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mercoledì, 29 ottobre 2008

post scriptum

se non ci fosse stato gabriele muccino sarebbe un'età come un'altra. infatti, potendo,sarei volentieri scappata in nordeuropa, oggi ,che compio 30 anni. a copenaghen o ad amsterdam o a berlino dove se compi 30 anni a momenti non ti fanno gli auguri invece qui, in italia, tante volte lo ripetono che tu ne hai già 120, di anni.:

30 anni!

30 anni!

30 anni!

30 anni!

come se solo per il fatto di compierli, tu possa inventare il vaccino contro l'aids o bloccare le guerre mondiali .

sono convinta, da 15 anni, di una cosa. ma siccome sono cresciuta in una famiglia in cui mi hanno insegnato che parli solo se sai, allora finora sono stata ufficialmente zitta. ma ora, ora che ho 15 anni di carriera con i cosiddetti maschietti, ho il diritto di poter dire loro, non a tutti, solo a quelli che ho frequentato, che frequento e che non frequenterò:

- non affannarti, all'inizio.

- non bombardarmi di messaggini diabetici

- evita di pronunciare parole come amore tesoro prima di sapere quanti anni ho o cosa mangio quando sono depressa. è prematuro. non ci crede nessuno. voglio dire è come fare i complimenti alla cuoca prima di assaggiare quello che ha cucinato. il risultato a volte potrebbe essere che vi viene una colica, che il pranzo non sapete sostenerlo, e credetemi non è gentile continuare a dire che il patè era eccellente mentre vi traforano con la lavanda gastrica.

calma, calma. calma. prima di parlare collega il cervello alle mani e alla bocca prima di dire: con te andrei dovunque.

soprattutto se poi ti chiedo di accompagnarmi a vedere un film e fat la faccia di uno a cui ho appena chiesto: ti va di scuoiarmi tutta e poi ricucimi con il filo interdentale usato?

calma, leggi un libro di pierre choderlos de laclos o meglio leggi il libro di una donna, scritto da una donna. vedrai che a volte, a volte, non è il frutto di una mente che se le fai gli occhi dolci mentre le racconti che c'è un asino in cielo, ci crede. a meno che tu non sappia volare.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore ottobre 29, 2008 12:52 | link | commenti (20)
categorie: horror vacui, quote rosa, maldicenze
venerdì, 17 ottobre 2008

nerd n. 55 l'amico di facebook

l'amico di facebook non lo conosci, ma avete 149 amici in comune.

l'amico di facebook,se lo conosci, non lo vedi da almeno 24 anni e se lo incontri per strada non lo saluti. perché non lo riconosci. l’immagine più recente che hai di lui è la foto della prima elementare dove ci sei anche tu, anche se nessuno ti ha riconosciuto. la seconda immagine più recente dell’amico di facebook è la foto della sua fidanzata o del suo fidanzato o di entrambi oppure quella di suo figlio che tu proprio ti arrendi e non perdi nemmeno un secondo in più a immaginare fisicamente come possa essere.

l'amico di facebook sa tutto di te, ma, detto tra noi, non gliene frega niente. legge di continuo la tua bacheca, senza capirci un cazzo, guarda per ore le tue foto, le commenta con frasi del tipo: uao,sono andato anche io a palma di majorca. (e la tua foto, c’è scritto in un tag gigante, è stata scattata sotto casa, sul gommone di zio mimmino).

l’amico di facebook si diverte a chiedere l’amicizia a tutti i tuoi amici che a loro volta, non conoscendo neanche te, accettano l’amicizia dell’amico di facebook sperando che tramite lui riescano a capire qualcosa in più di te. l’amico di facebook spesso funge anche da gancio relazionale. tu e lui avete interrotto una relazione 10 anni fa ma lui, per estrema vanità personale vuole cmq la tua amicizia su fb, così poi tutti gli altri  perfetti sconosciuti amici  commenteranno, in privato, ma allora siete rimasti in buoni rapporti? la strategia degli ex è: prendere alla larga una cosa tanto intima e psicologicamente surriscaldante come farsi l’amicizia su facebook, dopo che vi siete lasciati questa richiesta potrebbe destabilizzarvi definitivamente, e prima di chiederla a  te la chiede a tutte le tue amiche, che gliela danno senza problemi, al punto che tu, offesa e inviperita per tanta indifferenza nei tuoi facebookazzi, gliela dai senza che lui te la chieda. e lui sghignazza.

l'amico di facebook si ricorda del tuo compleanno solo perchè glielo ricorda l'agenda di facebook e tu lo ringrazi solo perché lui sta lì, con la sua icona senza immagine, a mandarti continuamente cioccolatini e fiori e mobili aiazzone, solo perché su facebook non costano nulla e perché, sempre su facebook, regalare una cucina componibile aiazzone fa ridere parecchio.

l’ultimo amico di facebook che ho adottato si chiama non lo posso dire e nella vita fa il ricercatore di ex compagni di scuola ai quali inviare le foto scannerizzate della propria classe e con i quali organizzare ogni giorno una reunion. è un mestiere recente, se siete disoccupati fatevi avanti che ancora per poco c’è posto. il mio amico di facebook nostalgico, si è presentato così: ciao cp, ti ricordi di me? sono non posso dire il nome, abbiamo fatto le elementari insieme. allora che mi racconti?

io non ho ancora risposto al suo messaggio. sono indecisa se approfittare della ghiotta occasione in cui mi si invita a ripercorrere i miei ultimi 20 anni di vita e mandargli direttamente le bozze del romanzo oppure dirgli: caro non posso dire il nome, mi dispiace ma la bambina che veniva con te alle elementari non sono io. (lo farei tanto, ma non per snobbismo, solo per vedere se insiste e quali motivazioni adduce)

per fortuna, l'amico di facebook ti è amico fino a quando la connessione adsl regge, quando si stacca, si stacca anche l'amicizia. per questo motivo è utile adottarlo. ti ricorda che esistiamo solo nella virtualità straripante e che la vita vera non è altro che un suo compendio, un compendio della virtualità.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore ottobre 17, 2008 11:13 | link | commenti (26)
categorie: adotta un nerd
lunedì, 13 ottobre 2008

cercare una soluzione è facile. il difficile è trovare il vero problema.

1. se il meglio è nemico del bene, in italia il peggio è il meglio che ci possa capitare: in giro, da bari a torino (direi che ho una visione come dire “d’insieme”) c’è parecchio sconforto ma il bello, scusate il vendicativo cinismo, è che adesso non sono più solo i precari a essere preoccupati, ma tutti e veramente è proprio un problema di quelli a tempo determinato da anni che magari hanno i famosi 103 mila euri minimi nella saccoccia (con il classico impenetrabile allure piemontese, nel bel mezzo di un aperitivo, mi è stato chiesto: e tu come farai con i tuoi conti in banca? e con le azioni? ma hai anche i bot? io ho ordinato il terzo negroni e non ricordo cosa posso aver risposto, dopo)ora dico, ma in italia c’è crisi perché non c’è lavoro e non ci son stipendi e non c’è un euro che si possa mettere da parte a meno che appena lo si guadagna non lo si ingoi,oppure c’è crisi perché siam tutti ricchi e adesso perderemo tutto e andremo a rapinare banche, che poi, cosa dobbiamo rapinare più nelle banche che quelli non hanno nemmeno gli spiccioli?

2. per caso, è colpa della gallina che si è presa pure l’uovo?

3. se l’amore è precario, il lavoro è precario, la vita è precaria, la bellezza è precaria, diventerà precaria anche l’intelligenza?

4. ma che significa “una vita tranquilla”: con o senza lavoro, con o senza soldi, con o senza amore, con o senza vita?

5. è possibile che se esiste un disegno divino, dio non sappia disegnare?

cp


postato da: casalinprecaria alle ore ottobre 13, 2008 19:43 | link | commenti (6)
categorie: maldicenze
lunedì, 06 ottobre 2008

altro giro, altra corsa


 






un tempo ci si andava a cavallo, c'è chi ci va in treno, chi in auto, c'è chi approfitta per fare un pò di bici e restare allenato, c'è chi dice: "vado a piedi, è una bella passeggiata."
io al lavoro ci vado in aereo. 
...............................................
cp


postato da: casalinprecaria alle ore ottobre 06, 2008 10:52 | link | commenti (17)
categorie: lavora con noi
venerdì, 03 ottobre 2008

nerd n. 54 tania

tania, 24 anni, occhi più sottili dei semi di lino, naso schiacciato e molle quanto un lupino umido e sgranocchiato alla festa patronale, bocca a pulsante di spegnimento del cellulare.

tania è una ragazza piena di vita, cerimoniosa funzionaria pubblica del settore formazione e lavoro, in ufficio si sente a casa. nella scrivania accanto alla sua lavora la cuginetta che altrimenti non vedrebbe mai, porelle, nella stanza accanto ci sono la zia a cui è tanto affezionata e poi c’è la moglie di suo fratello, che sarebbe meglio se la spostassero almeno di un piano, antipatica come è! su tutte regna la madre di tania, direttore di ufficio che non esita a coccolare la sua pertinace figlioletta con vassoietti di alluminio ricolmi di ogni ben di mamma: orecchiette e rape, riso patate e cozze, braciole di cavallo al ragù, panzerotti di rape e carne.


tania, è sempre un piacere andare a trovarla. spiritosa come le sue magliettine super aderenti dove campeggiano scritte esilaranti quali: monella vagabonda, i’m dirty girl, hello boy, sono bastarda dentro. l’effetto è quello di una borraccia da un litro che ne contiene due, esplosiva.

l’ufficio pubblico di formazione e lavoro di solito è un luogo lugubre e tetro. per fortuna noi abbiamo tania e il suo scanzonato fondoschiena che rendono l’ufficio un luna park, dove la giostra più ambita è gratuita, e l’attesa simile alla coda che si fa per lo zucchero filato, solo che la sensazione è sempre quella di arrivare quando è finito.

tania ha un pedigree da competizione. dopo l’istituto nautico, l’unico dove insegnava un suo parente, si è laureata presso l’università degli studi di cepu in lingue: barese, barivecchiano, bitontino, enzitetino e foggiano (così anche all’estero la capiscono).

in ufficio è una vera stacanovista. si siede sul trono alle 9 e non si alza da lì fino alle 18.30. altrimenti come potrebbe sbrigare tutte le cose da fare (spellarsi le pellicine delle mani, limarle, passare lo smalto, ripassare lo smalto, farsi le sopracciglia e una spuntatina ai peli del naso e i pascoli nei corridoi con la cuginetta e la sigaretta e lo spuntino di mamma e la chat con il fidanzato e insomma tania non ha mai un momento libero, per lavorare.)

tania è generosa anche in fatto di aneddoti, ne conosce migliaia e sa raccontare quello giusto nel momento sbagliato. a una ragazza, amareggiata per la fine di un contratto, tania ha raccontato la storia della volpe e l’uva “non è che vuoi fare come la volpe che siccome che non hai il lavoro ti sembra bello, invece guarda che è stressantissimo” (e soffia nell’aere per allontanare il ciuffo di capelli dagli occhi).

oppure a chi si lamentava di avere avuto pochi soldi dai fondi pubblici, lei ha saggiamente risposto: “e tuo padre non ti può dare il resto?” (e soffia nell’aere per allontanare il ciuffo di capelli dagli occhi).

tania è il miglior voucher per l’ingresso nel mondo del lavoro, adottatela.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore ottobre 03, 2008 11:01 | link | commenti (11)
categorie: adotta un nerd
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