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sabato, 23 maggio 2009

S.C.A.N.D.A.L.O.S.A

è stata una settimana scandalosa. primo, non ho precisato che il lavoro stagionale di cui mi sono fregiata nel post precedente non è nella città in cui risiedo. per me è ovvio, che non sia qui. ma è bene precisare, il lavoro si trova a 600 km circa da dove abito. quindi la prima cosa che ho fatto questa settimana è attaccarmi al telefono per cercare una casa (una camera, per la verità) che finalmente venerdì ho trovato. ovviamente la più cara e la più piccola casa disponibile è toccata a me.

secondo, fare la valigia. così, tra un intervallo e l'altro per delle gare d’asta immobiliare e telefoniche, facevo la conta tra magliette, gonne, pantaloni etc etc.

terzo, volevo salutare un po’ di gente. sembra facile. le amiche,in effetti è stato facile. le chiami e loro ti dicono un orario e un luogo, le vedi, le saluti, le baci, le inviti a fare un salto dove stai per andare e finisce la storia. ma io, che sono scorpione con ascendente scorpione, volevo salutare anche i miei amici, piccoli amici, amici di-letti. perché sono la classica eroina romantica. dispenso romanzi ai miei amici diletti. poi arriva un momento in cui, non potendomi riprendere il tempo che mi hanno fatto perdere, mi riprendo i miei libri.

con capricorno78 è andata bene, ci conosciamo da una vita, cenetta in allegria e ciao ciao.

toro82 è stato facile rintracciarlo, ha inaugurato un locale con la sua pantagruelica fidanzata (ricomparsa come nelle soap opera all’improvviso, visto che lui pensava che fosse deceduta. a quanto mi ha detto quando li ho visti incollarsi le lingue a vicenda, davanti a me)

capricorno66 pure non è sfuggito al mio richiamo, non vedeva l’ora di riabbracciarmi. sicuro di aver trovato una ragazza capace di credere che la donna che vive con lui da 12 anni è solo la sua coinquilina, neanche stabile, che ogni tanto dorme con lui e stende i suoi perizoma  in salotto (peraltro di cattivissimo gusto, sia il salotto che i di lei perizoma) perché non ha la lavatrice. come no, per i liberi professionisti over 40 la lavatrice è un optional. certo.

acquario70 è quello a cui tenevo più di tutti, non fosse altro che gli avevo prestato due dei romanzi che amo di più e che mi raccontano più di qualsiasi contatto. l’ho inseguito un pochino. a lui piace, così. fingersi impegnato. ma ce l’ho fatta, gli ho comunicato che me ne vado  esattamente un attimo dopo che lui, con i suoi occhi da ranocchio flebotomico, ha detto: questo è il soprabito che portavi quella sera che siamo andati e bla bla…. è evidente che prestargli i miei libri non ha prodotto alcun risultato se fa avances da stereotipato antieroe moccioso.

acquario72 è l’unico da cui devo ancora congedarmi. lo faccio qui, dandogli la stessa importanza che ha per me il libro che gli ho prestato. zero.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 23, 2009 13:10 | link | commenti (10)
categorie: horror vacui, lavora con noi, maldicenze
lunedì, 18 maggio 2009

le cose succedono

pomeriggio, int. casa cp, soggiorno


squillo insistente di un cellulare (musica di nino rota, il principe e la gradisca)

dettaglio dello schermo del cellulare: compare la scritta numero privato,

cp risponde, aggrottando le sopracciglia.

cp: pronto?

numero privato: buonas

era, parlo con casalinga precaria?

cp: si

numero privato: sono xxx (quel lavoro che attendevo di replicare da circa un anno)

cp: (alla buonora) ah buonasera, molto piacere di sentirla.

xxx: la chiamo per scusarmi per non averla ancora chiamata…

cp: si figuri…

xxx: sa abbiamo avuto e abbiamo a tutt’oggi notevoli difficoltà di organizzazione soprattutto finanziaria di yyy

cp: capisco.

xxx: lo so che le avevamo detto che l’avremmo confermata anche quest’anno…


cp: e infatti….

xxx: ma lei non può immaginare quanto sia difficile e nello stesso tempo coraggioso portar eavanti cose del genere, in questo paese, lei insomma mi capirà se le dico che….


cp: si, capisco…


xxx: no, mi lasci finire. la prego, ci tengo a scusarmi per il ritardo con cui le confermiamo la sua chiamata alle armi. inizia tra 15 giorni.

cp: …

xxx: sempre se non sta già lavorando ad altre cose, se non è impegnata. ecco. è impegnata?

cp: mah, guardi…(bluffando) ho un po’ di proposte che sto valutando… (faccio la lavatrice o lavo i piatti?)… di cosa dovrei occuparmi? quale sarà sostanzialmente il mio ruolo?

xxx: sarà l’ultima ruota del carro, avrà lo stesso ufficio dell’anno scorso, lo stesso stipendio, lo stesso stress 24 ore su 24….ma se non le va…

cp: ci vediamo tra 15 giorni, ore 9, in ufficio.

(io pure, non ci credo. invece mi sa che è vero. quello che mi hanno sempre detto: “quando meno te l’aspetti…arriva” è arrivato)

cp



postato da: casalinprecaria alle ore maggio 18, 2009 09:26 | link | commenti (15)
categorie: lavora con noi
giovedì, 14 maggio 2009

la famosa bella vita di casalinga precaria

avevo un bel corredino intimo tutto bianco, poi l’ho stinto. in lavatrice. l’ho messo a sessanta gradi con l’accappatoio fucsia, quello che uso in piscina che sembra una cartina gigante e invece è un accappatoio sintetico. ora il mio completino è rosa stinto come il riflesso del cielo sul mare dopo un ensamble di tric e trac e fuochi d’artificio. volevo sentirmi una casalinga realizzata e dunque frustrata. il mio bellissimo corredino intimo bianco l’ho infilato consapevolmente dentro la lavatrice. volevo assistere in diretta alla fusione dei colori e nel frattempo inventare un nome per il nuovo colore che stavo creando, ma poi mi è venuta fame e ho preparato un frullato a base di fragole, mele, nespole e kiwi. anche nel frullato il rosa ha avuto la meglio. adesso ho un completo intimo color rosa frullato. mi piace molto. lo indosserò domani quando andrò a perdere il mio tempo nel nuovo locale con la solita gente. è salutare assistere alla nascita di un nuovo locale in città. un po’ meno salutare è prendere atto che cambia il vento ma noi no e siamo sempre gli stessi che facciamo finta di non conoscerci se ci conosciamo e di conoscerci se non ci conosciamo.

fare la casalinga mi gratifica, quello della lavatrice è il punto più alto delle mie giornate. lavo anche quello che ho appena lavato. mi sento produttiva. molto più di quando faccio le cose che dovrei fare realmente. tipo. ieri mattina mi sono svegliata alle 7.00 per scrivere delle cose al pc e ho infilato la mia chiavetta nel pc, solo che la mia chiavetta era stata cavalcata da un esercito di cavalli di troia e allora finchè ho formattato il pc e la chiavetta e finchè ho estirpato tutti i virus sono arrivate le 10.00 e a quel punto avevo già perso la pazienza. di pazienza ne ho sempre avuta poca, la considero un’ingenuità.

(ora, scusate, ma il dovere mi chiama. scappo a caricare la terza lavatrice della giornata)

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 14, 2009 11:27 | link | commenti (10)
categorie: horror vacui
lunedì, 11 maggio 2009

piange il telefono

volevo chiudere questo blog, ieri sera. avevo anche scritto il post. volevo farlo in questa settimana che se io avessi scelto di nascere lo avrei fatto dal 10 al 16 maggio perchè questa settimana è la più bella dell'anno. qualunque cosa accada, in questa settimana sono sempre di buonumore.
volevo chiudere questo blog perchè la mia casalinghitudine precaria non ha molto altro da dire, disperazione, fame, rabbia, rivincite non hanno  lo stesso sapore a idrogeno di un tempo.
poi stamattina, prima di postare, ricevo la seguente telefonata da un ex collega.

ex collega: ciao cp
cp: ciao ex collega, da quanto tempo..(esattamente da un anno)
ex collega: ti pensavo in questi giorni....come stai?
cp: viva.
ex collega. bene, ti trovo in splendida forma.
cp: grazie (per telefono...)
ex collega: allora dove sei, che fai di bello?
cp: niente.
ex collega: non lavori quest'anno come l'anno scorso nel lavoro più figo della tua vita?
cp: no.
ex collega:ohhhh, mi dispiace tanto....
cp: (non ci credo) anche a me.
ex collega: e come mai?
cp: (non te lo voglio dire, posso?) capita....
ex collega: capisco. senti cp, ti devo chiedere una cortesia
cp: (immaginavo) dimmi pure
ex collega: mica mi daresti il numero del boss del lavoro più figo che hai fatto nella tua vita e che ora pensavi di fare e che invece non farai?
cp: ....posso sapere il perchè?
ex collega: beh, visto che non hanno chiamato te...magari se mi faccio vivo....sai da cosa nasce cosa. capito?
cp: no.
ex collega: voglio chiedere al capo se mi prende.
cp: questo l'ho capito. ma il numero non te lo dò.
ex collega: non ce l'hai?
cp: non più. l'ho cancellato in questo momento.
ex collega: ah. senti se il capo dovesse chiamarti per confermati che non andrai, mica faresti il mio nome......
cp: certo, farò il tuo nome. (per una macumba, però)
ex collega: grazie mille!
cp: prego, quando vuoi.

quindi, resto ancora un pò qui. a quanto pare non c'è limite al peggio e il peggio tutto è tranne che precario.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 11, 2009 19:58 | link | commenti (7)
categorie: lavora con noi
mercoledì, 06 maggio 2009

il mio idolo

non ho mai avuto un idolo. l’ho cercato a scuola, tra i libri sempre troppo pochi a causa dei professori sempre poco idoli. l’ho cercato in strada, tra la gente di cui desideravo fidarmi e diventare amica. l’ho cercato in famiglia, ma dopo l’adolescenza sono caduta nella trappola dell’individualismo materialista e la famiglia non l’ho più idolatrata. l’ho cercato nel mio letto, su una spalla che speravo più sapiente della mia, su una fronte che immaginavo responsabile. l’ho cercato all’università, tra le magnifiche aule che dopo la consegna del pezzo di carta si sono rivelate le solite 4 sordide mura. l’ho cercato tra i miei capi, ma come si fa a considerare un idolo una persona che non ti vuole pagare per il lavoro che fai, una persona che vorrebbe arricchirsi alle tue spalle. l’ho cercata al cinema, e spesso mi è andata bene. l’ho cercato nei romanzi, e sempre mi è andata bene. l’ho cercato nel mio i-pod e ammetto che ci sono andata molto vicina. ma questi non sono idoli in carne e ossa, hanno piuttosto le fattezze di un sogno dentro un arcobaleno. infine, il mio idolo l’ho cercato tra le mie amiche e molto spesso l’ho trovato. nonostante le donne diverse che io e loro siamo diventate.

oggi ho un idolo tutto mio.

colei che è riuscita a liberarsi dell’unico essere umano che io detesto e a cui ho augurato del male in vita mia, sbagliando peraltro perché al diavolo non si può augurare di incontrare un altro diavolo, sarebbe un fake. ma soprattutto, il mio nuovo e immenso idolo, è l’unica cittadina italiana che, a detta del suo futuro ex marito, sarebbe riuscita a trovare del comunismo (quanto? un etto? due kg? una pinta di comunismo?), negli ideali della stampa nazionale al punto da farsi sobillare dai suoi rappresentanti.

io e come me la mia famiglia e come noi tutti i miei mancati idoli sono miliardi di giorni della nostra vita che tentiamo di farci sobillare dai comunisti. lei invece ce l’ha fatta. una vera miracolata, il mio nuovo e eterno idolo. deve essere che quando si sposa il diavolo, non si beve acqua santa.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 06, 2009 10:24 | link | commenti (6)
categorie: horror vacui, lavora con noi
martedì, 05 maggio 2009

nerd n. 76 il galletto biancorosso

il look total red&white di cui è vestita la città, male si addice al total black dell’umore dei suoi cittadini. mentre il clima da stadio che si respira nelle vie è quello di sempre, solo che adesso ha una ragione di essere.

sono sei mesi che il galletto, con la sciarpa biancorossa di lana rancida incollata al collo, spadroneggia in città sulla moto/auto al ritmo di riprendiamolA, riprendiamolA , emanando fumogeni del suo alito d’amianto al retrogusto di polpo arrosto e peroni sfiatata.

l’indole piuttosto incline a salire sul carro della vittoria solo quando la vittoria è certa rappresenta il marchio di fabbrica del galletto che lo distingue da qualsiasi altro tifoso nazionalpopolare.

il galletto nerdeggia ovunque, nella mia cittA’. in casa mia, quando il galletto mio fratello torna dalla partita e si fa la doccia e canticchia. in strada quando il galletto vigile urbano lancia in aria il suo colbacco rigido e bianco per raggiungere l’altezza del semaforo, rosso. nel bus, che qualsiasi cosa succeda, la prima domanda è: c’ha fatt la bar’? (in barese la squadra del bari è la bari, al femminile).

siamo al punto che il detto “quando c’è la salute, c’è tutto” è stato ufficialmente sostituito (dalle istituzioni locali) con il detto “quando c’è la bari in serie a, c’è tutto”.

il galletto di recente ha rimpolpato la cinica cresta locupletandola con una generosa parrucca stile angela davis a infrarossi che indossa da ieri fino al 30 maggio per il grande evento quando sgalletterà in piazza brindando al primo progetto in comune, un ideale per cui lottare, una motivazione per cui candidarsi, una ragione per cui votare, un’aspirazione collettiva che sta per avverarsi, vivaddio, saremo in serie a. meno male. che altrimenti come faremmo a giustificare i debiti che ancora ci portiamo sul coppone per avere lo stadio più inutilmente bello del paese e, soprattutto, per avere solo quello che fortunatamente è un pollaio bello grande per tutti i galletti, in fila per uno con il resto di niente, che si mettono in coda per un sogno (di serie b) in serie a.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 05, 2009 10:11 | link | commenti (1)
categorie: adotta un nerd
sabato, 02 maggio 2009

il paese è (ir)reale

questo gong andato in loop che mi martella la testa è anonimo. si nutre di bugie, bizzoche prive di fantasia. mi blocca sulla tastiera, ogni tasto che tocco una scossa priva di elettricità.

ho provato a dare un nome, a questo gong. ma non mi viene. ho superato la fase in cui davo i nomi alle cose e alle giornate e alle martellate in testa; davo un nome a tutto per tenere tutto con me anche se tutto faceva male.

ora preferisco l’anonimato in questo paese in mezzo a questa gente la cui degenerazione mi offende.

e non mi sento una santa, una martire. mi sento colpevole per non sapere fare altro che registrare un’insofferenza anonima senza reagire.

e non mi sento sfigata, una sfortunata. mi sento molto fortunata per saper mantenere la lucidità quotidiana, nonostante le nebbie dell’egotica ipocrisia collettiva.

mi sento stupida, anzi sciocca come il pane toscano. senza sapore. mi rialzo con la testa alta e i piedi ben fermi su una terra vacillante in mezzo a un’umanità osteoporotica priva di fondamenta e di splendore, consolante come una ninna nanna che addormenta la mente.


cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 02, 2009 00:05 | link | commenti (2)
categorie: horror vacui, lavora con noi
venerdì, 01 maggio 2009

l'italia è una repubblica fondata sul lavoro precario.


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 01, 2009 10:23 | link | commenti (2)
categorie: horror vacui, lavora con noi
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