non sono una appassionata di birdwatching, del resto anche la caccia non la approvo. ultimamente la parte velenosa di me sta pensando di dedicarcisi, alla caccia dei volatili, da quando sul tegolato della casetta di fronte la mia vive felicemente una gazza che mi ruba il sonno e i pensieri. i genitori, o chi per loro, non le hanno insegnato a distinguere il giorno dalla notte. così lei, la gazza rubasonno e rubaidee, appena fa buio, esattamente quando io finisco di lavorare e torno nella mia casetta in affitto troppo cara ma insindacabilmente graziosa, lei si rianima e canticchia. tutta la notte. canticchia è una delicatezza nei suoi confronti. il suono può assomigliare ai gridolini di godimento tra aldo biscardi e una foca monaca. all'alba, stremata, si addormenta. dopo un'ora, io mi sveglio per andare al lavoro.
ora, io la natura la amo molto. quando è silenziosa. diversamente la odio. la detesto. non è un caso che il mio paesaggio ideale resta il mare che sta zitto, anche quando si arrabbia e mi manca, come mi mancano tutti i silenzi che mi aiutano ad ascoltare.
gazza a parte, altra cosa. sono una icona gay. non ho più dubbi. piaccio solo a loro, o meglio in particolar modo a loro, soprattutto agli uomini. il che mi lusinga, che come dice una mia carissima amica, significa che piaccio alla maggior parte della popolazione mondiale e poi anche loro piacciono a me se soprattutto i maschietti quando mi dicono che ho le sopracciglia perfette, come un arco disegnato da giotto e io penso che vorrei innamorarmi di un uomo che mi dice una cosa del genere, ma un uomo non le ha mai notate le mie sopracciglia che peraltro adesso ho imparato a dire sia in inglese che in francese che in tedesco, ma non lo so scrivere.
cp
