “prepuzi e canzoni” a partecipare a un evento glamour in cui si parlerà essenzialmente di mutande, reggiseni e calze.

quando pronuncio il primo buonasera l’ufficio si blocca, il boss si arrampica sulle mie spalle, le colleghe usb si staccano dal pc, la stanza diventa improvvisamente viola che è il colore dell’ansia, i quartetti d’archi e i violini smettono di suonare e pure beethoven, che bastardo!, si diverte ad origliare la mia telefonata. che va malissimo. io pronuncio ostiche terminologie come: sceneggiatura (e il giornalista mi risponde cosa intende per sceneggiatura e io rido, lo ammetto rido e rido ancora di più quando le usb rispondono: “sarà un modo per dire comunicato stampa nel linguaggio giornalistico”  e intanto scooby doo cronometra la mia risatina che “è durata decisamente troppo!”)

quattro ore dopo ho all’attivo circa quaranta telefonate, il culo appiccicato su una sedia troppo di design per essere comoda, le vie urinarie ribelli e le pupille degli occhi sulle spalle per timore che il boss da dietro mi agganci qualche filo elettrico per rendermi più veloce. il mio volto è una bandiera a mezz’asta. le orecchie l’unico suono che percepiscono è l’overture di guglielmo tell.

 

il boss dichiara che sono lentissima ma se salto la pausa pranzo per i primi mesi e mi porto il lavoro a casa per il weekend, ho buone possibilità di migliorare. ferie incluse, cioè ferie escluse "per i primi anni che non sono precari ma a progetto".

 

mi scollo dalla sedia, ringrazio la signora scooby doo e per la prima volta in vita mia pronuncio io la frase che quando la dicono a me, più di tutti i fanculo dei miei fidamanti, mi distrugge il cuore e cioè: gentile signora, le farò sapere.

 

(…continua)

cp


postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 09, 2007 13:14 | link | commenti (24)
categorie: lavora con noi
giovedì, 06 dicembre 2007

l'inizio è la fine (trittico)

in questo momento della mia vita dipendo da: l’ultimo libro che sto leggendo, la tv satellitare solo dopo le 21, le cotolette di funghi cardoncelli, la spremuta d’arancia ma solo se le arance sono fresche di balcone e non di frigo che altera le vitamine, il catalogo ikea che sfoglio e accarezzo a mò di lampada di aladino.

non dipendo più da: il telefonino, dal momento che ne ho due ho smesso di usare sia l’uno che l’altro, il lettore dvd che si impalla quando il film non è originale e cioè sempre, il mio peluche seviziato da decennali cicche di sigarette che ho finalmente sistemato in un letto tutto suo e cioè una vecchia scatola di scarpe.

è assente invece dalle mie attuali e anche dalle mie ex e soprattutto dalla mie future dipendenze, la dipendenza del momento: il lavoro. temo che non soffrirò mai di dipendenza da lavoro; quel workaholism che in america miete 100 vittime al mese.

(e l'esaurimento dei workaholic fa più notizia delle morti bianche che nell'agenda setting dei tg italiani vanno sì e no in quarta, quinta posizione. da parte mia, si consolida la convinzione che "l'italia è una repubblica fondata sul lavoro" sia un caso di storico refuso editoriale)


la settimana scorsa, armata di buona volontà e con il campanello della depressione da precariato stanziale che suonava a ogni mio ripensamento, mi sono lanciata in un colloquio-prova per un lavoro.
un lavoro vero.
un lavoro che potrebbe diventare fisso.
un lavoro con un ufficio vero e un capo vero e colleghe vere e caffè finto della macchinetta.
un lavoro con gli orari veri, cioè senza orari, con le ferie, cioè senza ferie per i primi tre anni.
un lavoro vero con lo stipendio a fine mese, cioè una miseria perché dobbiamo pagare pure i contributi e quindi togliamo dallo stipendio per rientrare nei costi.
un lavoro costituzionale insomma, uno di quei lavori sul cui valore si fonda la nostra costituzione.

il classico lavoro che nella clausola del contratto c'è scritto: tu casalinga precaria da questo momento non lavori per vivere ma vivrai per lavorare.
e allora io con maliziosa ingenuità ho detto sì, per poco ho detto sì.
ed ecco come è andata.
(...continua)
cp



postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 06, 2007 23:04 | link | commenti (11)
categorie: lavora con noi
martedì, 04 dicembre 2007

pausa lavoro








postato da: casalinprecaria alle ore dicembre 04, 2007 16:09 | link | commenti (9)
categorie: lavora con noi
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