Chi sono

Utente: casalinprecaria
Nome: casalinga precaria
soffro di autoironia cronica.

Links

gatta randagia
...se lo avessi saputo da piccolo...
a quarantanni è tardi?
abbasso la stipsi
anneheche blog
arduccio
areaditransito
arietta
avantè
batgirl
beppe grillo
bernardo provenzano
bialasfidaallamagia
bloglavoro
blogzob
botteghe oscure
bradipina
budo
caffe...grazie
caliyuga
capitolazioni
casa di vetro
cineblog
ciunga
cochina63
codiceabarre
cosmo-girls
cronomoto
dea walker
dead orchestra
dianalove
donne che viaggiano per il mondo
erbaviola
falecio contro tutti
fiodor
fotoreportress
gajaC
generazione blog
i dubbi di vitarosa
Il blog della Mimi
il cielo su torino
il dolce forno
Il limite umano
ildivanodellaheedellalu
immersioni libridinose
inattuale
incuormio
inquiline
inutileblog
io, macchina
ipsediggy
isabella
jerome jerome
l'ultimo vero bacio
la petruzzelli
la prima booknovelas in rete
la signorina
le lettere di simo
lebisbetikeindomabili
lefty boy
litigi in forma di fauna
lultimocacio
maria strofa
mata63
medicineman
mimancachiunque
missT
mutande, e calze a righe
nazione indiana
nonnacarina
nonsolomamma
occhi da donna
opperbacco
oyrad
paolo ferrucci
parole pensate...
parolibero
penser ensuit
pensiericriminosi
pensierigemelli
pensierofilia
perjulka
personaggi precari
primi amori letterari
pubblivora
rizza le orecchie
rosi bindi
sabrina manca
Sapere Lavoro
scritturacollettiva
selvaggia masca
serendipidità
Sette per Uno
setteparole
sgnapis,
skarbie
so british
steve mcqueen
tantosicambia
thumper
tinca pervinca
tiziano docet
triana
two jumps in a week
ulisse
un posto dove perdere tempo
una frase, un rigo appena
uncoeurenhive
undulant
uno vale l'altro feat. cp
valdellapesca
varia sopravvivenza
ventodalmare
vibrisse bollettino
violacciocca

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 20 novembre 2009

astenersi perditempo



- offresi accompagnatrice di bimbi dal pediatra (mascherina inclusa)

- offresi lettrice edulcorata di quotidiani (astenersi deboli di cuore)

- offresi testimone oculare durante la minzione parlamentare per il test antidroga

- offresi manovalanza intellettuale per mentire a se stessi


cp

 


postato da: casalinprecaria alle ore novembre 20, 2009 18:16 | link | commenti (5)
categorie: horror vacui, lavora con noi
venerdì, 02 ottobre 2009

mese ricco (cit.)


  1. dicerie. sono arrivata a discutere di questioni che non solo non sussistono ma soprattutto non mi interessano. pur di non parlare di me. tipo. Il sesso a 70 anni. ne parlavano in palestra, dove mi sono resa conto solo da poco tempo che pullulano ormoni over 65 come acari sulle scarpe da ginnastica. quindi il sesso a 70 anni esiste. ho appurato.  mi chiedo se esista ancora a 30.

  2. sconfinamenti. sto diventando eccessivamente perbene nei confronti di mie colleghi di lavoro, o pardon, di gente che viene regolarmente retribuita per lavori che svolgo io che sono retribuita al 10 per cento. questi soggetti sbagliano i nomi propri, non i miei, i nomi di gente che conta e mi sto zitta. prima facevo il putiferio. odio quando si sbaglia il nome di qualcuno a cui stai per scrivere una mail o per chiamare. (soprattutto se in più non sai nemmeno in che giorno e mese siamo) mi sembra che gli stai per calpestare i piedi, se non ti ricordi mai i nomi della gente con cui lavori. per questo ho sempre, come dire, sbraitato educatamente contro chi lo fa. ora no. al massimo occhieggio dicendo: sono sicura che sai che non è questo il suo nome, ma perchè continui a chiamarlo con un nome che sono sicura sai essere errato?

  3.  

    ricorsi storici. il berlusconismo non esiste. o meglio è sempre esistito. prima si chiamava: machismo in svendita. un esempio: perchè insistere a chiamare se ti ho detto milioni di volte che mi fai ribrezzo, tu uomo  attempato che nasconde le sue molteplici relazioni anche quando le sue molteplici relazioni le porta a braccetto il sabato sera? (ti prego, nel caso rispondimi qui, non mi mandare un altro sms)

  4.  

    ritornelli. sempre gli stessi ritornelli. io sbrigo tutte le faccende necessarie perchè si arrivi a un risultato e i miei fantomatici colleghi svolgono giusto l'ultimo tassello perchè loro sono oberati di lavoro e quindi devo scusarli, sempre, anche quando copincollano le mail riassuntive fatte da me e le indirizzano al nostro capo, firmandole. pardon, al loro capo. io sono totalmente anarchica. allo sbaraglio. senza contratto. come marco travaglio. doppio tzà.

  5.  

    illusionismi. come fare a dire di no all'amichetta con cui hai vissuto tre anni nella casetta da fuorisede e che non vedi da 4 anni e che si sposa con uno che non avresti augurato neanche alla tua peggio collega (di cui sopra) e che fa l'addio al nubilato a rimini  (alla presenza, perlatro, del suo sposo)nella riviera romagnola sì proprio dove ci sono tutte le discoteche e gli etc etc che tutti sappiamo? ci ho provato, a dire di no. ma la voce non mi è uscita. quindi sto andando in riviera, io. mi ci vedete in mezzo alla gente che paga euroni per divertirsi? sarò spiazzata e spiazzante. più o meno come portare pierpaolopasolini al gaypride.

    cp

postato da: casalinprecaria alle ore ottobre 02, 2009 00:26 | link | commenti (15)
categorie: horror vacui, lavora con noi, maldicenze
sabato, 29 agosto 2009

sull'invisibilità(dell'anima gemella)

è vero, non sono il tipo.  che scappa senza lasciare una parola. soprattutto qui, che non mi ha mai fatto male nessuno. anzi. di recente ho letto i vecchi commenti, le voci di questo blog, e a volte, davvero lo so che sarò indecorosamente romantica, dicevo, a volte i commenti li ho letti e alcuni li ho riletti, perchè non mi sembrava. possibile. ricevere tanto affetto da persone che non  mi hanno mai visto e che forse, incontrandomi in un bar non mi inviterebbero a sedermi accanto a loro. (mentre a me piacerebbe, tanto) 

ho letto un libro della mia scrittrice gemella (non nel senso che mi paragono a lei, nel senso che abbiamo un'anima gemella, io e lei o io e i suoi personaggi, o i miei personaggi e lei, che poi siamo noi. abbiamo come dei mali dell'anima gemellati) e insomma lei è joice carol oates e il libro è il suo ultimo romanzo "sorella mio unico amore" e in questo libro a pag.  34  j.c.o. scrive questo:
"il vantaggio della gran parte degli scrittori è l'invisibilità. lo scrittore è invisibile, e ciò gli conferisce potere."


ecco questa cosa qui era nella mia testa ma solo la testa di un'altra persona è stata capace di farmelo capire.  questo credo sia il potere della scrittura, e della invisibilità. (probabilmente se questa j.c.o. fosse una mia amica le darei meno credito o se una qualsiasi tizia mi dicesse una cosa del genere io non  penderei  dalle sue labbra) insomma,una cosa del genere. per dire che ringrazio tutti, tanti, quelli che mi scrivono e a cui io rispondo adesso che non c'è niente di meglio di queste mie parole, quelle di questo blog, da sapere di me. non è vero che per conoscersi bisogna conoscersi, nel senso di vedersi. o almeno per me non è vero. tutto qui.
non lo so se torno torno. ora vediamo. se mi passa questa cataratta che mi copre la visuale, e il cuore, ci vediamo
cp

postato da: casalinprecaria alle ore agosto 29, 2009 23:40 | link | commenti (24)
categorie: horror vacui, quote rosa, adotta un nerd, cicchetti, lavora con noi, maldicenze
martedì, 09 giugno 2009

f.d.s.

come ferite inesplose si riaprono certe esistenze, e a me le ferite, le crosticine, mi piace scorticarle e mordicchiare il sangue raggrumato per poi sputarlo via. apprezzo le crosticine come certe persone e situazioni che solo quando mi accorgo che ne apprezzerò il ricordo, mi piacciono perchè poi alla fine è quello che resta, il ricordo cicatrizzato.
 
mi piace tutto dei miei colleghi, ma la cosa che mi piace di più sono i loro difetti perchè è a quelli che mi affeziono, i difetti sono le crosticine delle nostre ferite che non vanno via.
 
mi piace quella che ha sempre mal di testa, quella che non parla ma urla, quella che non chiede ma comanda, quella che sono il capo e lasciami perdere, quella che sta sempre zitta e quando dice una frase ti fa piangere, quella che arriva alle 8 la mattina e alle 8 di sera sta facendo esattamente la stessa cosa, che era difficile per questo ha scaricato tutto il resto del lavoro a quell'altra che sono io: la figlia della serva o l'ultima ruota del carro, o solo un pollo di allevamento, che annuisco e poi stringo forte in mezzo alle labbra e sorrido.
 
(sì, siamo tutte donne in ufficio. è un classico dei lavori stagionali. quando avremo, tra 15 giorni, tutte insieme il ciclo porterò una piccola telecamera per registrare quello che ci diremo)
 
in fondo, poi, non essere nessuno significa anche che nessuno è come me, e questa l'ho letta per strada, su un muro, ma non ricordo assolutamente dove, ero piccola e senza macchinetta fotografica a portata di mano, ricordo solo che era una scritta grigia su un muro bianco scorticato.
 
mi piace che questa gente un giorno mi mancherà, mi è già mancata, durante l'anno, come mi mancano le persone che non volevo mi mancassero o forse mi manco io che sto con loro che mi sento proprio le ossa dei polsi che si fanno più rotondi da donna della mia età.
 
(sì lo so, questo post non lo capisco nemmeno io. è un post-post.)
 
cp

postato da: casalinprecaria alle ore giugno 09, 2009 10:04 | link | commenti (11)
categorie: horror vacui, lavora con noi
lunedì, 01 giugno 2009

passando a miglior vita....mi chiedo

perchè: quando passo a miglior vita, alias lavoro, e mi sposto oltre la linea gotica( da roma in su) i miei colleghi prima mi salutano e poi, a turno, fanno le facce che si aspettano:

-         di vedermi accompagnata da chilate di mozzarelle e burratine e scamorze

-         di vedermi fornita di litrate di primitivo rosso di manduria

-         di vedermi abbronzata anche a maggio

-         di vedermi ingrassata, che al sud si mangia bene

-         di vedermi allegra, che al sud ci si diverte

-         di vedermi incinta, che al sud si fanno un sacco di figli

-         di vedermi sposata, che al sud ci si sposa tutti?

 

e perchè:  al sud, quando dico che vado a lavorare fuori, in teatro, mi dicono tutti: buon divertimento!, strizzando l'occhiolino, e non  mi augurano mai buon lavoro!, come si conviene a chi sta per andare al lavoro. anche se lontano, anche se in teatro, anche se sottopagata, anche se felice?

 

cp


postato da: casalinprecaria alle ore giugno 01, 2009 14:27 | link | commenti (11)
categorie: lavora con noi
sabato, 23 maggio 2009

S.C.A.N.D.A.L.O.S.A

è stata una settimana scandalosa. primo, non ho precisato che il lavoro stagionale di cui mi sono fregiata nel post precedente non è nella città in cui risiedo. per me è ovvio, che non sia qui. ma è bene precisare, il lavoro si trova a 600 km circa da dove abito. quindi la prima cosa che ho fatto questa settimana è attaccarmi al telefono per cercare una casa (una camera, per la verità) che finalmente venerdì ho trovato. ovviamente la più cara e la più piccola casa disponibile è toccata a me.

secondo, fare la valigia. così, tra un intervallo e l'altro per delle gare d’asta immobiliare e telefoniche, facevo la conta tra magliette, gonne, pantaloni etc etc.

terzo, volevo salutare un po’ di gente. sembra facile. le amiche,in effetti è stato facile. le chiami e loro ti dicono un orario e un luogo, le vedi, le saluti, le baci, le inviti a fare un salto dove stai per andare e finisce la storia. ma io, che sono scorpione con ascendente scorpione, volevo salutare anche i miei amici, piccoli amici, amici di-letti. perché sono la classica eroina romantica. dispenso romanzi ai miei amici diletti. poi arriva un momento in cui, non potendomi riprendere il tempo che mi hanno fatto perdere, mi riprendo i miei libri.

con capricorno78 è andata bene, ci conosciamo da una vita, cenetta in allegria e ciao ciao.

toro82 è stato facile rintracciarlo, ha inaugurato un locale con la sua pantagruelica fidanzata (ricomparsa come nelle soap opera all’improvviso, visto che lui pensava che fosse deceduta. a quanto mi ha detto quando li ho visti incollarsi le lingue a vicenda, davanti a me)

capricorno66 pure non è sfuggito al mio richiamo, non vedeva l’ora di riabbracciarmi. sicuro di aver trovato una ragazza capace di credere che la donna che vive con lui da 12 anni è solo la sua coinquilina, neanche stabile, che ogni tanto dorme con lui e stende i suoi perizoma  in salotto (peraltro di cattivissimo gusto, sia il salotto che i di lei perizoma) perché non ha la lavatrice. come no, per i liberi professionisti over 40 la lavatrice è un optional. certo.

acquario70 è quello a cui tenevo più di tutti, non fosse altro che gli avevo prestato due dei romanzi che amo di più e che mi raccontano più di qualsiasi contatto. l’ho inseguito un pochino. a lui piace, così. fingersi impegnato. ma ce l’ho fatta, gli ho comunicato che me ne vado  esattamente un attimo dopo che lui, con i suoi occhi da ranocchio flebotomico, ha detto: questo è il soprabito che portavi quella sera che siamo andati e bla bla…. è evidente che prestargli i miei libri non ha prodotto alcun risultato se fa avances da stereotipato antieroe moccioso.

acquario72 è l’unico da cui devo ancora congedarmi. lo faccio qui, dandogli la stessa importanza che ha per me il libro che gli ho prestato. zero.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 23, 2009 13:10 | link | commenti (10)
categorie: horror vacui, lavora con noi, maldicenze
lunedì, 18 maggio 2009

le cose succedono

pomeriggio, int. casa cp, soggiorno


squillo insistente di un cellulare (musica di nino rota, il principe e la gradisca)

dettaglio dello schermo del cellulare: compare la scritta numero privato,

cp risponde, aggrottando le sopracciglia.

cp: pronto?

numero privato: buonas

era, parlo con casalinga precaria?

cp: si

numero privato: sono xxx (quel lavoro che attendevo di replicare da circa un anno)

cp: (alla buonora) ah buonasera, molto piacere di sentirla.

xxx: la chiamo per scusarmi per non averla ancora chiamata…

cp: si figuri…

xxx: sa abbiamo avuto e abbiamo a tutt’oggi notevoli difficoltà di organizzazione soprattutto finanziaria di yyy

cp: capisco.

xxx: lo so che le avevamo detto che l’avremmo confermata anche quest’anno…


cp: e infatti….

xxx: ma lei non può immaginare quanto sia difficile e nello stesso tempo coraggioso portar eavanti cose del genere, in questo paese, lei insomma mi capirà se le dico che….


cp: si, capisco…


xxx: no, mi lasci finire. la prego, ci tengo a scusarmi per il ritardo con cui le confermiamo la sua chiamata alle armi. inizia tra 15 giorni.

cp: …

xxx: sempre se non sta già lavorando ad altre cose, se non è impegnata. ecco. è impegnata?

cp: mah, guardi…(bluffando) ho un po’ di proposte che sto valutando… (faccio la lavatrice o lavo i piatti?)… di cosa dovrei occuparmi? quale sarà sostanzialmente il mio ruolo?

xxx: sarà l’ultima ruota del carro, avrà lo stesso ufficio dell’anno scorso, lo stesso stipendio, lo stesso stress 24 ore su 24….ma se non le va…

cp: ci vediamo tra 15 giorni, ore 9, in ufficio.

(io pure, non ci credo. invece mi sa che è vero. quello che mi hanno sempre detto: “quando meno te l’aspetti…arriva” è arrivato)

cp



postato da: casalinprecaria alle ore maggio 18, 2009 09:26 | link | commenti (15)
categorie: lavora con noi
lunedì, 11 maggio 2009

piange il telefono

volevo chiudere questo blog, ieri sera. avevo anche scritto il post. volevo farlo in questa settimana che se io avessi scelto di nascere lo avrei fatto dal 10 al 16 maggio perchè questa settimana è la più bella dell'anno. qualunque cosa accada, in questa settimana sono sempre di buonumore.
volevo chiudere questo blog perchè la mia casalinghitudine precaria non ha molto altro da dire, disperazione, fame, rabbia, rivincite non hanno  lo stesso sapore a idrogeno di un tempo.
poi stamattina, prima di postare, ricevo la seguente telefonata da un ex collega.

ex collega: ciao cp
cp: ciao ex collega, da quanto tempo..(esattamente da un anno)
ex collega: ti pensavo in questi giorni....come stai?
cp: viva.
ex collega. bene, ti trovo in splendida forma.
cp: grazie (per telefono...)
ex collega: allora dove sei, che fai di bello?
cp: niente.
ex collega: non lavori quest'anno come l'anno scorso nel lavoro più figo della tua vita?
cp: no.
ex collega:ohhhh, mi dispiace tanto....
cp: (non ci credo) anche a me.
ex collega: e come mai?
cp: (non te lo voglio dire, posso?) capita....
ex collega: capisco. senti cp, ti devo chiedere una cortesia
cp: (immaginavo) dimmi pure
ex collega: mica mi daresti il numero del boss del lavoro più figo che hai fatto nella tua vita e che ora pensavi di fare e che invece non farai?
cp: ....posso sapere il perchè?
ex collega: beh, visto che non hanno chiamato te...magari se mi faccio vivo....sai da cosa nasce cosa. capito?
cp: no.
ex collega: voglio chiedere al capo se mi prende.
cp: questo l'ho capito. ma il numero non te lo dò.
ex collega: non ce l'hai?
cp: non più. l'ho cancellato in questo momento.
ex collega: ah. senti se il capo dovesse chiamarti per confermati che non andrai, mica faresti il mio nome......
cp: certo, farò il tuo nome. (per una macumba, però)
ex collega: grazie mille!
cp: prego, quando vuoi.

quindi, resto ancora un pò qui. a quanto pare non c'è limite al peggio e il peggio tutto è tranne che precario.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 11, 2009 19:58 | link | commenti (7)
categorie: lavora con noi
mercoledì, 06 maggio 2009

il mio idolo

non ho mai avuto un idolo. l’ho cercato a scuola, tra i libri sempre troppo pochi a causa dei professori sempre poco idoli. l’ho cercato in strada, tra la gente di cui desideravo fidarmi e diventare amica. l’ho cercato in famiglia, ma dopo l’adolescenza sono caduta nella trappola dell’individualismo materialista e la famiglia non l’ho più idolatrata. l’ho cercato nel mio letto, su una spalla che speravo più sapiente della mia, su una fronte che immaginavo responsabile. l’ho cercato all’università, tra le magnifiche aule che dopo la consegna del pezzo di carta si sono rivelate le solite 4 sordide mura. l’ho cercato tra i miei capi, ma come si fa a considerare un idolo una persona che non ti vuole pagare per il lavoro che fai, una persona che vorrebbe arricchirsi alle tue spalle. l’ho cercata al cinema, e spesso mi è andata bene. l’ho cercato nei romanzi, e sempre mi è andata bene. l’ho cercato nel mio i-pod e ammetto che ci sono andata molto vicina. ma questi non sono idoli in carne e ossa, hanno piuttosto le fattezze di un sogno dentro un arcobaleno. infine, il mio idolo l’ho cercato tra le mie amiche e molto spesso l’ho trovato. nonostante le donne diverse che io e loro siamo diventate.

oggi ho un idolo tutto mio.

colei che è riuscita a liberarsi dell’unico essere umano che io detesto e a cui ho augurato del male in vita mia, sbagliando peraltro perché al diavolo non si può augurare di incontrare un altro diavolo, sarebbe un fake. ma soprattutto, il mio nuovo e immenso idolo, è l’unica cittadina italiana che, a detta del suo futuro ex marito, sarebbe riuscita a trovare del comunismo (quanto? un etto? due kg? una pinta di comunismo?), negli ideali della stampa nazionale al punto da farsi sobillare dai suoi rappresentanti.

io e come me la mia famiglia e come noi tutti i miei mancati idoli sono miliardi di giorni della nostra vita che tentiamo di farci sobillare dai comunisti. lei invece ce l’ha fatta. una vera miracolata, il mio nuovo e eterno idolo. deve essere che quando si sposa il diavolo, non si beve acqua santa.

cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 06, 2009 10:24 | link | commenti (6)
categorie: horror vacui, lavora con noi
sabato, 02 maggio 2009

il paese è (ir)reale

questo gong andato in loop che mi martella la testa è anonimo. si nutre di bugie, bizzoche prive di fantasia. mi blocca sulla tastiera, ogni tasto che tocco una scossa priva di elettricità.

ho provato a dare un nome, a questo gong. ma non mi viene. ho superato la fase in cui davo i nomi alle cose e alle giornate e alle martellate in testa; davo un nome a tutto per tenere tutto con me anche se tutto faceva male.

ora preferisco l’anonimato in questo paese in mezzo a questa gente la cui degenerazione mi offende.

e non mi sento una santa, una martire. mi sento colpevole per non sapere fare altro che registrare un’insofferenza anonima senza reagire.

e non mi sento sfigata, una sfortunata. mi sento molto fortunata per saper mantenere la lucidità quotidiana, nonostante le nebbie dell’egotica ipocrisia collettiva.

mi sento stupida, anzi sciocca come il pane toscano. senza sapore. mi rialzo con la testa alta e i piedi ben fermi su una terra vacillante in mezzo a un’umanità osteoporotica priva di fondamenta e di splendore, consolante come una ninna nanna che addormenta la mente.


cp


postato da: casalinprecaria alle ore maggio 02, 2009 00:05 | link | commenti (2)
categorie: horror vacui, lavora con noi
MigliorBlog.it