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venerdì, 25 luglio 2008

nerd n. 46 'a sciaveca

a sciaveca è il termine che lungo il tratto tirrenico dei campi flegrei i pescatori usano per indicare la rete da strascico della pesca sottocosta, anche per questo è sempre sporca di alghe melmose e di fanghiglia.

la nerd n. 46 eredita da quella tradizionale l’anima sporca di alghe melmose e di fanghiglia e il tanfo che fa le piroette dalla bocca alle ascelle.

'a sciaveca è la migliore procacciatrice di stagiste sul mercato italiano, le attira con la sua ghignante parlantina partenopea, le avvicina con la promessa di una sfogliatella e una volta che le agguanta, le mortifica con i suoi maleodoranti intingoli di miglio e segatura biologica.

a sciaveca è alta quanto basta per sentirsi un ripiego, occhi daltonici da incurante dea bendata, naso a verruca, grinze sulle guancia che nessuno direbbe che un giorno qualcuno le ha chiamate rosee gote, che le ha accarezzate prima di baciarle e infatti forse non l’ha fatto nessuno, ma non per le gote che le abbiamo avute tutti ingenue, un giorno, ma per quei peli solitari che sbucano dalle narici di un naso messo a caso sopra la bocca.

tenta con ogni stratagemma di rendere la sua età indefinibile, di essere una di quelle donne che dopo qualche anno fisicamente si otturano. invece la sua età si vede tutta, e anche piuttosto in fretta. quando lavora, ad esempio, non fa che dire che sono 40 anni che compie le stesse lotte per avere un posto in prima fila nel parterre de rouge della donne in carriera. (anche se poi dichiara di non avere ancora 45 anni).peccato solo che sono esattamente 40 anni che non ci riesce,e appare più balbuziente di una stagista al primo colloquio.

tra i suoi consolidati tranelli, il look da collegiale disadattata, tra la roxy di grease e tin tin. ‘a sciaveca sfoggia con energico menefreghismo leggings di tutte le misure e dei più svariati colori abbinati a qualsiasi cosa sia non stirata nell’armadio.

a sciaveca crede nel carrierismo di facciata che per lei consiste nell’indossare abiti a caso, così nessuno pensa che sta lì ben dieci minuti la mattina ad evitare che una gonna marrone finisca sotto una maglia glicine; nel denunciare pubblicamente la sua denutrizione professionale dovuta alla mancanza di tempo per la pausa pranzo che non consuma da decenni ormai a parte il giorno che ve lo racconta, a pranzo, davanti a 200 gr di tagliatelle alla boscaiola ricoperte da 800 gr di parmigiano; nell’indicare sempre con il dito indice il colpevole dell’errore professionale di cui tutti ingiustamente la incolpano (una volta l’ho vista puntare il dito verso un manifesto funebre); nel dichiararsi assolutamente liberale nel considerare una forma coatta di indipendenza lo schiavismo cui sottopone le sue collaboratrici, a suo dire giustamente sottopagate perché se non collaborano anche a farle la spesa, comprarle il panino per la sua rapidissima cena che consuma davanti al pc sputacchiando sulla tastiera, non meritano uno stipendio a norma.

a sciaveca, fosse una canzone sarebbe mrs robinson cantata da nino d’angelo mentre dorme, oppure tu si na cosa grande per me cantata da michael jackson senza levarsi la mascherina dalla bocca.

adottate ‘a sciaveca e diventerete membri della onlus “ se non la finisci di sentirti tanto importante, dico al capo che copi le mie mail e le firmi con il tuo nome”.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore luglio 25, 2008 15:19 | link | commenti (9)
categorie: adotta un nerd
domenica, 20 luglio 2008

....che restiamo qui abbandonati come se non ci fosse più niente più niente al mondo

in 3 giorni l’ottimismo da cocainomane d’alto bordo, che millanto nel precedente post di ritorno, si è trasformato in mesta allitterazione senso-ontologica: rassegnazione.

in famiglia(1).ho terminato 24 minuti or sono di sistemare armadi cassettiera libreria e mensole. tale operazione di riposizionamento della mia vita, delle mie cose, dei miei recenti ricordi, in casa mia ha richiesto più tempo del previsto per il lapalissiano motivo per cui mia madre, casalinga anarchica, conserva da anni l’abitudine di riempire i miei vuoti. che non significa che, se sto male, lei viene da me con una coppa di gelato con le fragole e mi fa due carezze e mi schiocca due bacini e mi dice, mentendo spudoratamente come fanno le madri: “meno ci pensi, più succede” oppure “se superi questa salita tutto quello che viene dopo sarà in discesa”. no. per mia madre riempire i vuoti di sua figlia equivale a occupare illegalmente cassetti, mensole e cavità dei suoi armadi ogniqualvolta la suddetta figlia si trasferisce fuori per lavoro e non avere l’accortezza materna di svuotarli quando la figlia rientra in casa. il che provoca con gli anni notevoli scompensi emotivi oltre che pratici alla figliola che avverte, in maniera piuttosto mordace, di non essere poi così attesa al rientro.

(questa volta ho svuotato un vecchio armadio abbandonato che anni fa (trasloco n.7) avevo rimpinzato di cimeli universitari, e vi ho riversato il suo contenuto nei sacchetti dell’immondizia, ho svuotato il mio armadio vero dei dituttoedipiù di famiglia risposti da mia madre in mia assenza e ho ricoverato il tutto nel suddetto vecchio armadio abbandonato e soltanto dopo tutto ciò ho potuto liberare le mie valige putrefatte e allocare le mie risorse dove legittimo. e, già che c’ero, ho accolto il materno consiglio e ho pulito ogni superficie sopraelencata più suoi affini.)

in famiglia (2). a parte la stanza viola, mio fratello mi ha fatto una seconda sorpresa. lavora. mio fratello ha 7 anni meno di me. non ha mai fatto nemmeno un nanosecondo di stage. non ha mai fatto neanche una telefonata senza essere retribuito preventivamente. inoltre, il lavoro di mio fratello non è un ripiego. mia madre, casalinga anarchica, e mia nonna, casalinga di ruolo, da quando è successo sostengono che io ho sbagliato tutto nella vita. del resto lo sostenevano anche prima. ma in silenzio.

gli amici. l’estate per loro è già finita. ieri sera organizzavano il capodanno.

gli amici degli amici. l’estate per loro è appena iniziata. mi hanno invitata ad occupare il sesto posto in un bungalow in un villaggio in costa brava: “lì ci si diverte, hai visto che fine ha fatto quella tipa?”.

ora capisco perchè tra loro si chiamano "i  fetenti".

cp


postato da: casalinprecaria alle ore luglio 20, 2008 19:19 | link | commenti (14)
categorie: horror vacui
giovedì, 17 luglio 2008

questo soffitto viola no, non esiste più. io vedo il cielo sopra noi....

sono tornata.

ho fatto le valige alle 5 di mattina, nuda e ubriaca, che l’ultima sera c’è sempre la cena e bisogna esagerare tutti insieme che poi sembra che non ci siamo voluti nemmeno un po’ di bene, dopo tutti questi giorni in cui i nostri cervelli e le nostre mani sudate sono stati a contatto. ho sperimentato la valigia a polpetta, che è un po’ quella che fanno tutti, tranne me che sono sempre stata una stratega della valigia, non ho mai messo un calzino nella pochette delle mutande o un campioncino di crema idratante in mezzo alla scarpe. a parte questa volta che ho appallottolato tutto in una poltiglia di vitamine, perle, loghi finti e magliette consumate, mi sono seduta sopra e ho chiuso.

(è stato terapeutico per la mia puntigliosa ironia, vedere spuntare, tra i molari della lampo della valigia, un brandello rosa e nero a pois di un paio di culotte che pensavo di non aver portato con me.)

sono tornata.
e c'era un sacco di maestrale, il vento che ragguaglia le buone notizie, a differenza dello scirocco che seppellisce tutto.

eccone alcune, in ordine di sparsa importanza.

1° novità: ho la stanza tutta viola. mio fratello mi ha fatto una sorpresa e ha dipinto la mia stanza viola viola, così adesso ho due camerette viola dove accomodare i miei pensieri (viola) questa e la stanza di casa mia. circondata da questo viola fresco e acido, violento e sensuale, una bambagia razionalizzata, mi sento molto più sincera con me stessa e meno con il mondo. quel meno che fa bene.

2° novità: ho di nuovo un cuore. ha un aspetto casual. lo sento che sbatte le ciglia svilite dalla cancrena di questi ultimi tempi. è tutto contento, mi fa le smorfie che vuole andare in giro ad accelerare i suoi battiti. deve essere stato il sonno (dei giusti) che ha preso, ma il mio cuore lo trovo, non dico intelligente, ma sicuramente rinfrescato e più contento di prima.

3°novità: lavoro lavoro lavoro. non importa quanto precario. ho delle risacche di adrenalina che non vedo l’ora di spremere a vantaggio di cause personali e anche di cause terze. sono improvvisamente diventata generosa. deve essere questo maestrale che porta bene.

4° novità: ho conosciuto un bel po’ di gente. non mi sarà difficile aggiornare il mio nerdario as soon as possibile.


continuo….

cp


postato da: casalinprecaria alle ore luglio 17, 2008 12:21 | link | commenti (14)
categorie: horror vacui
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