
- offresi accompagnatrice di bimbi dal pediatra (mascherina inclusa)
- offresi lettrice edulcorata di quotidiani (astenersi deboli di cuore)
- offresi testimone oculare durante la minzione parlamentare per il test antidroga
- offresi manovalanza intellettuale per mentire a se stessi
cp
dicerie. sono arrivata a discutere di questioni che non solo non sussistono ma soprattutto non mi interessano. pur di non parlare di me. tipo. Il sesso a 70 anni. ne parlavano in palestra, dove mi sono resa conto solo da poco tempo che pullulano ormoni over 65 come acari sulle scarpe da ginnastica. quindi il sesso a 70 anni esiste. ho appurato. mi chiedo se esista ancora a 30.
sconfinamenti. sto diventando eccessivamente perbene nei confronti di mie colleghi di lavoro, o pardon, di gente che viene regolarmente retribuita per lavori che svolgo io che sono retribuita al 10 per cento. questi soggetti sbagliano i nomi propri, non i miei, i nomi di gente che conta e mi sto zitta. prima facevo il putiferio. odio quando si sbaglia il nome di qualcuno a cui stai per scrivere una mail o per chiamare. (soprattutto se in più non sai nemmeno in che giorno e mese siamo) mi sembra che gli stai per calpestare i piedi, se non ti ricordi mai i nomi della gente con cui lavori. per questo ho sempre, come dire, sbraitato educatamente contro chi lo fa. ora no. al massimo occhieggio dicendo: sono sicura che sai che non è questo il suo nome, ma perchè continui a chiamarlo con un nome che sono sicura sai essere errato?
ricorsi storici. il berlusconismo non esiste. o meglio è sempre esistito. prima si chiamava: machismo in svendita. un esempio: perchè insistere a chiamare se ti ho detto milioni di volte che mi fai ribrezzo, tu uomo attempato che nasconde le sue molteplici relazioni anche quando le sue molteplici relazioni le porta a braccetto il sabato sera? (ti prego, nel caso rispondimi qui, non mi mandare un altro sms)
ritornelli. sempre gli stessi ritornelli. io sbrigo tutte le faccende necessarie perchè si arrivi a un risultato e i miei fantomatici colleghi svolgono giusto l'ultimo tassello perchè loro sono oberati di lavoro e quindi devo scusarli, sempre, anche quando copincollano le mail riassuntive fatte da me e le indirizzano al nostro capo, firmandole. pardon, al loro capo. io sono totalmente anarchica. allo sbaraglio. senza contratto. come marco travaglio. doppio tzà.
illusionismi. come fare a dire di no all'amichetta con cui hai vissuto tre anni nella casetta da fuorisede e che non vedi da 4 anni e che si sposa con uno che non avresti augurato neanche alla tua peggio collega (di cui sopra) e che fa l'addio al nubilato a rimini (alla presenza, perlatro, del suo sposo)nella riviera romagnola sì proprio dove ci sono tutte le discoteche e gli etc etc che tutti sappiamo? ci ho provato, a dire di no. ma la voce non mi è uscita. quindi sto andando in riviera, io. mi ci vedete in mezzo alla gente che paga euroni per divertirsi? sarò spiazzata e spiazzante. più o meno come portare pierpaolopasolini al gaypride.

perchè: quando passo a miglior vita, alias lavoro, e mi sposto oltre la linea gotica( da roma in su) i miei colleghi prima mi salutano e poi, a turno, fanno le facce che si aspettano:
- di vedermi accompagnata da chilate di mozzarelle e burratine e scamorze
- di vedermi fornita di litrate di primitivo rosso di manduria
- di vedermi abbronzata anche a maggio
- di vedermi ingrassata, che al sud si mangia bene
- di vedermi allegra, che al sud ci si diverte
- di vedermi incinta, che al sud si fanno un sacco di figli
- di vedermi sposata, che al sud ci si sposa tutti?
e perchè: al sud, quando dico che vado a lavorare fuori, in teatro, mi dicono tutti: buon divertimento!, strizzando l'occhiolino, e non mi augurano mai buon lavoro!, come si conviene a chi sta per andare al lavoro. anche se lontano, anche se in teatro, anche se sottopagata, anche se felice?
cp
è stata una settimana scandalosa. primo, non ho precisato che il lavoro stagionale di cui mi sono fregiata nel post precedente non è nella città in cui risiedo. per me è ovvio, che non sia qui. ma è bene precisare, il lavoro si trova a 600 km circa da dove abito. quindi la prima cosa che ho fatto questa settimana è attaccarmi al telefono per cercare una casa (una camera, per la verità) che finalmente venerdì ho trovato. ovviamente la più cara e la più piccola casa disponibile è toccata a me.
secondo, fare la valigia. così, tra un intervallo e l'altro per delle gare d’asta immobiliare e telefoniche, facevo la conta tra magliette, gonne, pantaloni etc etc.
terzo, volevo salutare un po’ di gente. sembra facile. le amiche,in effetti è stato facile. le chiami e loro ti dicono un orario e un luogo, le vedi, le saluti, le baci, le inviti a fare un salto dove stai per andare e finisce la storia. ma io, che sono scorpione con ascendente scorpione, volevo salutare anche i miei amici, piccoli amici, amici di-letti. perché sono la classica eroina romantica. dispenso romanzi ai miei amici diletti. poi arriva un momento in cui, non potendomi riprendere il tempo che mi hanno fatto perdere, mi riprendo i miei libri.
con capricorno78 è andata bene, ci conosciamo da una vita, cenetta in allegria e ciao ciao.
toro82 è stato facile rintracciarlo, ha inaugurato un locale con la sua pantagruelica fidanzata (ricomparsa come nelle soap opera all’improvviso, visto che lui pensava che fosse deceduta. a quanto mi ha detto quando li ho visti incollarsi le lingue a vicenda, davanti a me)
capricorno66 pure non è sfuggito al mio richiamo, non vedeva l’ora di riabbracciarmi. sicuro di aver trovato una ragazza capace di credere che la donna che vive con lui da 12 anni è solo la sua coinquilina, neanche stabile, che ogni tanto dorme con lui e stende i suoi perizoma in salotto (peraltro di cattivissimo gusto, sia il salotto che i di lei perizoma) perché non ha la lavatrice. come no, per i liberi professionisti over 40 la lavatrice è un optional. certo.
acquario70 è quello a cui tenevo più di tutti, non fosse altro che gli avevo prestato due dei romanzi che amo di più e che mi raccontano più di qualsiasi contatto. l’ho inseguito un pochino. a lui piace, così. fingersi impegnato. ma ce l’ho fatta, gli ho comunicato che me ne vado esattamente un attimo dopo che lui, con i suoi occhi da ranocchio flebotomico, ha detto: questo è il soprabito che portavi quella sera che siamo andati e bla bla…. è evidente che prestargli i miei libri non ha prodotto alcun risultato se fa avances da stereotipato antieroe moccioso.
acquario72 è l’unico da cui devo ancora congedarmi. lo faccio qui, dandogli la stessa importanza che ha per me il libro che gli ho prestato. zero.
cp
pomeriggio, int. casa cp, soggiorno
squillo insistente di un cellulare (musica di nino rota, il principe e la gradisca)
dettaglio dello schermo del cellulare: compare la scritta numero privato,
cp risponde, aggrottando le sopracciglia.
cp: pronto?
numero privato: buonas
era, parlo con casalinga precaria?
cp: si
numero privato: sono xxx (quel lavoro che attendevo di replicare da circa un anno)
cp: (alla buonora) ah buonasera, molto piacere di sentirla.
xxx: la chiamo per scusarmi per non averla ancora chiamata…
cp: si figuri…
xxx: sa abbiamo avuto e abbiamo a tutt’oggi notevoli difficoltà di organizzazione soprattutto finanziaria di yyy
cp: capisco.
xxx: lo so che le avevamo detto che l’avremmo confermata anche quest’anno…
cp: e infatti….
xxx: ma lei non può immaginare quanto sia difficile e nello stesso tempo coraggioso portar eavanti cose del genere, in questo paese, lei insomma mi capirà se le dico che….
cp: si, capisco…
xxx: no, mi lasci finire. la prego, ci tengo a scusarmi per il ritardo con cui le confermiamo la sua chiamata alle armi. inizia tra 15 giorni.
cp: …
xxx: sempre se non sta già lavorando ad altre cose, se non è impegnata. ecco. è impegnata?
cp: mah, guardi…(bluffando) ho un po’ di proposte che sto valutando… (faccio la lavatrice o lavo i piatti?)… di cosa dovrei occuparmi? quale sarà sostanzialmente il mio ruolo?
xxx: sarà l’ultima ruota del carro, avrà lo stesso ufficio dell’anno scorso, lo stesso stipendio, lo stesso stress 24 ore su 24….ma se non le va…
cp: ci vediamo tra 15 giorni, ore 9, in ufficio.
(io pure, non ci credo. invece mi sa che è vero. quello che mi hanno sempre detto: “quando meno te l’aspetti…arriva” è arrivato)
cp
non ho mai avuto un idolo. l’ho cercato a scuola, tra i libri sempre troppo pochi a causa dei professori sempre poco idoli. l’ho cercato in strada, tra la gente di cui desideravo fidarmi e diventare amica. l’ho cercato in famiglia, ma dopo l’adolescenza sono caduta nella trappola dell’individualismo materialista e la famiglia non l’ho più idolatrata. l’ho cercato nel mio letto, su una spalla che speravo più sapiente della mia, su una fronte che immaginavo responsabile. l’ho cercato all’università, tra le magnifiche aule che dopo la consegna del pezzo di carta si sono rivelate le solite 4 sordide mura. l’ho cercato tra i miei capi, ma come si fa a considerare un idolo una persona che non ti vuole pagare per il lavoro che fai, una persona che vorrebbe arricchirsi alle tue spalle. l’ho cercata al cinema, e spesso mi è andata bene. l’ho cercato nei romanzi, e sempre mi è andata bene. l’ho cercato nel mio i-pod e ammetto che ci sono andata molto vicina. ma questi non sono idoli in carne e ossa, hanno piuttosto le fattezze di un sogno dentro un arcobaleno. infine, il mio idolo l’ho cercato tra le mie amiche e molto spesso l’ho trovato. nonostante le donne diverse che io e loro siamo diventate.
oggi ho un idolo tutto mio.
colei che è riuscita a liberarsi dell’unico essere umano che io detesto e a cui ho augurato del male in vita mia, sbagliando peraltro perché al diavolo non si può augurare di incontrare un altro diavolo, sarebbe un fake. ma soprattutto, il mio nuovo e immenso idolo, è l’unica cittadina italiana che, a detta del suo futuro ex marito, sarebbe riuscita a trovare del comunismo (quanto? un etto? due kg? una pinta di comunismo?), negli ideali della stampa nazionale al punto da farsi sobillare dai suoi rappresentanti.
io e come me la mia famiglia e come noi tutti i miei mancati idoli sono miliardi di giorni della nostra vita che tentiamo di farci sobillare dai comunisti. lei invece ce l’ha fatta. una vera miracolata, il mio nuovo e eterno idolo. deve essere che quando si sposa il diavolo, non si beve acqua santa.
cp
questo gong andato in loop che mi martella la testa è anonimo. si nutre di bugie, bizzoche prive di fantasia. mi blocca sulla tastiera, ogni tasto che tocco una scossa priva di elettricità.
ho provato a dare un nome, a questo gong. ma non mi viene. ho superato la fase in cui davo i nomi alle cose e alle giornate e alle martellate in testa; davo un nome a tutto per tenere tutto con me anche se tutto faceva male.
ora preferisco l’anonimato in questo paese in mezzo a questa gente la cui degenerazione mi offende.
e non mi sento una santa, una martire. mi sento colpevole per non sapere fare altro che registrare un’insofferenza anonima senza reagire.
e non mi sento sfigata, una sfortunata. mi sento molto fortunata per saper mantenere la lucidità quotidiana, nonostante le nebbie dell’egotica ipocrisia collettiva.
mi sento stupida, anzi sciocca come il pane toscano. senza sapore. mi rialzo con la testa alta e i piedi ben fermi su una terra vacillante in mezzo a un’umanità osteoporotica priva di fondamenta e di splendore, consolante come una ninna nanna che addormenta la mente.
cp