poi ci sono gli altri, i borghesien del secondo tipo, quelli che sono andati all'estero per l'erasmus o per un concerto o per un master o per un viaggio studio e non ci sono mai tornati, a casa-italia.
i borghesien vol. 2 si distribuiscono in modo uniforme tra londra, parigi, barcellona, praga, la tailandia e new york. che tanto la strada dai quartieri alti italiani ai quartieri più bassi delle capitali mondiali è tutta in discesa. vivere in bivani erosi dall'umido e con un bagno più piccolo dell'ascensore e privo di bidet rende questi nerd inverosilmente felici e appagati. li fa sentire rivoluzionari. la rivoluzione dei cessi.
di solito i borghesien vol. 1 e i borghesien vol. 2 sono fratelli, sorelle, amanti, fidanzati o amici. quando si incontrano a natale, mentre si rimpilzano dei di tutto e di più materni, discutono dei seguenti punti fermi: odio l'italia, odio gli italiani. ma non idiano, mai, mangiare sulle spalle degli altri.
che poi i borghesien esteri abbiano fondato una associazione di italiani all'estero sta a dimostrare quanto sia labile il confine tra forza di volontà e forza di cose. in realtà se esiste una lobby di persone questa è formata dagli italioti all'estero. perchè la maggior parte dei loro neo-concittadini non li può vedere. la scusa ufficiale è: puah, italiano? tu essere del paese più antidemocratico degli ultimi 150 anni. pussa via pussa via.
molti indizi fanno credere che questo snobbismo ci sarebbe stato lo stesso, magari perchè i borghesien all'estero parlano esclusivamente dell'italia di quanto sia bona (da mangiare) e cara (da comprare).
cp
figli di quelli che benpensano (cit), i borghesien si dividono in italiani che vivono in italia e italiani che vivono all'estero. i due sottogeneri hanno in comune il lavoro patriarcale che significa “statti a cazzeggio quanto vuoi, quando ti stanchi ti cedo il posto (come si fa in autobus con i diversamente abili) by il tuo papi®” e poi abbracciano gli alberi, leggono alejandro jodorowsky, guardano i film di luis buñuel, ascoltano yann tiersen.
il borghesien che vive in italia di mestiere organizza serate per i tipi/tipe con cui cucca, usa proprio questo termine: cuccare. perchè ha un linguaggio narcisistico e induttivo che non lascia spazio alla chiarezza.
i borghesien cuccano perchè cuccare invece che chiavare o tranvare o trombare ha un basso profilo. come se usare una parola dismessa per un'azione che il loro cattocomunismo latente ritiene audace nel 2009 li fa sentire puri e liberi di cuccare al cinema, sotto il paltò, in ascensore, nella mente, nel sonno, in bagno, in tv, su youtube, sul palco, sotto il palco, a occhi chiusi, a occhi aperti. i borghesien cuccano a tempo indeterminato dentro quei vestiti da terremotati in un film di spielberg: finto buco sui jeans, finto mascara sciolto, finto maglione infeltrito. fingersi qualcun altro è la loro specialità. a parte le snikers ultracostose, finte del mercato, il borghesien in pubblico ostenta il seguente mantra: voglio andare a vivere fuori dall'italia, che ci faccio qui? qui nessuno mi capisce, non apprezzano il mio genio in avanti (cit)
continua...
cp

- offresi accompagnatrice di bimbi dal pediatra (mascherina inclusa)
- offresi lettrice edulcorata di quotidiani (astenersi deboli di cuore)
- offresi testimone oculare durante la minzione parlamentare per il test antidroga
- offresi manovalanza intellettuale per mentire a se stessi
cp
l'amaruca ha l'odore di plastica di un giocattolo.
a differenza delle chiocciole che hanno il guscio, le amaruche no. quando hanno freddo o quando piove, si appropriano indebitamente del guscio delle chiocciole morte o se ne stanno per mesi accovacciate nelle fioriere o in mezzo al fogliame (altrui).
le amaruche sono le regine della sconvenienza e, quando si tratta di strisciare più veloce degli altri, non fanno sconti avendo un unico istinto: arrivare per prima (anche e soprattutto quando gareggia da sola)
le amaruche sono umettose e pigre (non hanno il guscio perchè non hanno voglia di costruirselo) e hanno la testa come la cima di un monte (calva) e gli occhi roteanti (da falco) e invece di adattarsi all'ambiente, adattanto l'ambiente a se stesse. sono ri-vendicative.
l'amaruca conosce tutti e tutti conoscono l'amaruca. conoscerla è un ammortizzatore sociale che fa passare, indenne, da un evento all'altro della città. se non la conosci, in certe situazioni, i suoi perniciosi sostenitori faranno finta di non conoscere te.
la nerd n. 80 si infila ovunque. attira l'attenzione, strisciando pericolosamente tra la flora e la fauna altrui, sbatte le ciglia (quelle poche che le restano) e digrigna i denti. Il che significa: questo è il mio territorio: unto, bisunto, sintetico e ostile.
in questo periodo dell'anno, ho il giardino infestato da amaruche e mi cervello per capire come debellarla:
- se cospargerla di sale e aspettare che il cloruro di sodio la sciolga;
- oppure lasciare in un angolo un bicchiere pieno di birra e aspettare che si avvicini, non resiste, e vi affoghi.
se pensate che l'erba del vicino sia sempre più verde, adottate l'amaruca. non esiterà un attimo a divorare entrambi: l'erba e il vicino.
cp
